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Smartphone, svelato il pieghevole di Motorola. Il passato a volte ritorna

Presentata a Londra la nuova versione del famoso cellulare Razr. La novità? Ha uno schermo pieghevole

di Gianni Rusconi


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5' di lettura

LONDRA – Visto da vicino e preso in mano, il nuovo razr di Motorola è a tutti gli effetti un pezzo di passato che ritorna (il Razr V3) e che ritorna in grande stile. L’evoluzione del terminale a conchiglia anni 2000 si presenta in via ufficiale in Europa (dopo il vernissage oltreoceano in stile hollywoodiano in una villa di Beverly Hills, in California) con le vesti e le caratteristiche di un “gadget” rivolto a un’utenza di fascia alta e in cerca di qualcosa di iconico.

Lo dice il prezzo di listino (1.599 euro, la prevendita per l’Italia scatta dal 4 dicembre per consegne previste entro l’anno) e lo conferma, soprattutto, il fatto che si tratti del primo telefonino clamshell targato Motorola ad essere dotato di schermo flessibile e privo di tastiera fisica.

Compatible con le eSim
I pregi del nuovo razr a conchiglia, per gli amanti del genere “foldable”, vanno cercati nella sua capacità di sdoppiarsi – quando è chiuso sta comodamente in una piccola tasca o in una borsetta da sera, quando aperto completamente, lo schermo a tecnologia Oled Full Hd arriva a una diagonale di 6,2 pollici in formato cinematografico 21:9 – più che nelle caratteristiche tecniche tout court.

Il vezzo di accettare o terminare una chiamata chiudendo o aprendo “fisicamente” l’apparecchio, insomma, sembra prevalere sulla possibilità di scattare una foto avvalendosi di un sensore da qualche decina di megapixel. E la chicca di supportare l’eSim, e cioè la scheda telefonica virtuale (già molto diffusa negli Stati Uniti e in arrivo anche in Italia con Tim e Vodafone) che sostituisce quella fisica grazie a una combinazione hardware e software, rafforza l’idea di un dispositivo “old style” proiettato nel futuro, con tanto di tasto fisico per il riconoscimento dell’impronta e di un sistema integrato per il riconoscimento facciale.

La sfida a Samsung e Huawei
La strategia di Motorola punta necessariamente a catturare una domanda di nicchia (100mila pezzi il possibile mercato stimato per l’Italia) e va inevitabilmente a scontrarsi con i marchi che per primi hanno puntato con decisione sui terminali pieghevoli, e cioè Samsung e Huawei.

Il Galaxy Fold della casa coreana è prenotabile nel nostro Paese (solo online) da una settimana e sarà in consegna a partire da metà dicembre con un prezzo al pubblico superiore ai 2mila euro; nel 2019, Samsung dovrebbe venderne circa 500mila pezzi su scala globale e gli obiettivi per l’anno prossimo sono fissati a quota sei milioni di unità.

Il Mate X del gigante cinese sta invece spopolando in Cina (dove è già disponibile anche il modello 5G) ma in Europa non è ancora arrivato e non è neppure chiaro se e come vi arriverà (per lo meno in questa sua prima versione) in relazione a come si evolverà la questione “ban”, che come noto rischia di penalizzare e molto (privandolo della galassia di servizi Google) le strategie di rilascio dei nuovi prodotti della casa di Shenzen.

Sempre Samsung sta lavorando per la metà del 2020 al Fold 2, di cui ha mostrato di recente un’anticipazione in formato “flip phone”, e le indiscrezioni parlano di un prodotto più economico sul fronte dei prezzi all’utente finale.

Sullo sfondo ci sono quindi altri produttori cinesi (Oppo e Tcl) al momento fermi allo stato di prototipo, c’è una Microsoft che vorrebbe partecipare alla partita (a partire dalla fine dell’anno prossimo) con il Surface Duo a piattaforma Android e c’è infine l’ombra di una Apple che potrebbe decidere di rompere gli indugi e buttarsi a sua volta in questo mercato.

