Energia e digitalizzazione

Snam: «Grazie a tecnologia -40% emissioni di metano e Co2»

L'intervista all'amministratore delegato Marco Alverà

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Sede Snam

L'intervista all'amministratore delegato Marco Alverà


3' di lettura

«Grazie all'impegno sull'innovazione ridurremo del 40% le emissioni di metano al 2025 e del 40% le emissioni di CO2 equivalente, diretta e indiretta, entro il 2030, rendendo sempre più efficienti le nostre attività».

E' quanto dichiara a DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School) l'amministratore delegato di Snam Marco Alverà, indicando gli obiettivi del piano dell'azienda su tecnologia e digitalizzazione avviato nel 2018 e aggiornato, migliorando i target, nel 2019. «La tecnologia e la digitalizzazione – aggiunge - sono due elementi chiave per rendere Snam uno dei protagonisti globali della transizione energetica. Abbiamo avviato il progetto 'SnamTec' (dove Tec è l'acronimo di Tomorrow's Energy Company) per preparare la Snam del 2030. Investiremo oltre 1,4 miliardi di euro al 2023 in innovazione e nuovi business green».
«Vogliamo cogliere – prosegue - le opportunità offerte dalle tecnologie per costruire l'azienda energetica del futuro e guidare la transizione energetica, rendendo i nostri 40 mila chilometri di rete sempre più intelligenti, digitali, sostenibili e connessi con i territori».

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Tra le innovazioni il progetto "smart gas" per manutenere gli impianti

Tra le innovazioni previste figurano anche il progetto "smart gas" per la manutenzione degli impianti con nuove tecnologie, l'ispezione da remoto dell'85% degli asset della società entro il 2023, l'impiego di droni e nano satelliti per il monitoraggio continuo delle infrastrutture e nuovi servizi di previsione della domanda gas tramite reti neurali.
Una delle leve tecnologiche che Snam sta già sperimentando con successo è l'Internet of Things, su cui la società collabora anche con partner tecnologici tra cui Microsoft, Accenture e Cisco, per catturare e valorizzare sempre più dati dalle decine di migliaia di sensori che saranno dispiegati nelle proprie infrastrutture. Un esempio: sulle condotte di Snam, che oggi mappano pressione e portata, si potrà nei prossimi anni "fotografare" altre variabili, dalle temperature alle vibrazioni, per aumentarne ulteriormente la sicurezza e potenziare il monitoraggio in tempo reale. Questo utilizzo della tecnologia consentirà all'azienda di raccogliere e analizzare, nei prossimi anni, una quantità di dati giornalieri 100 volte superiore a quella attuale, passando da circa 100 gigabyte al giorno di oggi a 10 terabyte. Per realizzare la rete intelligente, Snam sta sviluppando altre tecnologie abilitanti, dal cloud all'edge computing, dall'intelligenza artificiale a reti di trasmissione dati sempre più capaci (fibra, 5G, wifi).

Biometano e idrogeno decisivi per coprire la domanda di energia

Alla trasformazione digitale e alla riduzione dell'impatto ambientale del core business, da raggiungere anche attraverso la conversione dei primi impianti di compressione e stoccaggio della rete Snam in centrali ibride elettrico-gas, si affianca il terzo pilastro di SnamTec: i nuovi business, a cominciare dai gas verdi. «Il biometano e l'idrogeno – dice Alverà – saranno decisivi per coprire la domanda di energia, tra il 40 e il 50%, che al 2050 non potrà essere soddisfatta direttamente ed efficientemente dalle rinnovabili elettriche». Le applicazioni vanno dalla mobilità per lunga distanza all'industria pesante, dove biometano e idrogeno saranno la chiave di volta per la decarbonizzazione.
Snam ha avviato quattro startup nell'efficenza energetica, nel biometano, nella mobilità a gas e nell'idrogeno.
Peraltro, nel 2019, Snam è stata uno dei primi operatori energetici al mondo a sperimentare l'introduzione di mix di idrogeno, fino al 10%, in una rete di trasporto gas. «L'utilizzo di idrogeno verde nelle infrastrutture esistenti – sostiene l'ad – avrà un ruolo decisivo per abilitare la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi climatici, creando anche nuove occasioni di sviluppo economico, ora più che mai fondamentali». Proprio l'idrogeno sarà uno dei settori chiave per il Green New Deal europeo, al punto che al vettore energetico sarà dedicata una specifica strategia di sviluppo. «In Europa – prosegue Alverà – ci sarà un'accelerazione della transizione energetica anche grazie allo stanziamento di fondi della Commissione, già mille miliardi di euro, a sostegno degli investimenti».

Dalla svolta green occasione di ripresa economica post coronavirus

La svolta green, secondo Alverà, offre anche un'occasione per la ripresa economica post-coronavirus. Con un ruolo centrale riservato proprio alle infrastrutture, volano di sviluppo e occupazione. «Ci sono 100 miliardi di investimenti, in gran parte privati, che si potrebbero sbloccare nei prossimi cinque anni nei settori energia, trasporti, idrico e sanità semplificando gli iter autorizzativi: questi investimenti, che hanno un effetto moltiplicatore di circa tre volte, possono generare non meno di 300 miliardi di Pil aggiuntivo, che si tradurrebbero in una crescita del 3% all'anno per 5 anni», conclude Alverà.

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