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Sol cresce con le acquisizioni in Brasile e in Germania

di Matteo Meneghello


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3' di lettura

Il gruppo Sol (si occupa di gas tecnici, industriali, medicinali e di assistenza domiciliare) sfrutta la mini-ripresa industriale della prima parte dell’anno scorso per chiudere l’esercizio con una crescita dei ricavi del 10,1% (per oltre 833 milioni), raggiungendo un Ebitda di 186,9 milioni. Risultati maturati anche grazie all’allargamento del perimetro societario, a valle di una stagione di acquisizioni che, nel 2018, ha portato Sol a controllare tre società brasiliane nel settore dell’assistenza domiciliare e a rafforzarsi sul mercato tedesco rilevando due realtà nell'assistenza respiratoria a domicilio e nella ventilazione meccanica.

«Proseguiamo in un percorso di sviluppo - spiega Aldo Fumagalli Romario, presidente di Sol - che affianca ogni anno crescita organica e acquisizioni per aumentare la massa critica. Il 10,1% dei volumi di quest’anno è legato per un 8,3% all’attività e per l’1,8% all'm&a. Per il futuro puntiamo a consolidarci sui mercati dove siamo già presenti, o nelle aree limitrofe a questi ultimi. Tra le aree emergenti guardiamo con interesse a Marocco, Turchia e India».

In Brasile, Sol ha capitalizzato l’operazione di scouting avviata, insieme al partner locale Bruno Palomba (urologo di fama e imprenditore del settore), con la start up Airsol. «Operavamo nell’assistenza domiciliare, limitatamente al campo respiratorio - spiega il presidente -, ma questa esperienza ci ha permesso di esplorare il mercato e approfondire la conoscenza del socio». Ora Palomba ha ceduto a Sol l’80% di P Par Participacoes, la holding che controlla le società Global care assistencia domiciliar, Unit care servicos medicos e Dn Global. Le società forniscono servizi di assistenza domiciliare ai loro clienti (principalmente assicurazioni), focallizzate in particolare su pazienti adulti con necessità di cure complesse (la prima), e su pazienti pediatrici (la seconda).

L’anno scorso le tre società hanno realizzato un fatturato di 17 milioni, con oltre 130 addetti diretti e più di 500 pazienti. «Global care - spiega Fumagalli -, è tra le cinque principali società in questo ambito in Brasile. Il mercato ha elevate potenzialità di crescita, negli ultimi due anni il sistema sanitario si è liberalizzato, gli investimenti esteri sono diventati più facili, e questo ha agevolato tutto il settore, anche il nostro segmento che non era interessato da vincoli. Anche il mercato del lavoro oggi è più fluido e questo ha avuto ricadute positive sul mercato dell’assistenza domiciliare, che utilizza spesso lavoratori esterni o temporanei».

In Germania il gruppo italiano ha rilevato in sequenza Medtek Medizintechnik (assistenza respiratoria a domicilio) attraverso la Vivisol Deutschland e Intensivservice Wamnninger (ventilazione meccanica, nutrizione artificiale e assistenza infermieristica per tracheotomia e piaghe da decubito) con il veicolo Pielmeier Medizintechnik. Le due realtà nel 2018 hanno generato ricavi per 11,5 milioni (con 80 dipendenti e oltre 9mila pazienti) e contribuiranno a consolidare la presenza di Sol su un mercato dove il gruppo già genera ricavi per 70 milioni con un organico di 424 dipendenti. Le vendite all’estero, in aumento del 10,8% sull’anno precedente, oggi pesano il 54,3% del totale di Sol.

Lo sviluppo del gruppo è stato sostenuto anche dal mercato italiano, dove le vendite sono cresciute del 9,4 per cento. In generale, nel 2018, la divisione gas tecnici (pesa il 48,4% sui ricavi) è cresciuta del 9,2% , mentre l’assistenza medicale a domicilio dell’11 per cento.

Il gruppo chiude l’anno con un utile di 51,9 milioni, in crescita del 28,9% sull’anno principale. Il dividendo previsto è di 17, 5 centesimi (15 nel 2017) per azione. La crescita della redditività in termini di mol e di risultato operativo è dovuta, riferisce la società, allo sviluppo equilibrato delle attività di servizio, all’aumento dei volumi venduti, al funzionamento regolare e anche alla maggiore produzione di energia delle centrali idroelettriche rispetto al 2017. Nella seconda metà dell’anno si sono inoltre evidenziati gli effetti dell’aumento dei costi energetici in Italia e negli altri principali paesi europei dove opera il gruppo.

«Valutiamo positivamente i risultati conseguiti nel 2018 - spiega Marco Annoni, vicepresidente -, che confermano la capacità del gruppo di migliorarsi in un contesto economico sfidante e soggetto a mutamenti sempre più rapidi». Gli investimenti del grupp ammontano, nell’esercizio, a 99,8 milioni, il cash flow operativo consolidato è di 142,6 milioni, l’indebitamento finanziario netto è di 248,5 milioni, con un rapporto indebitamento/patrimonio netto è del 45,5 per cento.

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