IL RITORNO

Smartphone pieghevoli, Tcl rilancia la sfida al 2020 (pensando anche ai BlackBerry). Tre nuovi Android da Alcatel

di Gianni Rusconi

4' di lettura

Barcellona – Per vedere sul mercato i suoi primi esemplari bisognerà aspettare l'anno prossimo, ma dal Mobile World Congress di Barcellona il messaggio che lancia Tcl Communication suona forte e chiaro: nell'arena degli smartphone pieghevoli si giocherà le sue chances anche il produttore cinese e con ogni probabilità lo farà a marchio Tcl, nel segno di una strategia di prodotto che vuole essere sempre più ampia e diversificata attraverso tutti i brand del gruppo, da Alcatel a Blackberry passando per Thomson (Tv) e Palm (smart device). L'idea, come ha spiegato in anteprima al Sole24ore, il General Manager of Marketing della società di Shenzen, Stefan Streit, è quella di lavorare allo sviluppo di più formati di apparecchi flessibili, strizzando l'occhio non solo ai telefonini ma anche ai tablet, ai wearable e ai dispositivi IoT. L'obiettivo è quello di arrivare sul mercato con un dispositivo realmente “pronto” per soddisfare le esigenze del consumatore-professionista, in termini di affidabilità della componente hardware e in fatto di user experience.

Display, cerniere e software i punti chiave
Due i “jolly” che Tcl, oggi decimo produttore al mondo nei telefonini, mette in campo nella corsa agli smartphone flessibili: i display Amoled prodotti internamente dalla sussidiaria Csot in una fabbrica costata 25 miliardi di dollari di investimento e la nuova tecnologia brevettata DragonHinge del meccanismo che permette agli schermi di piegarsi e chiudersi permettere diverse modalità di utilizzo. Il terzo elemento chiave sono il software e le applicazioni, che vanno necessariamente adattate per poter operare sui due/tre schermi del dispositivo “foldable”. Su questo fronte, come conferma Streit, la società sta lavorando a stretto contatto con Google (per Android) e con gli altri sviluppatori di app. “Non è ancora definibile, oggi, un caso d'uso perfetto per questa tipologia di apparecchi e non si può ancora dire se e come sostituiranno i mini tablet o gli smartphone o se ne saranno un complemento”, aggiunge il manager. È però certo, almeno in casa Tcl, che saranno oggetti con una diagonale complessiva nell'ordine degli 8 pollici e che dovranno costare sensibilmente meno (si parla nell'ordine dei mille euro) rispetto ai primi esemplari appena annunciati (il Samsung Galaxy Fold in primis). In ogni caso, come ha ribadito anche Peter Lee, General Manager Global Sales and Marketing, Tcl non entra in gioco per arrivare prima ma dare nuove forme a un ampio ecosistema di prodotti multifunzione, smart e connessi.

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In futuro arriverà il “Foldberry”?
§Una strategia, quella appena descritta, che interessa ovviamente anche il marchio Blackberry, i cui punti fermi – come assicura Francois Mahieu, General Manager di BlackBerry Mobile – rimangono la componente sicurezza, la robustezza, una durata delle batterie oltre la media (si arriva ai due giorni) e l'iconico tastierino. Il modello Key 2, che a Barcellona si veste per l'occasione di rosso fregiandosi di un corpo in alluminio (il prodotto verrà distribuito in Italia in esclusiva su Amazon a 779 euro), è soltanto l'ultimo di una gamma di prodotti destinati a valorizzare un marchio che i diretti interessati assicurano essere ancora più che vivo e molto apprezzato soprattutto dall'utenza consumer. E un domani, ha fatto intendere Mahieu, non è escluso che la rivoluzione “pieghevole” possa interessare anche i Blackberry.

Google Assistant e display full view per la fascia entry

Dopo il lancio avvenuto al Ces di Las Vegas delle serie 1X e 1C (con a bordo Android Oreo Go edition) edizione 2019, e quindi apparecchi che vanno a posizionarsi nella fascia di prezzo intorno ai 100 euro, le novità in rampa di lancio da Barcellona a marchio Alcatel riguardano altre tre famiglie di smartphone e un tablet tutti dotati di display full view realizzati da Tcl e di Google Assistant integrato. La serie 1S, in particolare, entrerà a listino dal secondo trimestre a partire 109,90 euro presentandosi con un corredo tecnico che prevede schermo Hd+ in formato 18:9 da 5,5 pollici, processore octa-core, sensore di impronte digitali (sul retro), doppia fotocamera posteriore da 16MP (interpolati), 3 GByte di Ram e una batteria da 3.060 mAh. Il tutto pilotato da Android 9.0 Pie.

Detto che i prodotti 5G non sono al momento in procinto di entrare a catalogo – “in Italia non avremo una copertura reale prima di un anno e mezzo”, spiega Flavio Ferraro, Country Manager di Alcatel Italia – la vera priorità di Alcatel rimane il rapporto qualità-prestazioni-prezzo, e quindi la necessità di integrare progressivamente nuove funzionalità sugli smartphone di fascia media senza farne lievitare il costo all'utente finale. E la serie 3 sposa per l'appunto questo concetto. Display con notch Hd+ in formato 19.5:9 da 5,9 pollici e un rapporto schermo/corpo prossimo al 90%, chipset octa-core Qualcomm Snapdragon, batteria da 3500mAh e fotocamere (anteriore da 13 MP e posteriore da 16MP interpolati con Google Lens integrato) che utilizzano intelligenza artificiale per identificare fino a 21 diversi scenari di scatto in tempo reale sono solo alcune delle caratteristiche esibite a specifica da questo apparecchio che sarà in vendita nei prossimi mesi a partire da 179 euro nella configurazione base con 3 Gbyte di Ram e 32 Gbyte di memoria. Per chi vuole spendere ancora meno ecco l'Alcatel 3L con vetro anteriore sagomato 2.5D, che monta un chip Snapdragon quad-core e debutterà a listino dal secondo trimestre a 149,90 euro. Un'interessante variazione al tema è infine l'Alcatel 3T 10, un tablet con Android 9.0 Pie e Google Assistant che dispone di un sistema di riconoscimento vocale Dsp fino a tre metri di distanza e si abbina a un altoparlante wireless (acquistabile in bundle) che si collega immediatamente alla tavoletta via Bluetooth per offrire fino a sette ore di riproduzione non stop delle canzoni preferite. Il pacchetto sarà disponibile entro la fine dell'anno a partire da 229 euro.

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