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Solo un beneficiario su 10 del reddito di cittadinanza ha firmato il Patto per il lavoro

Su oltre 700mila beneficiari del sussidio considerati “occupabili”, in 70mila hanno sottoscritto presso i centri per l'impiego l’impegno ad attivarsi nella ricerca di un’occupazione: 18mila in Sicilia, oltre 15mila in Campania, 9.400 in Piemonte

di Giorgio Pogliotti

Reddito cittadinanza, fase 2: arrivano i patti per il lavoro

Su oltre 700mila beneficiari del sussidio considerati “occupabili”, in 70mila hanno sottoscritto presso i centri per l'impiego l’impegno ad attivarsi nella ricerca di un’occupazione: 18mila in Sicilia, oltre 15mila in Campania, 9.400 in Piemonte


2' di lettura

A sei mesi dall’avvio della misura, solo un decimo degli oltre 700mila percettori del reddito di cittadinanza considerati “occupabili” ha sottoscritto il Patto per il lavoro. Presso i centri per l'impiego ne sono stati firmati circa 70mila. Di questi 18mila riguardano la Sicilia, oltre 15mila la Campania, 9.400 il Piemonte, 7mila la Toscana, 5.700 la Lombardia e 5.346 il Lazio. Un primo monitoraggio reso noto dalle Regioni, evidenzia che sono 200.795 i beneficiari convocati in tutta Italia dai centri per l’impiego. Ma circa un terzo non si è presentato, talvolta anche per “motivi giustificati” (malattia, bambini piccoli, familiari in cura).

Partita con tre mesi e mezzo di ritardo la “fase 2”
La cosiddetta “fase 2” delle politiche attive del lavoro stenta dunque a decollare. I colloqui effettuati nei centri per l’impiego sono solo 69.234. Numeri ben lontani da quelli forniti dall’ultimo monitoraggio Inps, secondo cui 825mila nuclei stanno percependo il reddito di cittadinanza (2,2 milioni di persone coinvolte) con un importo medio mensile di 520euro.

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In base alla legge, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, il percettore è convocato dai centri per l'impiego per stipulare il Patto per il lavoro, collaborare con l'operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare una serie di impegni (come accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue). L’erogazione del sussidio è iniziata a fine aprile, ma le convocazioni invece che da fine maggio sono partite solo a settembre. La macchina operativa regionale si è messa in moto in ritardo di circa tre mesi e mezzo rispetto alla tabella di marcia.

Reddito di cittadinanza, rischio sanzioni per comunicazioni false

Ministro Catalfo: in alcune migliaia si sono inseriti nel lavoro
Il ministro del lavoro, Nunzia Catalfo ha recentemente spiegato ai microfoni di Radio 24 che si contano «alcune migliaia di inserimenti nel mondo del lavoro di percettori del reddito di cittadinanza». Una goccia nel mare. Anche perchè i datori di lavoro che assumono un percettore del reddito di cittadinanza, dopo aver pubblicato i posti disponibili vacanti al portale di Anpal , ancora non possono ottenere l’incentivo fiscale: manca il modello Inps per richiederlo.

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