inquinamento

Smog, problema cronico a Torino ma Regione e Comune litigano sugli interventi

Nel 2019 147 giornate sopra la soglia per Pm10 e ozono e da inizio anno la situazione è peggiorata, ma Comune e Regione remano in direzioni diverse

di Filomena Greco

default onloading pic
(ANSA)

Nel 2019 147 giornate sopra la soglia per Pm10 e ozono e da inizio anno la situazione è peggiorata, ma Comune e Regione remano in direzioni diverse


3' di lettura

Il problema è uguale per tutti, ma le analisi e le possibili soluzioni

divergono in maniera importante. Il tema è la qualità dell’aria a Torino e in molti comuni della cintura, con i periodici allarmi che scattano al superamento dei limiti di concentrazione di polveri sottili, complice un inverno secco sta acuendo il problema. Comune e Regione però – l’uno a guida Cinque Stelle, l’altra a trazione Centro-destra – pensano a soluzioni diametralmente opposte.

Se da un lato la sindaca Chiara Appendino punta tutto sulla riduzione dell’utilizzo delle auto, sui blocchi del traffico e vuole implementare una Zona a traffico limitato (Ztl) a pagamento, sul modello di Milano, la Regione guidata da Alberto Cirio alza il tiro sulle “altre” fonti di inquinamento, a cominciare da caldaie e stufe a pellet, e minaccia di tagliare le risorse destinate all’amministrazione cittadina per il rinnovo del parco autobus.

Un bel rebus, che porta a periodiche discussioni a distanza, come quella nata intorno alla possibilità di garantire la gratuità del trasporto pubblico in occasione di blocchi severi della circolazione, con la Regione che suggerisce la misura e il Comune che chiede al presidente Cirio di finanziarla. Ad avvicinare le distanze, poi, non basterà il fatto che, con qualche settimana di ritardo, anche la Regione abbia deciso di varare lo stato di “emergenza ambientale” come fatto dal Comune in occasione della visita a Torino di Greta Thumberg. L

a fotografia scattata da Legambiente è impietosa: l’anno scorso Torino ha ottenuto il primato di prima città per numero di giornate “fuorilegge”, 147 in tutto, durante le quali sono stati superati i limiti per le concentrazioni di Pm10 (86) e ozono (61). Dal 2010 al 2019, in linea generale, un terzo delle città monitorate da Legambiente ha superato annualmente i limiti giornalieri di PM10 e anche in questo caso Torino è risultata prima in classifica con un totale di 1.086 giorni di cattiva qualità dell’aria in città.

I blocchi del traffico sono impopolari e pure abbastanza inefficaci. Lo ripete lo stesso presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, che sottolinea: «Le deboli e sporadiche misure anti-smog, come il blocco del traffico adottato nei giorni scorsi a Roma e in diverse città della Penisola, sono solo interventi palliativi che permettono di contenere temporaneamente i danni sanitari, ma non producono effetti duraturi». Servono misure strutturali su tutte le fonti inquinanti, dunque, e interventi a sostegno del trasporto pubblico e della mobilità condivisa e multi-modale.

Quali al momento le misure in campo? Palazzo di Città si tiene ben stretto il Protocollo di bacino padano con i diversi livelli di allarme, arancione fino a giovedì 30 gennaio, con blocco dalle 8 alle 19 di automobili e automezzi Diesel Euro4. L’ultima iniziativa riguarda l’accordo con Bluetorino per realizzare 780 colonnine di ricarica per le biciclette a pedalata assistita. L’amministrazione di Chiara Appendino porta avanti il piano di rafforzamento della rete di piste ciclabili, ha da poche settimane chiuso gli accordi per il servizio monopattini in città, ha incrementato il verde pubblico, procede sulla progettazione della nuova tratta per la Metro 1 e della seconda linea metropolitana, oltre a ribadire la necessità di una Ztl chiusa e a pagamento, nonostante lo slittamento del progetto rispetto alla scadenza fissata al primo gennaio 2020.

La Regione, dal canto suo, ha varato un piano ambizioso da 180 milioni per tagliare le emissioni. Il trasporto pubblico fa la parte del leone, con 91 milioni destinati a finanziare il rinnovo del parco mezzi, ma c’è spazio anche per il nuovo bando di incentivi per i privati che vogliano sostituire auto o commerciali “datati” con motorizzazioni green, dall’elettrico al metano e l’ibrido (7,5 milioni), per le risorse (7 milioni) per garantire l’esenzione per tre anni dal pagamento del bollo auto per chi rottama un veicolo da Euro0 a Euro2.

Le misure partiranno concretamente nei mesi prossimi, all’indomani del varo del primo bilancio da parte della nuova amministrazione cittadina. Al momento, sottolinea l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, è aperto soltanto il bando che mette a disposizione delle imprese agricole circa 38 milioni per favorire l’acquisto di macchinari utili a concimare i terreni evitando il contatto diretto tra fertilizzanti e atmosfera.

Entro fine anno l’ente lancerà un bando per la rottamazione delle vecchie stufe a biomassa mentre è di qualche settimana fa l’accordo con Carabinieri e Guardia forestale per i controlli sui rivenditori di pellet, per evitare la distribuzione di materiale di scarsa qualità e inquinante.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti