Lusso

Sostenibilità certificata: così Lvmh resta leader

Creato un programma tracciabile per migliorare le performance ambientali

di Marika Gervasio


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Dior make-up alla Rinascente Torino

3' di lettura

Lo skincare sarà il segmento che nei prossimi anni contribuirà maggiormente alla crescita del mercato italiano. Lo sostiene Gianluca Toniolo, neo country general manager di Lvmh Profumi e Cosmetici Italia. «Il nostro è un mercato ancora a forte connotazione fragranze - dice il manager - ma ci sono alcune ragioni che fanno prevedere una crescita di questo asse. Innanzitutto nel modo asiatico lo skincare è in un momento di boom di consumi. I consumatori cinesi, che trainano lo shopping del lusso e quindi anche del beauty, che cominciano a viaggiare in numero crescente, arriveranno sempre più numerosi anche in Italia ed effettueranno i loro acquisti nel nostro territorio, anche alla luce del gap favorevole di prezzo di cui potranno godere acquistando in Italia rispetto al loro Paese d’origine. Inoltre, il fenomeno della proliferazione dei marchi di make-up “indi” o “insta”, creati a volte da influencer con una grande presa sui loro follower, potrà interessare nei prossimi anni il segmento skincare. Nasceranno nuovi brand, magari con un accento meno trendy rispetto a quelli del make-up, ma con contenuti più legati al risultato o al concetto di naturalità».

In tutto questo movimento creativo e di marketing, Lvmh non resta a guardare. «Il business della cosmesi gode di grande salute per il gruppo - spiega Toniolo - e l’Italia rimane un mercato assolutamente trainante e strategico per tutta la divisione. Anche quest’anno registreremo crescite a doppia cifra per la maggior parte dei nostri preziosi marchi e, come conseguenza delle nostre performance, anche gli investimenti destinati al mercato italiano della cosmetica sono in costante aumento».

Il mercato italiano, come spiega il manager, è piuttosto complesso sia dal punto di vista distributivo, per la presenza di una molteplicità di realtà nazionali, internazionali e regionali, sia per il livello di concorrenza e investimenti diretti al consumatore finale, che innalzano enormemente le barriere all’ingresso e rendono complicato l’affermarsi delle diverse marche. «Riuscire nel nostro mercato - commenta Toniolo - è quindi segnale di grande forza e motivo d’orgoglio per tutti i player. Il gruppo Lvmh vanta la leadership assoluta nel mercato selettivo cosmetico con il marchio Christian Dior nei segmenti fragranze e make-up». Il resto del portafoglio marchi - da Guerlain a Givenchy, Benefit, Kenzo e Acqua di Parma, solo per citarne alcuni - è giocato strategicamente con un obiettivo: «puntare sempre alla leadership nell’ambito della propria distribuzione».

Dallo sviluppo dei marchi all’impegno sul tema della sostenibilità il passo è breve: nel 2012 è stato creato il programma Life (Lvmh Initiatives for the Environment) per migliorare le performance ambientali del gruppo e delle sue maison che si basa su diversi elementi chiave, quali ciclo di vita e riutilizzo dei prodotti, tracciabilità e conformità di materie prime e sostanze utilizzate, responsabilità ambientale e sociale dei fornitori, impatto delle attività in termini di Co2 ed eccellenza ambientale dei processi produttivi.

«Tutti i marchi del gruppo, inclusi quindi quelli appartenenti alla Divisione beauty - conclude Toniolo -, si dotano di obiettivi chiari e misurabili in termini di sostenibilità che ogni anno vengono controllati e ricalibrati in funzione del loro raggiungimento. Sicuramente esiste una parte di consumatori più attenti all’ambiente, ma la volontà del gruppo è lasciare un segno indelebile nella nostra comunità, attraverso azioni concrete e mirate, senza alcun fine di carattere commerciale».

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