l’analisi

Soltanto la rottamazione può salvare il mercato

di Gian Primo Quagliano


2' di lettura

Il mondo dell’auto si chiede quale effetto avrà l’emergenza coronavirus sulle immatricolazioni. Rispondere a questa domanda non è certo facile perché tutte le previsioni si basano su un esame dei dati del passato, ma in questo caso non ci sono precedenti. Partiamo comunque dal bilancio del 2019 che si è chiuso in pareggio sul 2018 a quota 1.916.320 immatricolazioni. Il 21 gennaio il Centro Studi Promotor ha tenuto la sua conferenza stampa annuale a Milano e ha ipotizzato che nel 2020 l’Italia potesse finalmente superare la quota “anche psicologica” di due milioni di immatricolazioni. Il 31 gennaio l’Istat ha però pubblicato la prima stima del Pil nel quarto trimestre 2019 che ha messo in luce un calo, del tutto inatteso, dello 0,3%. La previsione del CSP da realistica si è trasformata in ottimistica. Il mondo internazionale dell’auto si stava preparando a trasformare il Salone di Ginevra in un grande rito collettivo di celebrazione della definitiva presa di coscienza ed accettazione dell’utopia elettrica. Poi il Salone di Ginevra è saltato ed è arrivata l’emergenza coronavirus.

E ora siamo a questo punto. I numeri di marzo certificheranno un crollo che diventerà poi totale fino alla fine dell’emergenza che, secondo alcuni, potrebbe essere spazzata via dall’arrivo dell’estate. Supponiamo che questa tegola che ci è caduta tra capo e collo finisca a fine maggio. E’ legittimo aspettarsi un forte rimbalzo delle vendite negli ultimi sette mesi del 2020 in cui si potrebbe recuperare almeno parte del terreno perduto. Ma sarà realmente così? Dipenderà dalle scelte che verranno fatte per rilanciare l’economia.

L’Unione Europea, una volta tanto, si è dimostrata all’altezza delle attese e dei principi che l’hanno ispirata. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha detto che si farà tutto quello che sarà necessario. Bisognerà però vedere cosa vuol dire fare tutto quello che sarà necessario per l’auto. Prima della pandemia il Ministro Patuanelli aveva fatto una dichiarazione di grande correttezza dichiarandosi disponibile all’adozione di incentivi alla rottamazione non solo per le auto elettriche (da privilegiare), ma anche per favorire l’acquisto di vetture Euro 6 con rottamazione di modelli di precedente generazione e dare così un forte contributo allo svecchiamento del parco con grandi benefici per l’ambiente, la sicurezza e l’economia. In sostanza Patuanelli aveva accolto la proposta del CSP per l’adozione di incentivi come quelli del 1997 mutatis mutandis. Lo farà, glielo faranno fare? O prevarranno motivazioni ideologiche?

Speriamo che la ragione trionfi Se non sarà così, la prospettiva di un mercato dell’auto compreso tra 1.400.000 e 1.500.000 immatricolazioni, che ci farebbe fare un salto nel passato, ci pare la più realistica.

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