Primeggiare nel segmento degli smartphone pieghevoli, in ogni caso, è un’opportunità che i principali vendor di device mobili non possono trascurare, se è vero che stiamo parlando di un business potenziale da diversi milioni di pezzi e con margini decisamente elevati.

Materiali e user experience
Tornando al razr, l’idea che lo ha ispirato, come confermano da Motorola, nasce dalla volontà di rendere facile all’uso un apparecchio “foldable” e di migliorare, più in generale, il modo in cui le persone utilizzano lo smartphone.

Prima di arrivare alla versione definitiva, infatti, gli ingegneri della sussidiaria di Lenovo hanno disegnato e testato per quattro anni oltre 20 differenti prototipi in cerca della soluzione perfetta in fatto di portabilità e usabilità, senza ovviamente rinunciare alla comodità del display di grandi dimensioni. La scelta dei materiali di base, acciaio inossidabile per la cerniera e rivestimento 3D Gorilla Glass per la protezione del vetro dello schermo, si accompagna a un design elegante e al contempo lineare, che promette robustezza (è completamente idrorepellente) e maneggiabilità.

Il suo punto di forza funzionale, tengono a precisare da Motorola, è proprio nel sistema di apertura-chiusura: la cerniera “zero-gap” è una primizia di fatto assoluta che vuole andare oltre i limiti delle tecnologie attualmente disponibili e gioca sul fatto che entrambi i lati del display flessibile rimangono perfettamente a filo a telefono chiuso, evitando così di esporre lo schermo al rischio di “contagio” da polvere e impurità.

Maneggiando l’apparecchio, la prima sensazione è in effetti quella di un prodotto che non presenta difetti nell’apertura-chiusura e che richiede però una certa manualità per “sbloccarlo” e gestirlo con una mano sola. Pesa leggermente di più (circa 200 grammi) rispetto agli smartphone da 6 pollici ma ha sicuramente dalla sua il vantaggio di essere estremamente compatto.

Prestazioni e autonomia
Come da tradizione, il razr offre il valore aggiunto del display esterno da 2,7 pollici (anch’esso a tecnologia Oled e touch) attraverso il quale operare anche in movimento, senza aprire il telefono, per gestire le chiamate, rispondere ai messaggi, effettuare pagamenti, ascoltare musica, scattare selfie con la fotocamera anteriore, interagire con Google Assistant e accedere ad altri comandi personalizzati. La connessione fra i due schermi è immediata e senza soluzione di continuità.

Un altro intervento importante a livello meccanico sul razr riguarda infine l’antenna, reingegnerizzata al fine di inserirla in uno spazio due volte più contenuto rispetto a quello dei comuni smartphone attuali.

Due sole fotocamere e una batteria “limitata” solo in apparenza
Non si può considerare di primissima fascia, invece, la dotazione tecnica del nuovo smartphone: nel motore troviamo infatti un processore Qualcomm Snapdragon 710 (solitamente non impiegato sui telefonini top di gamma), che può però fare affidamento su ben 6 GByte di memoria Ram, mentre lo spazio di archiviazione è di 128 GByte (non espandibile).

La doppia batteria con capacità complessiva di 2510 mAh, compatibile con il sistema di ricarica “Turbo Power” da 15 Watt, lascia all’apparenza qualche dubbio sull’effettiva autonomia del telefono, soprattutto quando si usa il display a tutto schermo: su questo punto, però, i manager di Motorola si dicono sicuri del fatto che si possa utilizzare il razr tutto il giorno senza necessità di attaccarlo a una presa di corrente, sfruttando la possibilità di gestire molte applicazioni direttamente dal display secondario e il ridotto assorbimento di energia dei due schermi Oled.

Che l’apparecchio, infine, non nasca con particolari velleità fotografiche lo si deduce dalle due fotocamere installate, quella posteriore con sensore da 16 megapixel e apertura focale f/1,7 e quella per selfie frontale che si ferma a 5 MP. Le virtù del razr, come detto, sono però altre. Tocca a Motorola fare in modo che il suo costo elevato non scoraggi i nostalgici del formato a conchiglia e gli amanti dei gadget tech di design.

Per approfondire:
Chi emette più onde elettromagnetiche? Bene Samsung e Lg, male i cinesi
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