infrastrutture critiche

Sorvegliati speciali 1.500 km di cavi sottomarini: intesa Terna-Guardia Costiera

Firmato il protocollo di collaborazione tra l’ad di Terna Spa, Luigi Ferraris, e il vicecomandante generale Antonio Basile. Attua, tra l’altro, la direttiva Nis (Network and Information Security) del Parlamento europeo recepita l’anno scorso dall’Italia per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Si profila il potenziamento delle misure di prevenzione dei danneggiamenti dei cavi a causa della pesca a strascico e ancoraggio nelle zone vietate

di Marco Ludovico

L'elettrodotto sottomarino che unisce la Sardegna con la Penisola

2' di lettura

Il fenomeno è noto soprattutto agli addetti ai lavori perchè resta riservato: è una questione di sicurezza nazionale. Nei nostri mari ci sono, non senza pericoli, circa 1.500 chilometri di cavi elettrici sottomarini. Su questo fronte Terna, la società pubblica di gestione delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, deve fare i conti con la minaccia concreta di danni. Avvengono soprattutto a causa della pesca a strascico e gli ancoraggi nelle cosiddette “aree interdette”. Il rischio può essere alto. La necessità di un sistema di controllo continuo, ma anche di un intervento immediato in caso di emergenza, è diventata ormai pressante.

Integrità dei cavi, attività prioritaria
Terna è il gestore di quella che in un gergo ormai comune si chiama un’infrastruttura critica: ogni interruzione del servizio della rete elettrica può avere conseguenze minacciose, va scongiurata o almeno evitata il più possibile. L’intesa tra Terna e Guardia Costiera prevede il potenziamento della sorveglianza delle zone del mare – “specchi acquei” è la dicitura usata nel protocollo d’intesa– dove ci sono le condotte sottomarine di Terna. In caso di danni, vanno fatti al più presto accertamenti per risalire ai responsabili.

Guardia Costiera, vigilanza mirata
Unità navali e militari guidati dall’ammiraglio di squadra Giovanni Pettorino, comandante generale, dovranno potenziare i controlli sulle imbarcazioni in transito nelle aree interdette. Terna, dal canto suo, si è impegnata a fornire alla Guardia Costiera una cartografia integrale per la localizzazione dei cavi. E a dare subito le informazioni sulle anomalie rilevate dai sistemi di monitoraggio. L’accordo prevede di arrivare a uno scambio di informazioni e di immagini tra la società di gestione della rete elettrica e le sale operative delle capitanerie di porto. Perché in caso di criticità il tempo di intervento può essere decisivo. Se non fatale.

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