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Smartphone per più di cinque ore al giorno; le mosse di CoopVoce

Piano di investimenti da 60 milioni

di Vincenzo Chierchia


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(ultramansk - stock.adobe.com)

3' di lettura

Italiani sempre più smartphone dipendenti, ossessionati dallo stalking telefonico e sempre meno fedeli nella scelta dell'operatore. Sono i risultati del recente sondaggio (campione di mille intervistati, rappresentativo della popolazione italiana 18-65 anni, metodologia Cawi, periodo 8-14 novembre) svolto da italiani.coop.

L’uso
Ogni giorno - si legge nel Rapporto - trascorriamo in media 5 ore usando il telefono mobile. Come se ogni 3 minuti utilizzassimo lo smartphone per almeno un altro minuto. Mezz'ora in media in più per gli uomini che per le donne, più i 18-35enni che tutti gli altri (6 ore per esempio contro le 3,10 dei 56-65enni). E la maggior parte degli italiani è convinta che userà lo smartphone ancora di più, gli italiani immaginano un telefono che tra dieci anni potrebbe essere più grande, leggero e flessibile.

Come gli italiani usano lo smartphone

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Le tipologie di utenti
Con 22 chiamate nelle ultime 24 ore e tra 100 e 200 altre interazioni di testo audio e video con altre persone, l'11% degli italiani è Smart-holic; invece i Mama's & Lovers (23%) concentrano un numero di poco più basso di chiamate (17%) e un numero uguale di interazioni in relazioni personali e familiari molto intense. All'opposto più di un italiano su quattro (i Flight mode sono il 27% del campione) ha un rapporto distaccato con il telefono: lo utilizza molto di meno della media (3h e 40 min) e ed effettua un minor numero di telefonate e interazioni (rispettivamente 7 e non più di 50). Silent mode (13%) sono invece quegli italiani che pur utilizzando abbastanza il telefono hanno una limitata comunicazione vocale, preferendo le altre interazioni non vocali.

Allarme stalking
Un italiano su 4 dichiara di essere stato vittima di stalking telefonico (27%) almeno una volta, per gli under 35 il cellulare ha una vita media di 2 anni e 3 mesi, mentre per i 55-65enni di 3 anni. Un italiano su 3 pensa poi di cambiare operatore. Più infedeli di tutti donne e giovani. A fare la differenza in primo luogo il prezzo, ma incidono anche la voglia di sperimentare nuovi servizi e le difficoltà di copertura di rete.

Servizi bocciati
Tra i motivi delle valutazioni negative soprattutto i servizi di customer care. Un italiano su 5 assegna un'insufficienza al sistema di call center del proprio operatore; è questo il servizio più criticato dagli utenti benchè sia il secondo canale utilizzato per chiedere informazioni dopo aver cercato online. Tra gli aspetti maggiormente critici l'insistenza con cui occorre richiamare per la stessa problematica (la denuncia il 20% del campione), l'eccessiva attesa e l'impossibilità di parlare con un operatore.

Il piano CoopVoce
CoopVoce ha raggiunto il traguardo dei 12 anni (quando nacque nel 2007 era il primo operatore di telefonia mobile virtuale in Italia) e, forte di una base consolidata di oltre 1,5 milioni di utenti e di un fatturato pari a circa 86 milioni, vara un nuovo progetto di investimento. Pur mantenendo la copertura mobile di Tim, CoopVoce, grazie ad una nuova infrastruttura tecnologica indipendente, d’ora in avanti gestirà in autonomia il proprio servizio di telefonia mobile e sarà in grado di offrire servizi innovativi ai soci. Per il futuro allo studio internet delle cose, funzioni mobile per la salute, e-sim, pacchetti dati illimitati per servizi streaming (zero rating).
L'operazione comporta un investimento complessivo nei prossimi anni di oltre 60 milioni e porta con sé la necessità di sostituire le attuali Sim con nuove Sim emesse direttamente da CoopVoce: un'operazione complessa che partirà dal mese di febbraio 2020 in oltre 900 punti vendita della rete e sarà supportata da una campagna di comunicazione con il rinnovato logo dell'operatore.

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