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Sostenibilità, un bond per il piano strategico del gruppo Acque Bresciane

Il gestore del sistema idrico di 93 comuni in provincia di Brescia sta valutando un project bond da 150 milioni di euro o in alternativa un’obbligazione con le altre utilities lombarde, iniziativa coordinata da Finlombarda

di Vitaliano D'Angerio

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Il gestore del sistema idrico di 93 comuni in provincia di Brescia sta valutando un project bond da 150 milioni di euro o in alternativa un’obbligazione con le altre utilities lombarde, iniziativa coordinata da Finlombarda


2' di lettura

Un’obbligazione a sostegno del piano strategico che ha come perno la sostenibilità. È l’obiettivo di Acque Bresciane, gruppo da 82 milioni di euro, 263 dipendenti e 4.044 mila chilometri di acquedotto in gestione che copre 93 comuni della Provincia di Brescia dove abitano 550.000 abitanti. «Stiamo valutando un project bond da 150 milioni di euro – ricorda Gianluca Delbarba, presidente di Acque Bresciane – o in alternativa un’obbligazione emessa da un consorzio di utilities lombarde con la regia di Finlombarda, la finanziaria della Regione Lombardia. Lo schema è lo stesso di quello messo a punto dalla Regione Veneto. Vedremo se andrà in porto».

Gli investimenti realizzati e la ricchezza per gli stakeholder

In occasione della presentazione del terzo bilancio di sostenibilità, i vertici di Acque Bresciane hanno snocciolato un po’ di dati economici: sono 24 milioni di euro gli investimenti complessivi (19 milioni nel 2018) effettuati per migliorare la gestione del sistema idrico. Inoltre l’investimento medio per abitante è salito dai 43 euro del 2018 a 51 euro nel 2019, rispetto ad una media italiana di 44 euro per abitante, con un incremento del 18%. C’è poi la ricchezza distribuita al territorio: 65 milioni di euro il valore economico per gli stakeholder ovvero i soggetti che lavorano con Acque Bresciane e i 93 comuni di riferimento.

Obiettivo sostenibilità

«Siamo un’azienda relativamente giovane – sottolinea Delbarba –. Siamo nati nel 2016 attraverso l’unione di società che già lavoravano da anni in questo territorio. La sostenibilità è diventata un po’ l’amalgama per tenere unite le tante anime del gruppo. Ci crediamo molto e abbiamo creato anche una funzione ad hoc in azienda». C’è poi il bilancio di sostenibilità, redatto in due versioni e in due lingue, articolato in 11 capitoli che illustrano i principali dati aziendali e le attività svolte, con uno sguardo al futuro e agli obiettivi di sviluppo sostenibile inseriti nel piano industriale al 2045, anno in cui scade la concessione del servizio idrico. «Sulla sostenibilità stiamo costruendo l’identità di questo gruppo – aggiunge il presidente di Acque Bresciane –. È un modello molto apprezzato anche dai sindaci dei 93 comuni: in particolare attraverso le informazioni del bilancio di sostenibilità, gli amministratori locali riescono a fornire messaggi comprensibili a tutti i loro cittadini». A differenza, invece delle aride cifre di un documento civilistico.

Inoltre il bilancio green viene certificato da un revisore (Grant Thornton) benché non vi sia alcun obbligo in tal senso. Acque Bresciane per il documento sostenibile utilizza i parametri internazionali del Gri.

Quest’anno infine vi è da parte del gruppo un rinnovato impegno nella lotta ai cambiamenti climatici, con l’avvio del percorso per il calcolo della Carbon Footprint (impronta di carbonio) e un programma di investimenti per la resilienza delle infrastrutture e la sostituzione delle reti.

No alla quotazione

Piazza Affari invece non vedrà mai un’azione di Acque Bresciane. «No la quotazione non ci sarà – conferma Delbarba –. Invece sostituiremo i mutui accesi in passato dalle aziende che si sono unite (Garda1 e Cogeme, ndr) con delle obbligazioni. Vedremo se lavoreremo da soli o con le altre utility coinvolte nel progetto Finlombarda». Un bond che potrebbe vedere l’interesse anche di importanti investitori istituzionali nazionali.

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