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Sostegni, domande per i nuovi aiuti al via dal 30 marzo. Ecco come fare

Niente click day: le istanze potranno essere presentate attraverso più canali telematici fino al 28 maggio

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Decreto Sostegni: perdite autocertificate, ma controlli

I punti chiave

  • Due canali per l’invio telematico della richiesta alle Entrate
  • Possibilità di scegliere tra contributo diretto e credito d’imposta in compensazione
  • Importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2mila per le società mentre il massimo potrà essere di 150mila euro

3' di lettura

A poche ore dall’entrata in vigore del decreto Sostegni (Dl 41/2021) è tutto pronto per l’invio all’agenzia delle Entrate delle domande per i nuovi contributi a fondo perduto. La data di partenza è fissata a martedì 30 marzo 2021 ma non sarà un click day e, infatti, le istanze telematiche potranno essere presentate fino al 28 maggio. Per la trasmissione si potrà chiedere l’aiuto di un professionista o un intermediario abilitato e potranno essere utilizzati due canali: quelli telematica dell’Agenzia o la piattaforma web, predisposta anche questa a tempo di record dal partner tecnologico Sogei. La finestra per entrare nel modulo di richiesta del fondo perduto è il portale «Fatture e corrispettivi».

Come si presenta la domanda

Non ci sarà nessun click day. L’orario di apertura dal 30 marzo sarà reso noto nei prossimi giorni dall’agenzia delle Entrate. Il contribuente potrà avvalersi degli intermediari che ha già delegato per il suo cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche e sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Spid, Cie o Cns oppure Entratel dell'Agenzia.

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Come spiegano dalle Entrate, il sistema effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso l'istanza. Una volta effettuati i controlli, le Entrate daranno via libera al mandato di pagamento del contributo o, nel caso in cui sia stato scelto dal contribuente, riconosceranno il credito d’imposta. La comunicazione sarà disponibile nell’area riservata del portale «Fatture e Corrispettivi» – sezione «Contributo a fondo perduto – Consultazione esito», accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.

Chi può chiedere gli aiuti

Il nuovo contributo a fondo perduto può essere richiesto da tutte le partite Iva che svolgono attività d'impresa, arte e professione e di reddito agrario. Devono essere residenti o stabiliti nello Stato ma soprattutto nel secondo periodo di imposta precedente al periodo di entrata in vigore del decreto (per la gran parte dei soggetti si tratta dell'anno 2019) devono aver conseguito ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro.

L’aiuto può essere riconosciuto anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali. Sono invece esclusi i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni (23 marzo 2021) o che abbiano attivato la partita Iva successivamente (a partire dal 24 marzo 2021), gli enti pubblici (articolo 74 del Tuir), gli intermediari finanziari e le società di partecipazione (articolo 162-bis del Tuir).

Il calo del fatturato

I requisiti per accedere sono due. Aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro. Aver subito una riduzione dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi nel 2020 di almeno del 30% rispetto al 2019. Il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, sempre che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

Il calcolo del contributo

Per calcolare il contributo spettante bisognerà applicare una percentuale decrescente al crescere del fatturato rispetto al calo del fatturato secondo la seguente progressione:

• 60% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 non superano la soglia di 100mila euro;
• 50% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 100mila euro fino a 400mila;
• 40% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 400mila euro fino a 1 milione;
• 30% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 1milione di euro fino a 5 milioni;
• 20% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 5 milioni di euro fino a 10 milioni.

Il minimo e il massimo

Sarà comunque garantito un contributo minimo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L'importo del contributo riconosciuto non può in ogni caso superare 150.000 euro.

Niente tassazione

Il nuovo contributo a fondo perduto, come i precedenti bonus, è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l'Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

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