eliminati gli altri azzurri

Solo Fognini illumina il tennis italiano al Foro Italico

di Carlo Festa


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Fabio Fognini giovedì al Foro Italico - ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

2' di lettura

È la giornata dei big al Foro Italico costretti al doppio turno dalla pioggia di ieri. Ma è stata anche la giornata delle dichiarazioni al vetriolo e delle scenate in campo. Ha influito il maltempo che ha fatto rinviare le gare di mercoledì, con la conseguenza che molti tennisti sono stati costretti a fare gli straordinari e giocare due match nella giornata con un eccessivo affollamento di pubblico.
I favoriti della vigilia hanno comunque illuminato la giornata. Rafa Nadal e Novak Djokovic, i due maggiori candidati alla vittoria del torneo, si sono imposti nel loro match di debutto. Fabio Fognini, l’outsider, ha aumentato invece la fila di successi dopo il trionfo a Montecarlo.

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È apparso in forma Rafa Nadal (atteso in serata negli ottavi contro il georgiano Nikoloz Basilashvili, testa di serie n.14 del seeding) che punta a ripetere il successo dell’anno scorso al Foro Italico, dove ha già trionfato otto volte in carriera. Non c’è infatti stata partita sul Grandstand dove ha vinto 6-0/6-1 contro il francese Jérémy Chardy. Novak Djokovic si è invece imposto in poco più di un’ora sul canadese Denis Shapovalov per 6-1/6-3. L’unico italiano, dei quattro in campo, a proseguire nel torneo sarà quindi Fabio Fognini : ha vinto in due set (7-6/6-3) contro Radu Albot, moldavo numero 44 dell’Atp. Eliminati invece Jannik Sinner , Marco Cecchinato e Matteo Berrettini, che dopo la partita trionfale contro Zverev dello scorso turno è apparso in giornata-no: «È stata la partita più deludente della mia carriera» ha commentato.

È stata anche la giornata delle dichiarazioni avvelenate: è il caso di Dominic Thiem, numero 5 del tabellone, sconfitto dalla bestia nera Fernando Verdasco: 6-4 4-6 5-7. Ma il tennista austriaco, invece di fare auto-critica per il suo tennis pieno di errori, ha messo nel mirino l’organizzazione del torneo. «Il modo in cui vengono trattati i giocatori in questo torneo è inaccettabile. Tutti sapevano che ieri avrebbe piovuto tutto il giorno, e ci hanno tenuti qui fino alle 19.30. Tutti sapevano da tempo che ci sarebbe stata una partita di calcio ieri sera (la finale di Coppa Italia). Il tragitto fino all’hotel è durato un’ora e mezza per colpa del traffico. Ho cenato e non ho potuto neanche fare dei massaggi altrimenti non avrei dormito a sufficienza, visto che mi era stato programmato il match alle 10 di mattina. Non credo sia una cosa accettabile».

Ma la vera follia è arrivata dall’australiano Nick Kyrgios, che nel turno di oggi ha lanciato una sedia pieghevole in campo e poi se ne è andato. Squalifica immediata per il giocatore, non nuovo a gesti di questo tipo. Dopo un penalty game a causa di una parolaccia, Kyrgios ha lanciato la racchetta in terra, calciato una bottiglia, preso e scaraventato in campo la sedia del giudice di linea, e infine chiuso il borsone delle racchette per andarsene dal campo. A infastidirlo anche l’eccessivo affollamento di pubblico, complice la presenza contemporanea degli spettatori del giovedì e di quelli degli incontri annullati del mercoledì che hanno riutilizzato il biglietto questa mattina.

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