i long form

Sostenibilità e green economy: lo storytelling digitale nei progetti dei giornalisti del futuro

I lavori del laboratorio di narrazione multimediale del Master in Giornalismo multimediale e politico economico della 24 Ore Business School

Il giornalismo del futuro e i long form

3' di lettura

Cambia la professione del giornalista, sempre più multimediale. Sono necessari nuovi linguaggi, abilità, skill per affrontare un mestiere che ha vissuto e sta vivendo un cambiamento epocale, accelerato ancor più dalla pandemia generata dal nuovo coronavirus. E il tema della sostenibilità diventa centrale: green economy, ambiente, rigenerazione urbana e rinascita delle comunità. Temi che sono stati al centro del laboratorio di Storytelling digitale del Master in Giornalismo multimediale e politico economico della 24 Ore Business School, che ha concluso la decima edizione con la presentazione dei lavori e con la premiazione degli allievi. «Il digitale - sottolineano Nicoletta Cottone e Donata Marrazzo, le giornaliste che coordinano il laboratorio multimediale del master - ha cambiato radicalmente il nostro mestiere: oggi sono necessari maggiori competenze, più strumenti e nuove sensibilità. Così il giornalismo si declina al plurale: “giornalismi”, tante sono le piattaforme e gli stili multimediali da utilizzare. È quello che facciamo nel nostro laboratorio all’interno del master di giornalismo della 24 Ore Business School, lasciando invariato il nucleo, ovvero la notizia, accertata, approfondita, valutata. Sempre».

I long form premiati

Consegnato il premio Symbola - Fondazione per le qualità italiane, guidata da Ermete Realacci - per il miglior long form relizzato dalla studentessa Alba Dalù, per il suo lavoro “Orange Fiber: essere cool con gli scarti delle arance”, storia di una start up che ricava tessuti dal pastazzo degli agrumi. I due premi della 24Ore Business School per i migliori long form sono andati a Massimiliano Balzano, per il suo lavoro “L'ultima guardiana della stazione”, un progetto di approfondimento giornalistico sul recupero dell’ex stazione di Salionze, in provincia di Verona. Nel suo progetto ha integrato tutti gli elementi appresi al master, compreso il drone journalism, realizzando un video spettacolare con il drone. L’altro premio della 24Ore Business School per il migliore long form è andato a Margherita Compagna, che ha trattato un tema sensibile come quello delle nuove chance per le donne in difficoltà, offerto dalla casa delle donne Lucha y Siesta. Una testimonianza di sostenibilità sociale a Roma, dove le donne discriminate riconquistano diritti, autonomia e serenità.

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Il buono dei rifiuti e la rigenerazione del paese “camminato”

Il master ha voluto anche premiare singoli lavori contenuti nei long form, risultato di tutti i laboratori che si svolgono all’interno del programma annuale. E, quindi, video realizzati integralmente grazie alle tecniche del mobile journalism, videoanimazioni, podcast, fotografie e infografiche. A Romana Monti è andato il premio per il video di “Repopp, il buono dei rifiuti”, racconto immersivo sulle sentinelle del mercato di Porta Palazzo di Torino, il più grande d’Europa, che ogni giorno recuperano l’invenduto per donarlo agli indigenti. Il premio per la migliore videoanimazione è stato assegnato a Beatrice Greco, per il suo lavoro su “Bellusco, il paese “camminato””, dove racconta una storia di mobilità sostenibile con cui è stato rigenerato un piccolo quartiere di Bellusco, comune di poco più di 7mila anime nella provincia di Monza e Brianza. Si tratta di un percorso ciclopedonale.

Il successo dell’alternanza scuola-lavoro nel mondo dei libri

Il premio 24Ore Business School per il miglior podcast è stato assegnato a Giampiero Cinelli, realizzato nell’ambito del suo storytelling “Quante cose può fare un libro”, incentrato sulla storia di Gemma Edizioni, una piccola casa editrice indipendente per ragazzi, che si rivolge all’istruzione inclusiva e al sostegno all’educazione. Nel podcast Elisa racconta la sua storia di dislessia, superata grazie a un percorso di alternanza lavoro che l’ha introdotta nel mondo dei libri. Il premio 24Ore Business School per la fotografia è andato a due studentesse: Martina Di Ruggiero, per le immagini del suo storytellig sugli integratori siciliani che dall’Etna hanno fanno il giro del mondo, arrivando negli Stati Uniti. E Patrizia Belluigi per la sua narrazione d’impresa di una importante e innovativa azienda del legno in Germania. Premio 24Ore Business School per la migliore infografica a Davide Fenuta per “Quel ’Quid’ in più”, storia di sostenibilità ambientale e sociale di un’impresa veronese che sta conquistando il mercato italiano della moda realizzando linee di abbigliamento con tessuti provenienti da materie prime scartate, grazie al lavoro di persone vulnerabili (l'85% sono donne).

I vantaggi del green, dai comuni ricicloni, alla micromobilità, all’economia sostenibile del bambù

Ma hanno grande spessore anche il lavoro di Maria Elena Gottarelli sull’ecosostenibilità dei comuni ricicloni dell’Emilia Romagna, che ha sottolineato i vantaggi del green. O di Giulia Senesi, che si è immersa nel mondo del vino, affrontando il tema della sostenibilità di un’azienda innovativa di Montepulciano. O di Francesco Nicolini, che si è dedicato alla mobilità sostenibile nella Capitale, documentando il fenomeno della micromobilità. Armando Biccari ha invece dedicato il suo long form all’economia sostenibile generata dalle coltivazioni di bambù, mentre Riccardo Bosetti si è concentrato su un progetto di recupero ambientale nel parco del Ticino, arricchito da immagini suggestive.

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