MADE IN JAPAN

Solo vetture ibride oppure elettriche nei piani di Honda

di Marina Terpolilli

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e-Prototype. Honda sta preparando una citycar a trazione elettrica. Al momento è uno studio in fase avanzata di sviluppo. Lo stile ricordala N360 del 1967, considerata la Mini giapponese


3' di lettura

Pioniera insieme a Toyota, quando nel 1997 intraprese la via dell’ibrido, Honda oggi vira decisamente verso la mobilità totalmente elettrica, abbandonando definitivamente la produzione di motori diesel, sebbene ancora performanti, innovativi e costantemente sviluppati da quando nel lontano 2003 introdusse l’eccellente e rivoluzionario 2.2 i-Ctdi tutto in alluminio, fino all’attuale ed avanzato i-Dtec da 1.6 litri che equipaggia la Honda Civic, con emissioni inferiori rispetto a quanto imposto dall’attuale normativa Euro6 d-temp.

L’obiettivo di Honda, infatti, è quello di commercializzare entro il 2025 in Europa, esclusivamente modelli che spazino dal full hybrid all’hybrid plug-in (PhEv), all’elettrica pura (Bev, battery electric vehicle), imprimendo una netta accelerazione rispetto al programma Visione 2030, che prevedeva l’elettrificazione solo per i due terzi della gamma entro il 2025.

Per febbraio/marzo 2020, quindi, è attesa l’Honda e-Prototype, il nuovo veicolo elettrico urbano della Casa nipponica, mostrato in anteprima al Salone dell’automobile di Ginevra, sviluppato a partire dall’Urban EV Concept gia apparso nel 2017. Sarà la prima vettura Honda compatta su piattaforma EV dedicata, con un mix di efficienza, prestazioni e funzionalità studiato “ad hoc” per i contesti urbani. La e-Prototype avrà un’autonomia di oltre 200 km e la possibilità di di eseguire una “ricarica veloce” dell’80% della batteria in 30 minuti.

Tra gli elementi di design, semplice ed essenziale, dell’elettrica giapponese, spiccano le maniglie delle porte “estraibili” e le videocamere compatte, in sostituzione dei tradizionali specchietti retrovisori laterali. Gli interni creano un’atmosfera accogliente, ispirata all’Urban EV Concept, dove il guidatore è totalmente avvolto da un ampio cruscotto.

Affiancate alle trazioni alternative elettrificate, dove Honda sta investendo pesantemente, la casa giapponese proporrà dunque solo motorizzazioni a benzina, abbandonando totalmente il propulsore diesel. Tale infatti è l’impegno di Honda nell’elettrico e nel design, tanto che ha realizzato un prototipo di piccola Bev con IED (Istituto Design) che per adesso non è destinato alla produzione, ma è un puro esercizio di stile che dimostra tuttavia l’impegno di Honda a sviluppare un design che rompa con lo stile attuale. Un modo per rendersi più visibili in un mercato dove questa caratteristica fa tendenza.

Punto di forza del brand è il CR-V Hybrid, che adotta il nuovo sistema i-Mdm (Intelligent Multi Drive Mode) basato sulla trazione alternativa, che raggiunge i 184 cv e i 315 Nm di coppia, impiegando un motore 2.0 litri benzina a ciclo Atkinson, abbinato ad un propulsore elettrico alimentato da un accumulatore da 3 kWh. Molto attesa inoltre è la Honda Jazz Hybrid fino a 70 km in solo elettrico. Nel 2022, inoltre, arriverà anche la prossima Civic, ovviamente elettrificata. Suzuki pure è fortemente impegnata nell’elettrificazione. Dal 2020 assieme alla capofila Toyota e all’altro brand nipponico Mazda, lancerà una nuova gamma di veicoli elettrici con batterie allo stato solido. Per gli accumulatori probabilmente il fornitore sarà Panasonic, che è il principale produttore e già fornisce pacchi batteria a Tesla per le Model S, 3 e X, e alla Toyota per le attuali Prius plug-in. Altro competitor negli accumulatori sarà Samsung sui quali sta già lavorando per un utilizzo più vasto attorno al 2025. In attesa delle batterie prismatiche previste per la metà del prossimo decennio.

La scelta di Suzuki è orientata sull’ibrido prima di giungere all’elettrico puro. A partire dalla attuale iconica Swift Hybrid: compatta, leggera e spaziosa grazie a batterie di soli 6 kg sistemate sotto il sedile del guidatore. Ciononostante resta legata alla sua forte tradizione nelle fuoristrada con la quarta generazione di Jimny, pronto allo sbarco in Europa ed equipaggiato con i nuovi motori benzina 1.2 aspirato e tre cilindri 1.0 BoosterJet. Elettrico sì ma “adelante con juicio...”

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