le previsioni della commissione europea

Sorpresa: finalmente il surplus della Germania inizia a frenare

dal nostro corrispondente Beda Romano

Il cancelliere tedesco Angela Merkel, alla Casa Bianca, ha discusso anche di surplus commerciale con Donald Trump

3' di lettura

BRUXELLES – La Commissione europea ha tratteggiato oggi un quadro rassicurante sulla situazione economica nella zona euro, entrata nel suo quinto anno di ripresa. La congiuntura si stabilizza, nonostante le evidenti difficoltà italiane rispetto ai suoi partner europei. Nel suo rapporto sulla congiuntura europea, Bruxelles ha esortato la Francia a diminuire ulteriormente il suo deficit pubblico e notato come in Germania si stia riducendo il tanto criticato attivo delle partite correnti.

Nell'unione monetaria, la crescita dovrebbe essere dell'1,7% quest'anno e dell'1,8% l'anno prossimo (le stime d'inverno prevedevano 1,6 e 1,8%). «Le previsioni di oggi – ha spiegato in un comunicato il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis – mostrano che la crescita nell'Unione accelera e che la disoccupazione continua a diminuire». Ciò detto, i rischi sono «più equilibrati che in passato, ma sempre rivolti al ribasso».

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I pericoli sono legati all'instabilità geopolitica, all'uscita del Regno Unito dall'Unione, all'incerto andamento economico della Cina e a nuovi segnali protezionistici sul fronte americano. Sul versante dell'inflazione, la Commissione registra un balzo dell'aumento dei prezzi al consumo nella zona euro all'1,6% nel 2017, dallo 0,2% annuo del 2016. Il tasso d'inflazione dovrebbe scendere all'1,3% nel 2018. Il dato è influenzato soprattutto dall'incremento dei prezzi dei prodotti petroliferi.

Interessanti i commenti di Bruxelles a proposito dei due grandi paesi della zona euro. Quanto alla Germania, la Commissione nota un calo dell'attivo delle partite correnti. «L'aumento del surplus si è fermato – sottolinea l'esecutivo comunitario –. L'export dovrebbe tornare a crescere grazie a un incremento della domanda estera (…) Insieme a una forte domanda interna, ciò dovrebbe tradursi in un aumento delle importazioni, dovuto anche alla significativa presenza di beni importati nei beni esportati».

Nell'insieme, la Commissione europea si aspetta un calo dell'attivo della bilancia commerciale tedesca, dall'8,8% nel 2016 all'8,3% nel 2017 all'8,0% del prodotto interno lordo nel 2018. Il saldo delle partite correnti dovrebbe invece diminuire dall'8,5%, all'8,0% fino al 7,6% l'anno prossimo. In febbraio, lo stesso esecutivo comunitario aveva rilevato che l'elevato surplus delle partite correnti rappresenta per la Germania e per la zona euro uno squilibrio macroeconomico (si veda Il Sole/24 Ore del 23 febbraio).

Nella Repubblica Federale vi è certamente un dibattito sull'opportunità di accelerare ulteriormente gli investimenti pubblici per ridurre l'attivo delle partite correnti. L'iniziativa sarebbe facilitata dal bilancio dello Stato in surplus – pari allo 0,5% del PIL nel 2017, secondo la Commissione. Come non pensare che a ridosso del prossimo voto legislativo di settembre il partito democristiano della cancelliera Angela Merkel non sia alla ricerca di un nuovo equilibrio tra conti in ordine e investimenti in aumento?

Quanto alla Francia, la Commissione ha rivisto al rialzo le sue stime di deficit per il 2017 e il 2018: rispettivamente dal 2,9 al 3,0% e dal 3,1 al 3,2% del PIL. Il paese ha promesso di ridurre il disavanzo sotto al 3,0% del PIL quest'anno. «Il passaggio sotto la barra del 3,0% è a portata di mano – ha detto il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici -. È necessario uno sforzo minimo».

La Francia ha un deficit superiore al limite del Trattato di Maastricht dal 2007.
Il nuovo presidente francese Emmanuel Macron «conosce gli impegni della Francia», ha detto il commissario Moscovici, negando che vi sia da parte della Commissione alcuna volontà di mettere il paese «sotto pressione» o di volere «comminare sanzioni». Il nuovo Capo dello Stato si è proposto di ridurre il numero dei funzionari dello Stato, tagliando la spesa statale e compensando la scelta con un programma quinquennale di investimenti pari a 50 miliardi di euro.

Tornando alla situazione della zona euro in generale, sempre il commissario Moscovici ha notato che «l'incertezza politica è calata chiaramente dopo le recenti elezioni olandesi e francesi», nelle quali i partiti più estremisti hanno ottenuto risultati deludenti, ai loro occhi. L'uomo politico ha aggiunto: «Il populismo è sempre presente in Europa, ma non sta guadagnando terreno e continua ad avere un impatto negativo sugli investimenti».

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