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Snapchat, lo shopping con realtà aumentata taglia il 37% dei resi in Italia

Il risparmio, calcolato da Foresight Factory per Snapchat, sarebbe pari a 272 milioni di euro solo nel nostro Paese. Geoffrey Perez, global head of Luxury di Snap Inc: «Investiamo nell’AR ma non nel metaverso»

di Marta Casadei

3' di lettura

Oltre un terzo (37%) dei prodotti resi da chi fa shopping online in Italia potrebbe essere evitato con l’utilizzo della realtà aumentata. Una tecnologia che Snap Inc - “camera company" ( che dunque basa le proprie attività sull'utilizzo della fotocamera) fondata nel 2011 a Santa Monica - ha sviluppato per adattarla alle nuove esigenze dei brand e dei consumatori internazionali e in cui continua a investire. Preferendola anche al metaverso: «Il cuore del Web del futuro saranno sicuramente le esperienze - spiega Geoffrey Perez, head of global Luxury di Snap Inc - ma vogliamo che queste esperienze siano nel mondo reale, con l’essere umano al centro. Pensiamo che aggiungere un filtro alla realtà sia più sano rispetto allo scappare dalla realtà per rifugiarsi in un mondo virtuale alternativo».

Tutto è partito dalla fotocamera dello smartphone, dai filtri e da un social media, Snapchat, che oggi conta 332 milioni di utenti giornalieri e attrae la maggioranza (75%) di una platea giovanissima, i 13-34 enni, in 20 Paesi. La realtà aumentata, negli ultimi 11 anni, è diventata parte integrante dell’approccio alla vita quotidiana attraverso filtri che vengono sviluppati da una community internazionale di creatori: nella storia di Snapchat sono state realizzate di 2,5 milioni di Lenti viste oltre cinque trilioni di volte.

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Lo shopping in realtà virtuale stuzzica i brand

La AR non ha cambiato solo le modalità di comunicazione, ma anche quelle di acquisto e vendita: da gennaio 2021 a oggi più di 250 milioni di Snapchatter hanno utilizzato le Lenti in realtà aumentata per lo shopping, oltre 5 miliardi di volte. Snapchat prevede che entro il 2025 si registrerà un aumento del 27% nella proporzione di acquirenti della Gen Z che utilizzerà la realtà aumentata prima di acquistare un prodotto, arrivando a uno scenario in cui quasi 3 esponenti della Gen Z su 10 faranno shopping grazie alla realtà aumentata.

Il lusso, sempre più interessato all’implementazione di nuove tecnologie, non ha fatto attendere la propria reazione:«I marchi del settore moda e lusso hanno iniziato a interessarsi alle nostre tecnologie - racconta Geoffrey Perez, global head of Luxury di Snap Inc - nel momento in cui siamo riusciti a creare degli oggetti virtuali tridimensionali in tutto e per tutto somiglianti ai prodotti dei brand. Dei veri e propri “gemelli digitali” come la borsa creata da Virgil Abloh per Louis Vuitton che abbiamo riprodotto nel 2019». A stupire è stata « l’elevata qualità di questi oggetti tridimensionali, che rispecchia in tutto e per tutto la qualità e l’artigianalità di un prodotto di lusso». Dopo il progetto con Louis Vuitton, presentato a Vivatech 2019, le collaborazioni di Snap con i brand si sono moltiplicate, complice la pandemia che ha costretto le aziende del lusso a spostare in Rete le modalità di presentazione e la vendita delle collezioni: «Nel 2020 abbiamo sviluppato insieme a Gucci un progetto di “try on” di alcuni modelli di sneaker. Un successo: in meno di tre settimane hanno partecipato 19 milioni di persone», dice Perez.

Le nuove tecnologie per la moda

Oggi Snap è in grado di offrire tecnologie try on anche per accessori e borse (come è avvenuto con le borse Dior Caro e Dior St Honoré o con Tiffany): «Il futuro è senza dubbio quello della prova virtuale dell’abbigliamento - dice Perez - ma non siamo ancora arrivati a quel punto». In compenso l’azienda ha appena lanciato una serie di servizi dedicati alla moda e allo shopping tra cui Dress Up, nuova sezione di Snapchat che raccoglierà il meglio della moda in realtà aumentata e dei try-on dei creator, retailer e brand di moda permettendo all’utente finale di sfogliare i vari prodotti o cercare i preferiti.

Passando all’altro lato del processo di compravendita, invece, Snap ha studiato un “Camera Kit” per lo shopping in realtà aumentata che inserisce le lenti per i try-on direttamente sulla pagina o sul sito dei brand. Che potrebbero non essere solo grandi marchi: «La nostra tecnologia non è pensata solo per i big brand ma anche per i marchi di nicchia o quelli emergenti. E l’investimento economico non deve essere per forza massiccio, in alcuni casi bastano 20-50 euro al giorno», dice Perez.

Le sfide (anche economiche)

La sostenibilità è una delle grandi sfide che uniscono moda e tecnologia. Perez ne individua altre: «L’omnicanalità, per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori che si muovono fluidi tra canali; il coinvolgimento dei consumatori locali, fondamentale anche quando ci si muove in uno scenario globale».

La società ha chiuso il primo semestre 2022 con ricavi pari 2,17 miliardi di dollari, in salita del 24% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Le perdite nette, tuttavia, sono passate dai 152 milioni di dollari del primo semestre 2021 a 422milioni e l’adjusted Ebitda è sceso del 38% a 7 milioni di dollari.


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