incendi in valsusa

Smog da primato nell’aria di Torino. Maratona a rischio?

di Jacopo Giliberto

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(Ansa)


3' di lettura

La cifra è altissima: ieri a Torino la media di polveri fini Pm10 prodotte dagli incendi dei boschi in Valsusa è stata di 354 microgrammi per metro cubo d’aria. Un primato che riporta la qualità dell’aria di Torino ai tempi remoti in cui gli impianti di riscaldamento bruciavano carbone e le ciminiere delle fabbriche fumavano fra le case. Ma questa volta lo smog è di origine naturale, la “combustione di biomasse”, cioè i boschi in fiamme in Valsusa dopo mesi di siccità in tutta Italia, Piemonte compreso. I bacini idroelettrici sono a secco, molte centrali idroelettriche sono ferme senz’acqua sopratutto nel Centro-Sud Italia e nelle Alpi Venete; il Po è in magra, i boschi sono sofferenti e le colture autunnali siccitose.

L’aria di Torino

L’Arpa Piemonte ieri aveva rilevato alla stazione Rubino un picco di 459 microgrammi, ma la centralina di rilevamento era reduce da un periodo di avaria fuori taratura e quindi il dato non è ancora validabile. Invece è certificato il dato di 354 microgrammi registrato non solamente in città ma anche in zone rurali o montane in genere beneficate dall’aria pura.
Il vento oggi ha smesso di soffiare sulla città le nuvole di caligine opaca prodotta dagli incendi in Valsusa. Domani probabilmente la qualità dell’aria potrebbe migliorare, soprattutto se dovesse piovere dopo un ottobre senza una goccia d’acqua, l’ennesimo mese siccitoso dell’anno considerato più secco dal 1871.

Maratona in forse?

Probabilmente non verrà distetto l’evento sportivo, tuttavia secondo l’associazione Cittadiniperlaria è a rischio la Maratona di Torino in programa domani. L’associazione ha spedito una diffida minacciosa al Comune: le attuali concentrazioni di polveri, afferma Cittadiniperlaria, possono essere dannose agli atleti allenati per la classica corsa ma soprattutto agli amatori meno preparati che parteciperanno alla corsa abbreviata di 8 chilometri, corsa per la quale non è richiesto il certificato medico.
A parere di Anna Gerometta, presidente dell’associazione, «gli incendi boschivi in prossimità di grandi città hanno un effetto immediato sulla salute, aumentando i rischi di mortalità del 49,7% per quella totale, 60,6% per cause
cardiovascolari, 92% per cause respiratorie».

Incendiari all’opera

Nella valle Sangone, una delle vallate piemontesi maggiormente devastate dagli incendi di boschi, pinete e pascoli in questi giorni, sono stati trovati inneschi incendiari: alcuni di questi avevano funzionato, accendendo le fiamme, altri per fortuna no. Lo hanno rivelato i responsabili delle squadre di intervento, a Giaveno (Torino), dove è arrivato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Le indagini sono condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri forestali.

Chiamparino: massima allerta

«La situazione, al momento, sembra sotto controllo. Anche se un cambiamento di clima repentino può riaccendere i focolai, quindi non si può mollare l’attenzione e l’allerta», ha detto oggi il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, a margine di un’ispezione in Valsusa con l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia.

Incendi anche in Lombardia

Boschi in fiamme anche in Valtellina e sul Campo dei Fiori (Varese). SUlla montagna che domina Varese le fiamme hanno interessato i boschi attorno a Rasa e al Sacro Monte; «il fronte dell’incendio al Campo dei Fiori è presidiato e in spegnimento», ha reso noto il Comune di Varese. L’altro incendio, alimentato dal vento, sta devastando da ieri sera i boschi delle Alpi Orobie in zona Sirta nel comune di Forcola (Sondrio).

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