e-commerce

Solo una cantina su quattro vende il vino attraverso un suo negozio online

Tra le maggiori imprese vitivinicole ancora poche quelle con e-commerce (6 su 25) nonostante il boom durante il lockdown

di Giorgio dell'Orefice

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Tra le maggiori imprese vitivinicole ancora poche quelle con e-commerce (6 su 25) nonostante il boom durante il lockdown


3' di lettura

La pandemia e il lockdown hanno prodotto una sensibile accelerazione sul fronte della digitalizzazione delle cantine italiane. Quella che era una sensazione condivisa da molti adesso viene confermata anche da un'indagine effettuata da Omnicom PR Group Italia, società di consulenza strategica in comunicazione attiva con 80 uffici in 30 diversi paesi che ha analizzato la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vitivinicole italiane così come censite dal rapporto 2020 di Mediobanca.

Più Instagram che Facebook, nuovi formati di degustazione, boom delle iniziative di solidarietà, mentre tra i contenuti promossi non c'è azienda che non tratti i temi della sostenibilità e dei vitigni autoctoni. Infine non mancano gli aspetti ancora da migliorare e da sviluppare come ad esempio le opportunità legate ai podcast e all'e-commerce con siti-shop di proprietà dell'azienda.

Per quanto riguarda il capitolo dei canali social è Instagram a farla da padrone con un incremento aggregato dei follower del 51% rispetto al 2019. Una escalation favorita anche dal ruolo degli influencernel racconto delle esperienze. «Oggi – si legge nel report di Omnicom PR Group – sono ben 16 su 25 le aziende ad avere un account ufficiale Instagram (contro le appena 6 di cinque anni fa). Facebook registra invece una crescita del 1,2% per quanto riguarda i followers dei marchi analizzati mentre la frequenza di aggiornamento settimanale rimane invariata rispetto al 2019. YouTube risulta presidiato (con poca intensità) da 11 aziende mentre Twitter solo da 9. Wikipedia invece, molto utile anche in ottica Serp (Search Engine Results Page), presidiata solo da 3 cantine e quindi emerge come uno strumento che ha ancora margini di sviluppo davanti a sé».

Nonostante nel corso della pandemia siano aumentati in maniera sensibili i volumi di acquisti online di vino di fatto le aziende con un proprio shop online restano poche appena 6 sui 25. Alcune di quelle senza sito aziendale, ovvero 8 su 19, preferiscono indicare sui propri canali enoteche dotate di wine shop online nei quali è possibile trovare i prodotti del proprio brand.

Novità sono state riscontrate sotto il profilo dei contenuti promossi. «Quattordici aziende su 25 – spiegano ancora ad Omnicom PR - hanno comunicato le iniziative promosse in risposta all'emergenza Covid-19. Si è trattato di degustazioni online con sommelier e mixologist, aperitivi in streaming con influencer, storie legate alla quarantena. Importante il focus sulla solidarietà verso dipendenti e comunità locali anche attraverso raccolte fondi e donazioni. In crescita anche i contenuti legati alla Responsabilità Sociale d'Impresa con 10 aziende su 25 (erano 7 su 25 nel 2019). Si parla principalmente di iniziative legate all'arte e alla cultura».

Come nel 2019 tutte le aziende (erano il 76% nel 2018 e il 37% nel 2017) trattano il tema sostenibilità menzionando certificazioni, efficienza energetica, gestione sostenibile delle risorse naturali e agricoltura priva di pesticidi. Alcune aziende hanno una sezione dedicata sul sito, con maggiori informazioni, infografiche, dati e approfondimenti.

Tutte le aziende menzionano, a vario titolo, i vitigni autoctoni (come nel 2019 mentre nel 2018 erano il 64%) approfondendone la descrizione e gli abbinamenti e il lavoro effettuato per il loro recupero.

Oltre all'italiano, le lingue più utilizzate sui siti delle aziende analizzate sono inglese, tedesco e cinese. Nel 2020, abbiamo l'inglese (25 cantine su 25, erano 21 nel 2019) seguito dal tedesco (9 su 25, erano 7 nel 2019), cinese (4 su 25, erano 2 nel 2019). Sui canali social, 14 aziende su 25 propongono contenuti in lingua straniera (10 nel 2019).

«La digitalizzazione del comparto vinicolo – ha commentato il general manager e Ad di Omnicom PR Group - procede con intensità anche come risposta alla pandemia che ha messo a durissima prova ristorazione, export, turismo e fisicità dei luoghi di consumo e vendita. Oltre al consolidamento dei canali social, accompagnato spesso dalla scelta di esternalizzare l'e-commerce, abbiamo assistito alla creazione di nuovi formati online di degustazione. Questo è potenzialmente un elemento di grande interesse per il futuro alla luce dello sviluppo tecnologico atteso relativo all'internet dei sensi».

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