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Smartphone, Huawei al secondo posto e sempre più vicina a Samsung

di Andrea Biondi


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(Afp)

3' di lettura

I punti percentuali di distacco sono meno di quattro. Huawei continua ad avvicinarsi a Samsung. Ad ampie falcate in realtà, con un trend di vendita per gli smartphone che fa apparire sempre meno inscalfibile il primato del produttore coreano. A ogni modo il secondo posto di Huawei nel mercato globale degli smartphone – davanti ad Apple e dietro solo a Samsung – è ormai da dare per assodato, messo nero su bianco dai numeri di Gartner che fotografano il trend delle vendite del primo trimestre dell’anno. Il punto chiave è che al rallentamento degli altri due competitor, la cinese Huawei contrappone un incremento del 44,5% su base annua.

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I numeri della società di ricerche segnalano così una Samsung al primo posto con 71,6 milioni di smartphone venduti (19,2% di quota di mercato) nei primi tre mesi del 2019, seguita da Huawei (58,4 milioni di unità vendute e 5,7% di quota di mercato) e da Apple (44,6 milioni di smartphone e 11,9% di quota di mercato). Un anno prima in testa alle vendite nei primi tre mesi dell’anno c’era sempre Samsung con 78,6 milioni di smartphone venduti e 20,5% di quota di mercato, seguita però da Apple (54 milioni di unità vendute e 14,1% di market share) e in terza posizione da una Huawei (40,4 milioni e 10,5% di quota di mercato) riuscita così a far scendere la società guidata da Tim Cook. In questo quadro al +44,5% di Huawei fanno da contraltare il -8,8% annuo di Samsung e il -17,6% di una Apple che fra un anno e l’altro ha venduto quindi quasi 10 milioni di smartphone in meno.

IL MERCATO MONDIALE

Vendite di smartphone nel 1° trimestre 2019, in migliaia di unità (Fonte: Gartner)

Alla luce di questi numeri si vede dunque come nonostante la sua assenza dagli Stati Uniti Huawei abbia consolidato il suo secondo posto come produttore mondiale di smartphone, dietro a una Samsung che ha lanciato il suo smartphone di punta, il Galaxy S10, alla fine del primo trimestre. I benefici di questo lancio per la casa coreana si potranno dunque vedere alla fine del prossimo trimestre.

Occorrerà invece attendere quantomeno al dato di fine settembre per verificare l’impatto dell’inserimento di Huawei – voluto dall’amministrazione Trump – nella lista nera delle aziende con cui le società Usa non devono fare affari. Al momento ci sono 90 giorni di tregua, ma Google aveva nel frattempo comunicato il ritiro della licenza Android per uniformarsi alla decisione. «L’indisponibilità delle app e dei servizi di Google sugli smartphone Huawei, se implementata, turberà il mercato estero dell'azienda, che rappresenta quasi la metà del mercato complessivo», afferma Anshul Gupta, direttore della ricerca di Gartner . Non da meno, aggiunge, la vicenda «crea apprensione tra gli acquirenti, limitando la crescita di Huawei nel breve termine».

Nei primi tre mesi del 2019 le vendite di smartphone Huawei sono comunque cresciute un po’ dappertutto e il colosso di Shenzhen «ha fatto particolarmente bene in due delle sue regioni più grandi, Europa e Grande Cina, dove le vendite di smartphone sono cresciute rispettivamente del 69% e del 33%», ha affermato Gupta. Il dominio di Huawei nella Grande Cina, dove ha raggiunto una quota di mercato del 29,5%, ha contribuito ad assicurare alla compagnia il secondo posto nella classifica mondiale degli smartphone nel primo trimestre del 2019.

Per quanto riguarda invece Apple, «il taglio dei prezzi per iPhone – continua il direttore ricerca di Gartner – ha contribuito a sostenere la domanda, ma non è stato sufficiente a ripristinare la crescita nel primo trimestre. Apple sta affrontando cicli di sostituzione più lunghi in quanto gli utenti fanno fatica a vedere sufficienti vantaggi in termini di valore per giustificare la sostituzione degli iPhone esistenti».

In generale le vendite globali di smartphone sono diminuite a livello mondiale del 2,7% nel primo trimestre del 2019, per un totale di 373 milioni di unità. «La domanda di smartphone premium – precisa Gupta – è rimasta inferiore a quella degli smartphone di fascia bassa, colpendo soprattutto marchi come Samsung e Apple che detengono quote significative negli dispositivi di fascia alta. Inoltre la domanda di telefoni cellulari basati sulla voce è diminuita dato che gli smartphone di fascia bassa 4G offrono agli utenti grandi vantaggi a un costo comparabile».

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