LA MISSIONE EUROPEA

Sophia, si decide a Bruxelles. Divisioni nel governo italiano

di Marco Ludovico

Alla riunione del Cops (comitato politico e di sicurezza) a Bruxelles è attesa la posizione dell’Italia sulla missione europea che scadrà a fine mese (foto Ansa)

2' di lettura

Il destino della missione Sophia si decide oggi a Bruxelles ma non è ancora deciso. Un paradosso, ma è così. Alla riunione del Cops (comitato politico e di sicurezza) è attesa la posizione dell’Italia. Ma a Roma la sintesi è difficile: Sophia riflette nei distinguo tra i ministeri interessati le posizioni politiche dei rispettivi titolari dei dicasteri. Se permane l’incertezza potrebbero esserci altri tre mesi di “estensione tecnica”.

Posizioni diverse a Roma
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini da sempre è stato favorevole alla chiusura della missione e non ha cambiato idea. Il responsabile della Difesa, Elisabetta Trenta, si batte per non rinunciare a un’operazione a comando italiano, dal 2015 guidata dall’ammiraglio di squadra Enrico Credendino. Il numero uno degli Affari Esteri, Enzo Moavero, è in una posizione di mediazione cercando comunque di salvare il ruolo dell’Italia in questo scenario.

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Missione Sophia: il documento inviato da Mogherini ai 28

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Scenari possibili
La partita oggi pomeriggio al Cops, dunque, è tutta da giocare. Anche perché un documento inviato agli stati membri da Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, mette in chiaro i possibili scenari. In sintesi, la chiusura definitiva di Sophia oppure un’evoluzione della missione, priva di supporto aereo e militare, proiettata al progetto di “capacity building” cioè la costruzione e ricostruzione delle istituzioni libiche in materia di difesa e sicurezza in mare. Per l’esattezza, la proposta è di «non executive military mission» ed è focalizzata sulla formazione e sostegno della guardia costiera libica.

La lettera di Credendino a Graziano
La seconda opzione, tuttavia, rischia di vedere per l’Italia la perdita del comando dell’operazione, esito com’è ovvio considerato negativo dalla Difesa. Del resto circa una settimana fa l’ammiraglio Credendino ha inviato una lettera al generale Claudio Graziano, ex capo di Stato maggiore della Difesa e oggi chairman del Comitato militare dell’Unione Europea, per rendergli noto che in assenza di comunicazioni ufficiali il 31 marzo dovrà procedere alla disattivazione della missione.

Missione Sophia: la lettera inviata dal comandante Credentino

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Il nodo distribuzione migranti
Il nodo di fondo resta la distribuzione dei migranti soccorso: il governo presieduto da Giuseppe Conte ha chiesto di introdurre un principio di rotazione tra gli sbarchi ma è improbabile la condivisione tra i 28 di un criterio del genere. Certo Salvini davanti alla regola attuale, portare tutti i migranti salvati in Italia, preferisce la chiusura immediata di Sophia anche se gli sbarchi sulle coste italiane sono ormai azzerati. Il destino della missione, a questo punto, è tutto politico e darà la cifra della forza attuale nelle relazioni tra gli stati membri. L’Italia respinse alla prima scadenza, fine anno scorso, una proposta di estensione tecnica di sei mesi e passò quella di tre mesi. Ma adesso siamo alle ultime battute e manca ancora una posizione univoca di Roma.

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