Lo studio di gas for climate

Snam: così il gas “verde” aiuterà l’Europa ad azzerare le emissioni nel 2050

di Celestina Dominelli

Energy Summit 2017, Guido Gentili e Alessandro Plateroti intervistano l'ad Snam Marco Alverà


2' di lettura

L’obiettivo, assai ambizioso, è noto: far sì che l’Europa diventi la prima grande economia mondiale a impatto climatico zero entro il 2050. E, per centrarlo, gli Stati devono spingere sul pedale dell’acceleratore per decarbonizzare quei settori, a cominciare dai trasporti, che pagano il dazio più alto in termini di emissioni inquinanti. In questo senso, un alleato importante potrebbe essere rappresentato dal gas “rinnovabile” almeno secondo lo studio firmato da Navigant, un team di ricerca che analizza le dinamiche del mondo dell’energia, e presentato oggi.

GUARDA IL VIDEO: L’AD DI SNAM MARCO ALVERÀ INTERVISTATO ALL’ENERGY SUMMIT DEL SOLE 24 ORE

Risparmi per 217 miliardi l’anno sfruttando l’assist del gas “rinnovabile
Il report, commissionato da Gas For Climate, che riunisce le sette principali aziende europee nel trasporto gas (Snam, Enagás, Fluxys, Gasunie, GRTgaz, Open Grid Europe e Teréga) e due associazioni attive nel settore del gas rinnovabile (CIB-Consorzio Italiano Biogas e EBA-European Biogas Association), parla chiaro: se l’Europa riuscirà a mettere a punto un mix di biometano e idrogeno, combinato con l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili, potrebbe raggiungere facilmente quel target. Lo studio quantifica anche lo sforzo necessario: 270 miliardi di metri cubi di gas “verde” da immettere nelle infrastrutture esistenti per arrivare ad azzerare le emissioni di anidride carbonica e risparmiare così 217 miliardi di euro l’anno.

Rotta puntata su biometano e idrogeno
Per gli esperti di Navigant, bisognerà quindi puntare soprattutto sul biometano che si ottiene da biomasse agricole (colture dedicate, sottoprodotti e scarti agricoli e deiezioni animali), agroindustriali (scarti della filiera alimentare) e la frazione organica dei rifiuti solido urbani (quello che tecnicamente viene definito “Forsu”). Come pure sull’idrogeno e, in particolare, sull’idrogeno “blu” prodotto da gas naturale tramite la cattura e lo stoccaggio del carbonio. E che, a partire dal 2050, sarà gradualmente rimpiazzato da idrogeno “verde”, prodotto attraverso eolico e solare attraverso un mix totalmente “rinnovabile”.

L’ad Alverà: con il gas “green” la decarbonizzazione avrà costi accessibili
«Questo studio – ha commentato l ’ad di Snam Marco Alverà– mostra il prezioso contributo che biometano e idrogeno possono dare al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici in Europa e al tempo stesso sottolinea l’importanza delle infrastrutture esistenti nel favorire una totale decarbonizzazione a costi accessibili in un orizzonte che va ben oltre il 2050». Il report, gli ha fatto eco Piero Gattoni, presidente del Cib-Consorzio Italiano Biogas, «è un'ulteriore evidenza dell’apporto essenziale che il biometano può dare alla realizzazione di un futuro energetico sostenibile e totalmente rinnovabile in Europa».

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