Parità di genere

Soluzioni innovative per non disperdere i talenti femminili

Il 77% dei 42mila genitori di bimbi di età compresa tra 0 a 3 anni che si sono dimessi nell’ultimo anno sono donne

di Alexandra Andrade

(Adobe Stock)

3' di lettura

Malgrado la gender equality nel mondo del lavoro sia uno degli obiettivi del Millennio secondo le Nazioni Unite, il cammino da compiere sulla strada della parità di genere è ancora lungo. A ricordarcelo sono sempre i numeri, che rappresentano le evidenze più dolorose di prassi, stereotipi e dinamiche dure a morire.

Se nel 2020 alcuni report internazionali hanno evidenziato come una donna su quattro abbia meditato l’abbandono del lavoro durante il lockdown, contro una media maschile di uno su cinque, nel 2021 sono arrivati i dati certi: l’Ispettorato del lavoro ha recentemente reso noto come, su 42 mila dimissioni di genitori di bambini da zero a tre anni nel corso di questo ultimo anno, il 77% sia rappresentato da donne.

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L’Italia non è un Paese per donne. E ancora meno: non è un Paese per donne madri e lavoratrici. Eppure, se si guarda agli stili di leadership e all’apporto femminile nelle organizzazioni, non si hanno dubbi: l’uscita delle donne dal mercato del lavoro è un enorme spreco. Di risorse, energie, competenze a ogni livello. Una situazione, questa, che impoverisce tutti. Se, da una parte, c’è da registrare positivamente la crescita della sensibilità sul tema, grazie anche a studi, analisi e ricerche sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, dall’altra si sente ancora la necessità di una visione di insieme.

Al di là delle buone intenzioni occorre scovare quei driver sui quali costruire un futuro diverso, in cui si compiano azioni in grado di abbattere definitivamente gli ostacoli che si frappongono tra donne e mondo del lavoro, garantendo retribuzioni consone nonché percorsi strategici nelle aziende per migliorare la carriera delle donne e aprire la strada a posizioni di leadership. Il gender pay gap rappresenta solo uno dei problemi.

Le difficoltà a entrare nel mondo del lavoro si sommano alle retribuzioni più basse rispetto ai colleghi uomini e ad alcuni stereotipi difficili da abbattere, come quello secondo il quale le donne che si affermano nella carriera sacrificherebbero il loro ruolo di madri. Tali stereotipi provocano impatti negativi sullo sviluppo delle organizzazioni e per esteso della società.

È certo che, al contrario, lo stile di leadership femminile, le competenze soft delle donne e anche quelle allenate grazie ai ruoli di cura che esse ricoprono rappresentano un potenziale enorme per loro stesse, ma anche per le aziende e per la società. Ma le manager non hanno dubbi: durante la carriera, viene loro chiesto di essere più “brave” degli uomini, ma meno competitive e ambiziose. Eppure le donne manager dichiarano di essere capaci di ottenere migliori risultati rispetto a quelli che avrebbe ottenuto un collega uomo. Qualcosa si muove, seppur lentamente, anche nella consapevolezza femminile.

Proprio nel tentativo di tracciare i lineamenti di un futuro caratterizzato dalla parità di genere, abbiamo condotto, in collaborazione con JobPricing, un’ampia ricerca con due chiavi di lettura: un’analisi del mercato del lavoro delle dirigenti per misurare il livello di gender equality attraverso informazioni relative alla carriera, alla collocazione in azienda, al livello di presenza nel board fino alle remunerazioni. E la raccolta delle percezioni delle donne manager che raccontano le proprie esperienze lavorative, le attitudini richieste oggi dal mondo del lavoro a una donna per differenziarsi rispetto a un collega, le discriminazioni che ancora esistono tra uomini e donne manager, gli ostacoli che hanno dovuto superare lungo il loro percorso e le eventuali agevolazioni delle quali hanno usufruito.

Se ne parla oggi durante l’evento “Women in charge. La nuova prospettiva per costruire una leadership femminile vincente nelle imprese”. È indispensabile e non più rinviabile unire il potere dei numeri a quello delle evidenze empiriche che le donne manager vivono ogni giorno sulla propria pelle. Riflessioni che ambiscono a essere una base per generare in noi tutti un mindset che porti a soluzioni innovative e pragmatiche, con la convinzione che maggiori sono la trasparenza e la conoscenza sul tema, più veloce sarà il cambiamento.

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