il test a contursi terme

Snam, la prima volta dell’idrogeno nella rete del gas

di Celestina Dominelli


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Il sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo economico Andrea Cioffi ( a sinistra) e l'ad di Snam Marco Alverà

2' di lettura

Si comincia con una sperimentazione: l’immissione di una miscela di idrogeno al 5% e gas naturale in una piccola porzione della rete nazionale del gas da cui si alimentano due imprese industriali della provincia di Salerno, un pastificio e un’azienda di imbottigliamento di acque minerali. Ma se il test lanciato oggi da Snam a Contursi Terme, il primo di questo genere in Europa, darà i risultati sperati, i benefici nel lungo periodo potrebbero essere molteplici. Perché se il 5% di idrogeno fosse un domani iniettato lungo tutta la rete di Snam, che trasporta 70 miliardi di metri cubi di gas all'anno, i 3,5 miliardi annui di metri cubi di idrogeno immessi consentirebbero di ridurre le emissioni di anidride carbonica per un quantitativo equivalente a quello prodotto, per capirsi, da 1,7 milioni di automobili, la metà dei veicoli di una regione come la Campania.

L’avvio della sperimentazione
Ad avviare oggi la sperimentazione, che proseguirà per un mese, c’erano l'ad di Snam Marco Alverà e il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Andrea Cioffi. «La prima proiezione di idrogeno in Europa in una rete di trasporto con fornitura diretta clienti industriali proietta Snam e il nostro paese nel futuro dell'energia pulita», ha spiegato il ceo Alverà, mentre il sottosegretario Cioffi ha posto l'accento sulla necessità che con l'idrogeno non si commettano gli stessi errori fatti in passato per il fotovoltaico e si punti «a far nascere una filiera nazionale».

Le potenzialità dell’idrogeno
Ma quali sono le potenzialità dell'idrogeno? «È una sorta di mediatore - spiega al Sole 24Ore.com Luigi Crema, vicepresidente dell'associazione italiana dell'idrogeno - perché consente di superare l’intermittenza classica della produzione di elettricità da fonti rinnovabili e di coniugarla con la necessità di garantire continuità alla domanda di energia. L’idrogeno può essere infatti prodotto stoccando l’energia in eccesso generata dalle fonti green attraverso l'elettrolisi e questo idrogeno, fino a determinate percentuali (20-25%), può essere immesso nella rete del gas senza bisogno che questa sia modificata».

Il power-to-gas
In questo modo, l’energia prodotta dal sole e vento potrà beneficiare della capillare rete di trasporto gas e degli stoccaggi contribuendo così a raggiungere gli obiettivi europei e globali di decarbonizzazione al 2050. Tecnicamente il procedimento che consente di generare idrogeno “green” per elettrolisi in eccesso da rinnovabili si chiama power-to-gas e diversi sistemi sono si stanno sperimentando in Francia (Jupiter, al quale partecipa anche il braccio francese di Snam Terega) e in Germania, solo per citare alcuni casi.

Il prossimo step
«Il prossimo step - spiega Dina Lanzi, responsabile ufficio tecnico Innovazione di Snam - sarà arrivare al 10%. Abbiamo scelto questa porzione di rete perché ci consentiva di testare sia l'infrastruttura che i clienti finali», che già oggi, a valle dell’avvio della sperimentazione, hanno ricevuto la prima miscela di idrogeno e gas. Per arrivare, si spera in un futuro non troppo lontano, «ad avere idrogeno al 100% prodotto da rinnovabili che viaggerà - chiosa la Lanzi - attraverso degli idrogenodotti».

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