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Snam, investimenti per 6,5 miliardi al 2023 e utile azione in crescita del 5,5% annuo

Il nuovo piano strategico nel segno della transizione energetica

di Celestina Dominelli


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(Imagoeconomica)

3' di lettura

Snam accelera sulla transizione energetica, consapevole del ruolo cruciale del gas nel percorso di decarbonizzazione, con la rotta comunque ben puntata sul core business e sulla necessità di garantire una rete del trasporto efficiente e moderna che sia in grado di affrontare le sfide future.

Così il nuovo piano strategico 2019-2023, presentato dall’ad Marco Alverà alla comunità finanziaria, rafforza innanzitutto lo sforzo portando l'asticella a 6,5 miliardi, il 14% in più rispetto alla strategia precedente per via dell'impegno incrementato sia sul territorio (prevista la sostituzione di mille chilometri di rete nell'arco di piano con investimenti aggiuntivi per 400 milioni) sia sui nuovi business green. Con 1,4 miliardi che andranno a sostegno del progetto SnamTec (Tomorrow’s Energy Company), il perno delle iniziative su sostenibilità e innovazione: il 65% in più del piano 2019-2022.

«Con il nuovo piano al 2023 - è il commento del numero uno Alverà - rafforziamo il ruolo di di Snam nella transizione energetica e proseguiamo il percorso di crescita e di remunerazione degli azionisti, facendo leva sui risultati raggiunti in questi anni, sulla maggiore efficienza operativa e sulla riduzione degli oneri finanziari, sulla totale integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nella gestione dell’azienda e su uno scenario di mercato nel quale le nostre infrastrutture hanno un ruolo sempre più centrale per la decarbonizzazione».

Dove vanno gli investimenti
Nel dettaglio, la rete di trasporto assorbirà 5,3 miliardi di investimenti, 800 milioni riguarderanno invece lo stoccaggio e la rigassificazione, mentre i restanti 400 milioni andranno ai nuovi business legati alla transizione energetica. Lo sviluppo degli asset sarà concentrato soprattutto sul Tap (il gasdotto che promette di portare il gas azero in Europa), la cui deadline è confermata entro la fine del 2020, sul completamento dei collegamenti nel nord ovest, sulla dorsale sarda e sulla conversione, annunciata dai vertici nei mesi scorsi, di sei centrali di compressione e stoccaggio in impianti ibridi gas-elettrico.

Focus sulla sostenibilità ambientale
Un capitolo consistente è poi rappresentato dalla nuova iniezione di risorse su SnamTec che si snoda su tre binari: sostenibilità ambientale del core business con il gruppo pronto a mettere sul piatto 700 milioni di investimenti per migliorare ancora l'obiettivo di riduzione delle emissioni di metano (dal precedente target del 25% a un taglio del 40% al 2025) e abbattere del 40% quelle di anidride carbonica equivalente dirette e indirette al 2030 con base 2016 (in pista c'è anche il supporto al progetto di riforestazione urbana del Comune di Milano); innovazione tecnologica e digitalizzazione della rete con uno sforzo da 350 milioni per implementare la manutenzione della rete con nuove tecnologie, a partire da droni e satelliti per monitorare le infrastrutture; e, infine, 400 milioni per la transizione energetica che vuol dire risorse per la costruzione di nuove infrastrutture di biometano (250 milioni per impianti con capacità installata superiore ai 40 megawatt), supporto ulteriore alla mobilità sostenibile (il piano conferma investimenti previsti di 50 milioni per 150 stazioni di rifornimento di metano e biometano per auto e bus), e ancora efficienza energetica e Lng (gas naturale liquefatto) di piccola taglia con nuovi mini impianti di liquefazione.

Mentre sull'idrogeno, con il raddoppio della sperimentazione confermato entro l'anno (dal 5 al 10 per cento il mix di idrogeno e gas che sarà immesso in un tratto della rete del gas), Snam annuncia la creazione di una unità di business ad hoc.

Redditività in crescita: utile per azione +5,5%
Spingendo su questi pedali e su quello dell’efficienza (con 65 milioni di risparmi attesi al 2023 rispetto al 2016, a fronte dei 60 milioni del piano precedente), il gruppo conta così di garantirsi, nel periodo 2017-2023 un aumento medio annuo dell'utile netto superiore al 4% (in linea con il vecchio target), mentre per l’utile netto per azione la stima di crescita media annua passa al 5,5% (superando l'asticella di oltre il 5% fissata nel piano scorso). Quanto al dividendo per azione, viene confermata la policy di crescita del 5% annuo al 2022. Per la Rab (il valore del capitale investito netto ai fini regolatori, vale a dire la cartina di tornasole per misurare il ritorno delle aziende che operano nei business regolati), la crescita media annua per i ricavi è confermata a circa 2,5 per cento e con visibilità di un successivo rialzo dell'1% reale al 2030. Migliorata, poi, la guidance sull'utile netto 2019 (1,08 miliardi) con l'incremento dell'utile per azione che sale a +32% dal 2016.

Infine, il debito. E qui il gruppo, che ha già portato il costo medio dell'esposizione finanziaria dal 2,4% del 2016 a circa l'1,1 per cento dei primi nove mesi del 2019, stima di riuscire a ridurre la volatilità del costo dell'indebitamento mantenendolo stabile a un valore medio dell'1,4 per cento nell'arco di piano.

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