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Snam, salgono margini e utile. Alverà: confermato percorso di crescita

Il gruppo chiude i primi nove mesi con tutti gli indicatori in aumento grazie all’ottimizzazione della gestione operativa. A fine 2019 investimenti attesi a un miliardo e domanda gas in leggero rialzo nel mercato italiano.

di Celestina Dominelli

Snam, idrogeno nella rete del gas

2' di lettura

Il traino positivo del business del trasporto del gas e le maggiori efficienze ottenute grazie all’ottimizzazione della gestione operativa e della struttura finanziaria, spingono i risultati di Snam che archivia i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 867 milioni, in rialzo del 9,3%, anche per effetto dello sviluppo delle partecipate, un ebitda in crescita del 4,1%, a 1,67 miliardi, e un ebit in progresso del 3,2%, a quota 1,1 miliardi. Salgono anche i ricavi che si attestano a 1,9 miliardi grazie soprattutto alla spinta del business del trasporto gas che ha beneficiato dell’incremento del wacc (il tasso di remunerazione del capitale investito) deciso dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (dal 5,4% del 2018 al 5,7% di quest’anno).

L’ad Alverà: continuiamo a creare valore per gli azionisti
«Continuiamo a creare valore per i nostri azionisti con una remunerazione attrattiva e in linea con i target di piano, come dimostra l’acconto sul dividendo che annunciamo oggi (0,095 euro per azione, ndr)», ha commentato l’ad di Snam, Marco Alverà, che ha rimarcato «il percorso di crescita» del gruppo e ricordato, tra l’altro, il recente accordo per l’acquisizione del 49,07% del rigassificatore Olt «che testimonia il nostro impegno a investire in Italia».

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Tornando ai numeri, gli investimenti dei primi nove mesi ammontano a 650 milioni, in crescita del 15,2% rispetto allo stesso periodo del 2018 e sono concentrati soprattutto su trasporto (556 milioni ) e stoccaggio (77 milioni) e includono anche la fetta destinata a innovazione e transizione energetica (leggi progetto SnamTec) e pari a 113 milioni, il 20% dell’impegno totale come ha ricordato anche il ceo Alverà. «Stiamo lavorando per la rete energetica del futuro, più moderna, integrata con i territori e sostenibile ed entro dine anno raddoppieremo la sperimentazione sull’idrogeno , portando la miscela al 10 per cento».

Per fine 2019 investimenti attesi a un miliardo
Infine, l’indebitamento della spa dei gasdotti presieduta da Luca Dal Fabbro. A fine settembre, l’asticella è pari a 11,8 miliardi a fronte degli 11,5 miliardi registrati al 31 dicembre 2018. Il flusso di cassa generato dall’attività operativa ha consentito al gruppo di finanziare gli investimenti netti del periodo (703 milioni) e di assicurarsi un free cash flow di 405 milioni. L’esposizione registra dunque uno scarto di 323 milioni sul dato di fine 2018 dopo il flusso di cassa del capitale proprio su cui ha inciso essenzialmente il pagamento del dividendo dello scorso anno (746 milioni).

Quanto al prossimo futuro, Snam prevede una domanda di gas in lieve crescita per il mercato italiano rispetto ai valori del 2018. E stima investimenti per un miliardo a fine anno, con un focus su sostituzioni e manutenzioni per garantire la massima resilienza, flessibilità ed efficienza della rete. Sul fronte della struttura finanziaria, il gruppo continuerà poi a lavorare sul debito il cui costo medio è già stato significativamente ridotto negli ultimi tre anni (ora è all’1,5 per cento).

Per approfondire:

Gas cruciale per assicurare la competitività del sistema

La scommessa dell’idrogeno per un’energia sostenibile

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