innovazione energetica

Snam entra in De Nora al posto di Blackstone. Acquisito il 33%

L'acquisizione consente a Snam di accrescere il proprio posizionamento tecnologico per essere sempre più competitiva nei nuovi progetti per lo sviluppo dell'idrogeno. Blackstone era presente nell'azienda italiana dal 2017

di Carlo Festa

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L'acquisizione consente a Snam di accrescere il proprio posizionamento tecnologico per essere sempre più competitiva nei nuovi progetti per lo sviluppo dell'idrogeno. Blackstone era presente nell'azienda italiana dal 2017


2' di lettura

Arriva a compimento il riassetto del gruppo italiano De Nora, leader su scala globale nelle energie sostenibili e nelle tecnologie per il trattamento delle acque. Snam ha infatti trovato un accordo con i fondi gestiti da Blackstone Tactical Opportunities per l'acquisto di una “quota strategica” di circa il 33% di Industrie De Nora, sulla base di un enterprise value del 100% di circa 1,2 miliardi. L'acquisizione, il cui perfezionamento è previsto per il primo trimestre del 2021 a valle delle competenti autorizzazioni antitrust, avverrà con fondi propri.
Blackstone era presente nell'azienda italiana dal 2017, quando era entrato sulla base di una valutazione di circa 900 milioni di euro. Come anticipato la scorsa settimana dal Sole 24 Ore, da qualche mese era in corso un'asta, gestita dall'advisor Lazard, per far subentrare a Blackstone un altro soggetto, si pensava finanziario: tanto che erano arrivate offerte anche da private equity come Towerbrook e da fondi pensione canadesi. Alla fine ha invece avuto la meglio un gruppo strategico come Snam, che potrà contare su importanti sinergie industriali.

De Nora ha rilevanti prospettive di crescita grazie all'esposizione a due mega-trend della transizione energetica, in particolare la produzione di idrogeno verde e il trattamento delle acque. Per quanto riguarda l'idrogeno, la forza di De Nora deriva dalla leadership nella produzione di elettrodi per applicazioni industriali elettrochimiche. L'acquisizione consente a Snam di accrescere il proprio posizionamento tecnologico per essere sempre più competitiva nei nuovi progetti per lo sviluppo dell'idrogeno.

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De Nora genera ricavi per oltre 500 milioni l'anno (60% negli elettrodi, 40% nel trattamento acque), con un ebitda atteso a circa 90 milioni nel 2020 e in crescita media (Cagr) dell'8% negli ultimi tre anni. La società è controllata da Federico De Nora. In base agli accordi che verranno perfezionati al completamento dell'operazione, Snam potrà nominare tre consiglieri di amministrazione di De Nora e sarà presente nei nuovi comitati tecnico e strategico della società, con la possibilità di distaccare proprio personale. Non solo. De Nora ha un «posizionamento ideale per diventare nel medio termine un'azienda quotata internazionale e fortemente tecnologica e rappresenta un potenziale primo asset per una nuova piattaforma di investimento nella transizione energetica».

La partnership, commenta l'amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, è «un'opportunità unica per rafforzare il ruolo di Snam nella transizione energetica. La partnership con De Nora ci permetterà di essere leader nello sviluppo dell'idrogeno verde, che sta diventando un elemento chiave della decarbonizzazione in Italia, in Europa e in molti paesi del mondo. Grazie a questa operazione e alla nuova piattaforma di energy innovation, potremo accrescere la nostra esposizione a nuove tecnologie green rimanendo focalizzati sul nostro core business, dando un contributo al raggiungimento degli obiettivi globali di zero emissioni nette».

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