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Snam in calo nel giorno del Piano, realizzi dopo +10% in 2023

Il gruppo prevede investimenti per 10 miliardi al 2026(+23% rispetto al precedente business plan), principalmente per la messa in esercizio dei due rigassificatori

di Paolo Paronetto

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La presentazione del nuovo piano al 2026 fa scattare i realizzi su Snam a Piazza Affari. Gli investitori hanno deciso di monetizzare parte dei recenti guadagni nonostante obiettivi in larga parte migliori delle previsioni del mercato. Le quotazioni di Snam accusano una flessione dopo aver guadagnato il 10,7% da inizio anno. Ieri il titolo aveva chiuso la seduta sopra quota 5 euro per la prima volta dallo scorso agosto. Snam prevede investimenti per 10 miliardi al 2026 (+23% rispetto al precedente business plan), principalmente per la messa in esercizio dei due rigassificatori, per la realizzazione della Linea Adriatica e per il rinnovo e lo sviluppo dello stoccaggio. Complessivamente 9 miliardi di investimenti saranno destinati all'infrastruttura gas, il resto alla transizione energetica (la maggior parte sul biogas, 100 milioni sull'idrogeno).

Estesa al 2026 crescita minima dividendo del 2,5%

Il gruppo guidato da Stefano Venier stima inoltre una crescita della Rab superiore al 5% medio annuo nel 2022-2026 (superiore al 2,5% nel precedente piano) e del 7% circa dell'Ebitda mentre per l'utile netto si prevede un incremento del 3% medio l'anno. Per il dividendo è estesa anche al 2026 la crescita minima del 2,5% prevista per gli anni precedenti. L'indebitamento è atteso salire a circa 18 miliardi nel 2026 con «ratio di credito coerenti con il merito di credito attuale». Nel 2022, inoltre, il gruppo energetico stima investimenti per 1,9 miliardi, un utile netto di almeno 1,13 miliardi e una Rab tariffaria di 21,4 miliardi.

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Per gli analisti numeri del piano positivi

Numeri che, secondo gli analisti di Equita, sono superiori alle attese a livello di investimenti e «leggermente superiori a livello di crescita del dividendo a fine periodo». Parla di «buone indicazioni» anche Intermonte, che potrebbe rivedere al rialzo le stime 2024-2026 di una percentuale compresa tra l'1% e il 3%. «Accogliamo positivamente i numeri del nuovo piano strategico, che comportano un miglioramento dei target finanziari che sono lievemente superiori alle nostre attese», confermano da Intesa Sanpaolo.

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