elezioni europee

Sondaggi in chiaroscuro per i partiti pro-Ue: governare sarà più difficile

dal nostro corrispondente Beda Romano


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(© Gari Wyn Williams)

2' di lettura

BRUXELLES – A due mesi dalle prossime delicatissime elezioni europee le ultime rilevazioni demoscopiche lasciano prevedere che i partiti europeisti dovranno serrare le file per difendere le loro posizioni nelle istituzioni comunitarie nel prossimo quinquennio, assai più di quanto non abbiano fatto negli ultimi cinque anni. Nel contempo, l’avanzata dei movimenti più radicali ed euroscettici sembra meno forte delle previsioni, in un contesto che rimane molto volatile.

Secondo le nuove rilevazioni pubblicate stamani dal Parlamento europeo, il Partito popolare europeo rimarrebbe di gran lunga il primo partito con 188 seggi, rispetto ai 181 seggi del sondaggio precedente e agli attuali 217 europarlamentari. Nel contempo, il Partito socialista europeo vede il numero dei seggi scendere a 142, rispetto agli attuali 188 e rispetto alla rilevazione precedente che dava loro 135 deputati. I liberali sono pressoché stabili con 72 seggi (escludendo la francese En Marche).

La ricerca demoscopica lascia intendere che i partiti tradizionali tengono le loro posizioni rispetto ai movimenti più euroscettici, anche se la grande coalizione PPE-PSE che ha governato finora avrà bisogno di aprire ad altri partiti, i Liberali ma potenzialmente anche i Verdi. Questi ultimi, secondo le più recenti proiezioni, raccolgono 51 seggi (rispetto agli attuali 52 parlamentari). L'onda verde al voto del 23-26 maggio prevista in alcuni Paesi rischia di essere compensata dal crollo in altri Stati membri.

Nella galassia più radicale, i partiti attualmente riuniti nel gruppo parlamentare Europa delle Nazioni e delle Libertà avrebbero insieme 61 seggi, rispetto ai 59 dell'analisi precedente e agli attuali 37. L'aumento è dovuto al balzo della Lega, da 6 a 27 deputati. Il gruppo Europa delle Libertà e della Democrazia diretta - a cui appartengono il Movimento 5 Stelle, Alternative für Deutschland e lo UK Independence Party - passa invece da 41 a 30 seggi.

La situazione è in chiaroscuro. Da un lato, i partiti più radicali sono lontani dal vincere le elezioni perché i movimenti più europeisti restano chiaramente maggioritari. Dall’altro, due le incognite. Per i partiti tradizionali, sarà più difficile governare perché i compromessi dovranno essere a tre o a quattro, anziché a due. In secondo luogo, i movimenti nazionalistici potrebbero influenzare grandemente i lavori legislativi se riuscissero a formare un nutrito gruppo parlamentare.

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