previdenza integrativa

Sostenibilità e governance: ecco come cambieranno i fondi pensione

di Vitaliano D'Angerio


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Mario Padula presidente COVIP, Imagoeconomica

3' di lettura

Dai rischi Esg alla governance. La rivoluzione dei fondi pensione è cominciata e si chiama Iorp2, la direttiva europea recepita in Italia dal decreto legislativo 147/2018 che modifica la “riforma Maroni” del 2005. Oggi sul sito della Covip, l’autorità di vigilanza dei fondi pensione, sono state pubblicate le direttive attuative della normativa. Provvedimenti molto attesi dal mondo della previdenza integrativa. L’authority, presieduta da Mario Padula (nella foto), ha avviato una consultazione pubblica sul documento (anticipato dal Sole24oreweb) che terminerà il prossimo 13 maggio.

Sistema di governo e trasparenza

«Con tali direttive – si legge nel comunicato Covip – l’Autorità di vigilanza intende chiarire i profili di novità che derivano dalla nuova normativa e fornire istruzioni ai fondi pensione circa le iniziative di adeguamento che gli stessi sono chiamati a porre in essere. Le principali novità riguardano il sistema di governo dei fondi pensione e la trasparenza nei confronti degli aderenti». Nello specifico, per quanto riguarda la governance «i fondi pensione dovranno analizzare i propri assetti organizzativi e apportare le opportune revisioni al fine di realizzare un’adeguata strutturazione delle funzioni fondamentali previste dalla Direttiva europea (in particolare, la funzione di gestione dei rischi, quella di revisione interna e, laddove rilevante, quella attuariale) e, più in generale, assicurare che le procedure interne definiscano in modo chiaro e appropriato compiti e responsabilità dei vari soggetti che operano per il fondo, evitando sovrapposizioni». Sul versante trasparenza «il sistema di governo dovrà altresì assicurare l’ordinata diffusione delle informazioni rilevanti e la tempestiva segnalazione di eventuali disfunzioni all’organo competente ad attivare le misure correttive».

Rischi Esg e sostenibilità

In particolare, si legge nella direttiva in consultazione «i fattori ambientali, sociali e di governo societario (cosiddetti “fattori Esg”) rappresentano declinazione dei principi di investimento responsabile ampiamente promossi in ambito internazionale e si configurano come particolarmente significativi per la politica di investimento e i sistemi di gestione del rischio delle forme pensionistiche complementari, anche considerando la loro valenza di investitori istituzionali». E ancora: «I fondi pensione negoziali e preesistenti con soggettività giuridica devono, pertanto, disporre di un sistema di governo idoneo ad assicurare la sana e prudente gestione dei rischi che gravano sul fondo pensione, inclusi i rischi Esg. Il sistema di gestione dei rischi e la valutazione interna dei rischi devono, quindi, prendere in considerazione anche i rischi connessi ai fattori Esg ai quali il fondo è o potrebbe essere esposto, nonché le relative interdipendenze con altri rischi». Quindi la sostenibilità entra a pieno titolo nel mondo della previdenza integrativa italiana. Nello specifico, sarà necessario monitorare la componente rischi ambientali, sociale e di governance.

Siti web obbligatori per i fondi pensione

Svolta anche tecnologica oltre che informativa. Nella direttiva si legge che «i fondi pensione preesistenti con soggettività giuridica che ad oggi non sono ancora dotati di un proprio sito web dovranno pertanto procedere alla creazione del sito entro il 31 dicembre 2019. L’obbligo non riguarda i fondi pensione in liquidazione, nonché quelli di cui sia stato disposto il superamento entro la fine del corrente anno mediante processi di concentrazione già avviati alla data di entrata in vigore delle presenti Direttive. Sono esclusi inoltre i fondi rivolti esclusivamente a pensionati ovvero, per le forme operanti in regime di prestazione definita, esclusivamente a pensionati e differiti. Per le forme pensionistiche preesistenti istituite all’interno di società o di enti è consentita la creazione di una sezione dedicata sul sito web dell’azienda. È in ogni caso necessario che la modalità prescelta sia adeguatamente portata a conoscenza degli aderenti e dei pensionati nell'ambito della documentazione informativa».

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