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Snam, la domanda di gas in ripresa nel 2021 dopo la frenata provocata dalla pandemia

Il mercato tornerà a salire nel 2021 grazie al calo dei prezzi e alla spinta derivante dalle politiche per salvaguardare il clima e per centrare i target ambientali. Dall’idrogeno fino al 37% di potenziale riduzione delle emissioni di CO2 nel settore energetico

di Celestina Dominelli

Snam, idrogeno nella rete del gas

Il mercato tornerà a salire nel 2021 grazie al calo dei prezzi e alla spinta derivante dalle politiche per salvaguardare il clima e per centrare i target ambientali. Dall’idrogeno fino al 37% di potenziale riduzione delle emissioni di CO2 nel settore energetico


3' di lettura

Dopo aver registrato un incremento di oltre il 2% nel 2019, l’uso globale di gas diminuirà di circa il 4% quest’anno perché la crisi pandemica ha ridotto il consumo di energia nelle diverse geografie. Tuttavia, il conseguente calo dei prezzi del gas, unito all’accelerazione sulle politiche per la salvaguardia del clima e la riduzione delle emissioni di carbonio, promuoveranno un ulteriore passaggio delle fonti energetiche più inquinanti, come petrolio e carbone, verso il gas. E questa tendenza, peraltro già in atto prima della crisi provocata dal Covid-19, si accentuerà grazie alla diffusione del gas a costi competitivi in settori chiave come energia, industria e trasporti. È questa la fotografia scattata dal Global Gas Report 2020 pubblicato dall’International Gas Union (Igu), dalla società di ricerca BloombergNef (Bnef) e da Snam.

Il potenziale dell’idrogeno per ridurre le emissioni di gas serra

Il report traccia ogni anno lo stato di salute del gas esaminandone i principali sviluppi a livello dell’industria mondiale e fornendo una prospettiva sulle possibili evoluzioni future della domanda. Quest’anno, poi, il documento si sofferma anche sul potenziale dell’idrogeno come combustibile pulito per raggiungere gli obiettivi climatici. Secondo le stime Bnef, infatti, l’idrogeno pulito potrebbe contribuire a ridurre fino al 37% le emissioni di gas serra legate all’energia. Ciò, però, sostengono gli estensori del rapporto, richiede una serie di passaggi significativi, a cominciare da norme armonizzate che ne disciplinino l’uso e da strategie coordinate per il lancio di infrastrutture regionali e globali.

Il rimbalzo del Gnl nel 2021

Il rapporto mostra che la crescita a medio termine arriverà da un incremento della competitività in termini di costi e dall’aumento dell’accesso globale al gas. Una particolare opportunità di avanzamento, poi, è collegata, secondo il Global Gas Report 2020, al gas naturale liquefatto (Gnl). Le importazioni di Gnl hanno raggiunto quota 482 miliardi di metri cubi nel 2019, in crescita del 13% rispetto all’anno prima e, anche se questa asticella scenderà di circa il 4,2% nel 2020, ci potrebbe essere un rapido rimbalzo ai livelli precedenti già nel 2021, a seconda della persistenza e degli sviluppi collegati all’emergenza coronavirus.

Il ruolo delle infrastrutture per sostenere la crescita della domanda

Esistono, poi, si legge nel rapporto, ampie risorse di gas naturale per supportare la crescita della domanda, ma è necessario un maggiore sviluppo delle infrastrutture del gas per sostenere l’incremento nel medio termine. L’India prevede di raddoppiare la lunghezza della sua rete di trasporto del gas, mentre la Cina è intenzionata a far crescere la sua infrastruttura nazionale di circa il 60% entro il 2025.

La spinta della Germania sul fronte dell’idrogeno

Anche il mercato dell’idrogeno è destinato, come detto, a crescere. Il rapporto fotografa alcuni importanti trend su questo versante. La Germania sta per esempio perseguendo un rapido sviluppo e potrebbe procurarsi idrogeno competitivo in termini di costi (a circa un dollaro al chilogrammo) dal 2050 attraverso una varietà di fonti, compresa l’elettrolisi dalla propria energia rinnovabile domestica o mediante l’importazione sfruttando i gasdotti dal Nord Africa o dall’Europa meridionale.

Alverà: il mercato dell’idrogeno è a un passo da una rivoluzione

«Il mercato dell’idrogeno - è il commento del numero uno di Snam, Marco Alverà - è a un passo da una rivoluzione. L’obiettivo è ridurre il costo dell’idrogeno verde fino a quando non diventerà competitivo con i combustibili fossili in molte applicazioni nei prossimi cinque anni. Un modo intelligente per aumentare la produzione di idrogeno è mescolarlo con il gas naturale nelle infrastrutture esistenti ed è ciò che Snam sta facendo da due anni. Immaginiamo un futuro in cui l’idrogeno pulito prodotto nell’Italia meridionale o nel Nord Africa possa essere trasportato attraverso i nostri gasdotti per soddisfare le esigenze dell’Europa centrale e settentrionale. Abbinando l’offerta e la domanda nel modo più efficiente, l’infrastruttura dovrebbe svolgere un ruolo centrale nel supportare la penetrazione dell’idrogeno nel mix energetico».

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