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Smartphone: niente nuovi acquisti per un italiano su due fino al 2021

Un consumatore su tre, su scala globale, intende ridurre del 20% la spesa per l'acquisto di un nuovo smartphone e quasi la metà rimanderà il cambio di modello al prossimo anno

di Gianni Rusconi

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(Igor Kardasov - stock.adobe.com)

Un consumatore su tre, su scala globale, intende ridurre del 20% la spesa per l'acquisto di un nuovo smartphone e quasi la metà rimanderà il cambio di modello al prossimo anno


3' di lettura

Chiamiamola nuova normalità, Fase 2 dell'emergenza o anche in altro modo: sta di fatto che le ultime settimane hanno cambiato abbastanza le abitudini di consumo degli italiani per quanto riguarda la tecnologia. Se guardiamo infatti ai dati raccolti da Gfk, le vendite di prodotti digitali sono sensibilmente cresciute, e questo sebbene il “sentiment” degli utenti sia in linea generale più pessimista rispetto al periodo precedente a Covid-19.
La ripresa è sostanzialmente iniziata lunedì 4 maggio, primo step della fine del lockdown, e nella settimana dall'8 al 14 giugno le rilevazioni GfK sul Retail Panel Weekly (dati di sell-out per oltre 300 gruppi di prodotti di elettronica di consumo) parlano di un'impennata del 24% a valore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, impennata che ha contribuito a portare in pareggio il bilancio da inizio anno (in aumento dello 0,3% rispetto al 2019). La notizia che balza all'occhio, in sé prevedibile, è la ripartenza degli store fisici: nel periodo considerato, infatti, i punti vendita tradizionali hanno registrato un incremento delle entrate del 14% rispetto a un anno fa, senza tra l'altro rubare spazio al canale online, che nella Fase 2 è arrivato a pesare per circa il 25% delle vendite totali.

Brillano le vendite di computer e prodotti per l'ufficio

Da inizio maggio in poi è tornato a salire il dato delle vendite a valore di tutte le categorie tech più importanti, confermano da Gfk, e il risultato più positivo in assoluto, a sorpresa ma non troppo, è appannaggio dei prodotti informatici e per l'ufficio, e quindi computer e periferiche varie. Smart working e didattica a distanza hanno alimentato un salto in avanti del 41% da inizio anno, mentre numeri più che discreti li hanno fatti segnare i piccoli elettrodomestici (+10% a valore rispetto allo stesso periodo del 2019) e nella fattispecie gli apparecchi per cucinare, per la cura della persona e per la pulizia della casa.

Di segno negativo, invece, il consuntivo del primo semestre per le voci forti del mercato tech consumer, e cioè grandi elettrodomestici, telecomunicazioni (leggi smartphone) e settore audio e video, anche se gli acquisti registrati dalla fine del lockdown in avanti hanno consentito di recuperare almeno in parte le perdite precedenti (fa eccezione il comparto della fotografia, ancora in profondo rosso).

Taglio alle spese per i telefonini, italiani fra i più virtuosi

Un consumatore su tre, su scala globale, intende ridurre del 20% la spesa per l'acquisto di un nuovo smartphone e quasi la metà rimanderà il cambio di modello al prossimo anno. Lo dice un recente studio condotto dalla società di ricerche Counterpoint in sette diversi Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, India, Francia, Germania, Spagna e Italia), studio che avvalora la tesi secondo cui la pandemia di Covid-19 ha inciso e parecchio sui consumi di beni e servizi non di prima necessità. I telefonini, evidentemente, rientrano fra questi visto e considerato che molti analisti prevedono un bilancio in rosso delle vendite a fine anno.

Effetto dello “shifting” degli acquisti, in larga parte: il 61% degli indiani non comprerà infatti un nuovo smartphone fino al 2021, e lo stesso faranno il 58% degli spagnoli, il 56% degli italiani, il 43% degli inglesi e il 41% degli americani. Va in controtendenza la Germania, dove solo il 34% del campione oggetto di indagine rinuncerà da qui a dicembre all'acquisto di un nuovo modello. Su scala globale, come osservano gli esperti di Counterpoint, vi sarà grande attenzione ai prodotti di fascia media e low cost. O meglio. I consumatori di Spagna, Usa e Italia, in particolare, intendono tagliare di circa il 25% il budget per l'acquisto di uno smartphone e pesano in tal senso le grandi incertezze sulle possibilità di spesa futura delle famiglie. Uno scenario non particolarmente brillante quello che si sta dunque delineando davanti agli occhi delle varie Samsung, Apple, Huawei e via dicendo. E se il canale online sarà assiduamente frequentato (più della metà degli acquisti in Italia e Stati Uniti saranno conclusi con ordini online e consegna a casa o ritiro in negozio) la sensazione è che il trend negativo possa proseguire fino a metà 2021. All'insegna di meno acquisti e di modelli meno cari.

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