holding giapponese

Softbank: maxipiano dismissioni da 41 miliardi di dollari

Il gruppo guidato da Masayoshi Son, sotto pressione per il crollo del titolo e le incursioni di Elliott e altri fondi attivisti, coglie tutti di sorpresa

di Stefano Carrer

default onloading pic
(REUTERS)

Il gruppo guidato da Masayoshi Son, sotto pressione per il crollo del titolo e le incursioni di Elliott e altri fondi attivisti, coglie tutti di sorpresa


2' di lettura

Non occorre essere esperti di finanza per pensare che questi non sono i momenti giusti per vendere. Ma il vulcanico Masayoshi Son ha sorpreso tutti annunciando una delle più colossali operazioni di vendita della storia: messo sotto pressione dal crollo del titolo e dalle incursioni di fondi-attivisti come Elliott, il suo Softbank Group ha annunciato che intende vendere o monetizzare asset fino a 41 miliardi di dollari, per utilizzare i proventi nel riacquisto di azioni proprie fino a 18 miliardi di dollari e ridurre il debito (il tutto nel giro di un anno).

Rimbalzo in Borsa. Il piano di buy-back è in aggiunta a quello da 4,8 miliardi di dollari annunciato il 13 marzo scorso. In Borsa le azioni del gruppo sono rimbalzate ieri di quasi il 19%, ma restano del 33% inferiori ai livelli di inizio anno. Per contro, il titolo di Alibaba ha perso quasi il 5%, visto che parte della partecipazione del 26% che fa capo a Softbank appare destinata alla cessione. Da sola, questa quota vale più di due volte la capitalizzazione di circa 60 miliardi di dollari del gruppo giapponese. Son ha giustificato la sua mossa - per il più ampio rafforzamento di bilancio nella storia aziendale - proprio evidenziando che venerdì scorso le azioni trattavano a uno sconto del 73% sul valore degli asset sottostanti (“il maggior sconto nella storia aziendale”).

Tra le attività candidate a parziale dismissione, ci sono il gruppo di chip design Arm, la quota del 66,5% nella società di telefonia mobile Softbank Corp., il costruttore di robot Boston Dynamics, la società di investimenti Fortress, e un terzo degli asset del gigantesco Softbank Vision Fund da 100 miliardi di dollari. In più, c’è l'americana Sprint, che si sta fondendo con T-Mobile US.

Le pressioni di Elliott. Il mese scorso Elliott Management ha annunciato di aver preso una partecipazione del valore di 2,5 miliardi di dollari nel gruppo: lo scopo, secondo indiscrezioni, sarebbe stato quello di migliorare la governance e sollecitare un riacquisto di azioni proprie per 20 miliardi di dollari. A sorpresa, Masayoshi Son ha addirittura raddoppiato su quanto richiestogli dal fondo attivista di Paul Singer, oltre a annunciare che sarà una società indipendente a identificare e proporre fino a tre nuovi consiglieri indipendenti.

L’uomo che stupisce sempre. Così Son non finisce mai di stupire. Ma sembra aver perso da tempo il tocco magico, non solo per il collasso dell'investimento in WeWork (con cui ora è in causa). Persino la sua idea di regalare un milione di kit per il test del coronavirus gli ha suscitato aspre critiche, costringendolo a rimangiarsi l'offerta: il governo giapponese gli ha opposto il rischio di un intasamento del sistema sanitario. Il che appare piuttosto discutibile. Ad ogni modo, sono gli investitori che si sono messi a discutere sulla stabilità del suo impero, che quattro anni lui fa ha voluto trasformare in una sorta di gigantesco fondo di partecipazioni tecnologiche. Son cerca di prenderli in contropiede.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti