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Addio diritti di imbarco, ecco gli aeroporti dove i biglietti saranno meno cari

Interessati 20 scali in tutta Italia. Una interrogazione chiede perché ai comuni arriva poco e niente del balzello

di Nicoletta Cottone

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3' di lettura

Da che città parti in aereo? Potesti aver diritto a uno sconto per la cancellazione dell'addizionale comunale sui diritti d'imbarco. Un emendamento al decreto sostegni firmato dal deputato del Pd Davide Gariglio sospende fino al 31 dicembre 2021 l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco dei piccoli aeroporti.

Interessati venti scali

Interessati gli scali che hanno registrato nel 2019 un traffico passeggeri in partenza pari o inferiore a un milione. «L’emendamento era saltato dalla legge di bilancio - spiega il deputato Davide Gariglio del Pd - e l’ho riproposto per aiutare i piccoli aeroporti danneggiati dallo stop ai voli causato dalla pandemia da nuovo coronavirus».

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Consultando i dati del traffico passeggeri 2019 sul sito dell’Enac, ecco dove si può usufruire dello sconto. Si tratta, in ordine rigorosamente alfabetico, di venti aeroporti: Alghero, Ancona, Bolzano, Brescia, Comiso, Crotone, Cuneo, Genova, Grosseto, Lampedusa, Marina di Campo, Pantelleria, Parma, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rimini, Taranto, Trapani e Trieste. La copertura prevista è di 5,7 milioni per il 2021, imputata sul Fondo esigenze indifferibili.

Istituita nel 2004, si pagava inizialmente un euro

L’addizionale comunale sui diritti di imbarco è stata istituita dalla legge finanziaria per il 2004. Originariamente si pagava 1 euro per passeggero imbarcato. Fondi destinati a vari aspetti della sicurezza.

Nel corso degli anni l'importo è cresciuto da 1 a 6,50 euro a passeggero. Di questa somma 5 euro sono destinati all’Inps, 50 centesimi al servizio antincendio negli aeroporti. Un euro viene invece ripartito da Enav per i costi sostenuti per garantire la sicurezza ai propri impianti e al “comparto sicurezza” per il finanziamento di misure di prevenzione e contrasto della criminalità e per il potenziamento della sicurezza di aeroporti e stazioni ferroviarie. Una piccola parte di questo euro è destinata ai comuni.

La maggior parte va a Inps, comparto antincendi ed Enav

Dei 6,5 euro ben 5 sono destinati all’Inps, 50 centesimi vanno al servizio antincendio negli aeroporti. Molto complessa la ripartizione dell’ultimo euro, che viene diviso tra Enav per i costi sostenuti per garantire la sicurezza ai propri impianti e per garantire la sicurezza operativa. E si tratta di 30 milioni di euro.

Il 60% della parte eccedente i 30 milioni dell’Enav va al “comparto sicurezza” per il finanziamento di misure di prevenzione e contrasto alla criminalità e per il potenziamento della sicurezza nelle strutture aeroportuali e nelle principali stazioni ferroviarie. Il 40% della parte eccedente i 30 milioni dell’Enav è destinata ai comuni dove insistono gli scali aeroportuali.

Nel 2018 l’Inps ha percepito 442.926.230 euro (5 euro a passeggero), il comparto antincendio 44.195.752 euro (50 centesimi di euro a passeggero) e l’Enav 30 milioni di euro (34 centesimi di euro a passeggero). Ai Comuni aeroportuali sono stati versati solamente 6.489.913 euro, pari a circa 7 centesimi di euro a passeggero.

Interrogazione al Senato: perchè ai comuni arriva poco e niente?

Su questo balzello aeroportuale chiede lumi il deputato Vincenzo D’Arienzo del Pd, che il 26 maggio ha presentato una interrogazione parlamentare. «Vorrei capire - sottolinea il deputato - perchè nel corso degli anni sono stati decurtati sistematicamente gli importi dell’addizionale comunale spettanti ai comuni aeroportuali, dando invece quasi l’intero ammontare dell’addizionale all’Inps, al comparto antincendio e all’Enav».

Inspiegabilmente, scrive il parlamentare, «a fronte di un aumento di passeggeri del 5,8% nel 2018, è stata erogato ai comuni aeroportuali a titolo di addizionale comunale un importo inferiore a quanto erogato nell’anno precedente»

. Il parlamentare ha anche chiesto di conoscere a quanto ammontano le risorse dovute ai comuni a titolo di addizionale comunale sui diritti d’imbarco, nel loro complesso e per ciascun comune. E chiede di versare le somme dovute e non versate ai comuni e di rimuovere gli ostacoli di natura normativa o interpretativa che hanno portato i ministeri competenti a modificare i criteri di determinazione dell’ammontare complessivo spettante ai comuni.


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