Il decreto fisco-lavoro

Software, marchi e brevetti: con il nuovo bonus per le imprese fa cassa il Fisco

La nuova maxideduzione del 90% per i costi di ricerca punta a garantire all’Erario incassi per 111 milioni per il 2022 e 126 milioni l’anno per il 2023 e il 2024

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Taglio tasse da 8 miliardi, braccio di ferro sulle pensioni

2' di lettura

Il nuovo patent box nasce in piena violazione dello statuto del contribuente. La norma introdotta dal decreto fiscale collegato alla manovra (Dl 146/2021 pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 21 ottobre) per semplificare la detassazione dei costi per ricerca e sviluppo di marchi e brevetti, nonché di altri beni immateriali come tra gli altri i software protetti da coyright, spazza via il vecchio regime agevolato o soprattutto nei confronti di chi ogni anno, avendo esercitato l’opzione, autoliquida il beneficio fiscale autonomamente. Il decreto legge in vigore da venerdì 22 ottobre, nel provare a disciplinare il periodo transitorio, ovvero il passaggio dal vecchio al nuovo patent box, prevede che il nuovo regime con la maxi deduzione del 90% si applichi alle opzioni esercitate a partire da oggi.

La corsa contro il tempo

Una misura che tradisce il principio dell’affidamento soprattutto per chi esercita o rinnova l’opzione in dichiarazione dei redditi il cui termine scade però il prossimo 30 novembre. A farne le spese è l’anno d’imposta 2020 a meno di improbabili e quanto mai acrobatici invii notturni delle dichiarazioni avvenuti la notte prima dell’entrata in vigore del nuovo bonus.

Loading...

Le maggiori entrate

Ma non finiscono qui le sorprese del nuovo regime agevolativo per le imprese che sostengono costi per ricerca e sviluppo. Dalla relazione tecnica che accompagna il decreto inviato giovedì sera al Senato emergono due ulteriori paradossi: la relazione tecnica non segue la norma approvata andando a quantificare gli effetti di cassa sul 2022 e dunque competenza 2021 come sarebbe dovuto essere nel pieno rispetto dello Statuto del contribuente. Mentre la norma approvata produce effetti direttamente sull’anno d’imposta 2020.

Inoltre, forse per la prima volta nella lunga storia delle tante e fin troppe agevolazioni fiscali, il nuovo patent box con la sua maxi deduzione del 90% aggiuntiva garantisce allo Stato maggiori entrate per tutto il prossimo triennio visto che per l’anno 2022 sono garantiti incassi per 111 milioni e 126 milioni l’anno per il 2023 e il 2024.

Parola al Parlamento

La parola passa ora alle Camere per ripristinare il rispetto di quei principi come equità, certezza del diritto e semplificazione degli adempimenti che negli ultimi mesi lo stesso Parlamento ha chiesto e ottenuto dal Governo di porre come fondamenta della nuova riforma fiscale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti