i 40 anni del consorzio

Snackorino e nuovi formati, il Pecorino Romano verso nuove fette di mercato

Diversificazione e innovazione di prodotto per il Consorzio che ha registrato tra ottobre e marzo una crescita nelle vendite del 30% e una produzione di 112mila quintali

di Davide Madeddu

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Snackorino

Diversificazione e innovazione di prodotto per il Consorzio che ha registrato tra ottobre e marzo una crescita nelle vendite del 30% e una produzione di 112mila quintali


2' di lettura

Pecorino snack, e da qui il nome Snackorino, monoporzione da 20 grammi. E poi pecorino “a basso contenuto di sale”, a “lunga stagionatura “e “di montagna”. Non solo formaggio da grattugiare ma anche da tavola. E in più varianti. Sono le nuove sfide del Pecorino Romano che il Consorzio per la tutela nato 40 anni fa a Macomer (in provincia di Nuoro), lancia per conquistare nuove fette di mercato non solo nello scenario nazionale ma anche in quello internazionale, Stati Uniti compresi. Forte anche dei risultati registrati nell'ultimo anno - tra ottobre 2019 e marzo 2020- quando ha registrato una crescita nelle vendite del 30% e una produzione di 112mila quintali.

In questo contesto in cui l'innovazione si sposa alla tradizione, è nato da poco Snackorino, ossia snack monoporzione da 20 grammi ricavato dal cuore del pecorino romano più dolce, ispirato all'oncia (27 grammi) che veniva distribuita ai legionari romani per ristorarsi dopo le battaglie.

Nel paniere dei prodotti rinnovati anche il Pecorino Romano da tavola “Extra” che si distingue per il suo basso contenuto di sale. Non potrà avere, infatti, più del 3,5% di componente salina. A questa specialità da tavola si aggiunge poi “Riserva”,formaggio con una stagionatura di almeno 14 mesi. Ci sono poi anche altri step per il pecorino che Salvatore Palitta, presidente del Consorzio definisce “da meditazione”, con stagionatura di 18, 20, 24 e 30 mesi. La terza specialità di Pecorino, che deve rispettare una serie di parametri e criteri molto rigorosi, è quello di “Montagna”, già previsto dal regolamento comunitario e che presuppone una serie di requisiti rispetto allo standard. “Per esempio l'allevamento al di sopra dei 600 metri di altezza e le lavorazioni fatte in un ambito territoriale di massimo 10 chilometri dal limite altimetrico. Per poter tutelare e promuovere le tre nuove tipologie di Pecorino Romano Dop, quest'anno è stato modificato il Disciplinare di produzione”.

La sfida del Consorzio è anche quello di affermarsi su nuovi canali di diffusione, proprio per via del gusto più delicato degli ultimi tre prodotti, spaziando dagli hotel ai ristoranti continuando con bar, pizzerie e servizi catering per poi posizionarsi in maniera solida nella distribuzione specializzata come i Gourmet Store.


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