Innovazione

Software République, verso il debutto il polo di Renault per hi-tech auto e mobilità. A raccolta i big francesi

La casa francese venerdì 14 aprile svelerà il programma insieme ai giganti transalpini della tecnologia: Atos, Dassault Systèmes, St e Thales

di Mario Cianflone

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3' di lettura

Software République, la grande alleanza per il software nell'industria dell'auto e della mobilità nascerà il prossimo 14 aprile. Renault, infatti, ha convocato i media per svelare struttura e ruolo di un'organizzazione che voluta dal Ceo della casa francese, l'italiano Luca De Meo, mira sviluppare hardware e software, ideare nuove forme di mobilità e, anche (ma è secondario) realizzare auto di nuova generazione. De Meo nei mesi scorsi aveva annunciato l'intenzione di creare un mega polo dell'information technology per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale, sensori di nuova generazione e machine learning. L'auto passa in secondo piano perché Renault punta a trasformarsi da azienda di hardware (le autovetture) a società di software e servizi, in una sorta di emulazione delle grandi hi-tech company del passato come Ibm che più di 25 anni fa si trasformò radicalmente.

Con Software Republique, Renault ha chiamato a raccolta i mostri sacri dell'industria It francese: Atos specialista in servizi Ict e software, una delle poche a competere con i big americani, Dassault Systèmes, numero uno al mondo nei software di progettazione 3D e St, il gigante italo francese dei chip e dei sensori. St è uno dei pochi player europei che ha un peso nell'industria dei semiconduttori. Ma in Software République c'è anche Thales, grande attore dell'elettronica applicata all'aerospaziale. Insomma, un pool di aziende francesi per creare il polo transalpino dell'hi-tech dell'auto e della mobilità. Su piani e obiettivi ancora non si sa molto e bisognerà attendere venerdì prossimo. Ma una cosa è sicura: Renault sembra voler accelerare sul software all'interno del piano industriale battezzato del nuovo piano strategico battezzato “Renaulution”.

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E la creazione di Software République è qualcosa con il quale Volkswagen group, Stellantis e Toyota dovranno fare i conti. Che il software sia l'elemento portante, anzi il telaio dell'auto del futuro e della mobilità dei prossimi anni lo si è capito da tempo, da quando la microelettronica è diventata dominante nelle vetture. Finora le case hanno fatto affidamento su fornitori esterni, come se l'hardware, i chip, e il software fossero un corpo estraneo e per troppo tempo hanno considerato l'Information technology un elemento da gestire e da integrare ma non da governare e possedere.

Le cose sono cambiate profondo con l'avvento dei sistemi di guida assistita, con l'idea della guida autonoma, con l'elettrificazione e con la condivisone. Insomma, il mondo dell'auto descritto dalla sigla C.A.S.E. (Connected – Autonomous – Shared & Electric) ha fame di software. Lo ha capito Volkswagen che ha lanciato un strategia voluta dal Ceo Herbert Diess per potenziare le attività su questo fronte. Lo ha capito bene Mercedes che lo ritiene strategico e vuole svilupparlo internamente. Renault con Software République potrebbe spingersi oltre, verso la creazione di un macro incubatore di ide, software e start up per disegnare l'auto di domani.

Sarà la strada giusta? Difficile dirlo. Anche perché se le case automobilistiche hanno fame di software e si trasformano in aziende hi-tech, dall'altra abbiamo colossi come Apple che deve capire se c'è vita oltre l'iPhone perché il mercato smartphone non basta più anche perché è in crisi di idee, utili e volumi. In questi mesi si assiste al grande ritorno della chimerica Apple Car, l'auto della Mela che secondo lo storytelling dovrebbe cambiare la storia delle quattro ruote. Insistenti voci sono tornate non curanti che la casa di Cupertino due anni fa avesse spento il progetto Titan. Che sia la volta buona? difficile dirlo. Apple nonostante la sua enorme ricchezza non è in grado di costruire un'automobile: ha bisogno di un partner. E intanto Xiaomi, colosso hi-tech cinese e big degli smartphone e dell'IOT, ha dichiarato che costruirà auto elettriche con un piano da dieci miliardi. Insomma, la partita dell'auto pare complicarsi non poco tra hardware, software, lamiere e batterie. E in campo ci sono anche i produttori di componentistica, Bosch, Harman, Magneti Marelli e Continental.

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