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Sostenibilità e neverending tourism per andare oltre l’effetto Covid

All’opposto del mordi-e-fuggi, avanza un turismo «che valorizza l’esperienza prima e dopo il viaggio e crea un legame forte con la destinazione» spiega Lorenzini dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

di Alessia Maccaferri

4' di lettura

Uno scivolone sino agli anni 90: il crollo degli arrivi internazionali per il 2020 si attesterebbe tra il 70% e il 75% secondo gli esperti dell’Organizzazione mondiale per il turismo. Stime che riporterebbero il settore a livelli di 30 anni fa, con un miliardo in meno di arrivi e una perdita di 1,1 trilioni di dollari, che si traduce in una perdita di 2 trilioni di dollari in termini di Pil . Le prospettive per l’anno prossimo restano incerte e appese all’andamento delle vaccinazioni e dei corridoi aerei. Allo stesso tempo questo anno di pandemia ha sconvolto radicalmente il settore mettendo in luce delle opportunità prima poco esplorate.

Neverendig tourism

Uno dei trend emersi nel 2020 che si sta consolidando è il neverending tourism, approccio agli antipodi del mordi-e-fuggi. Si tratta di prolungare l’esperienza turistica prima e dopo il viaggio, per esempio con l’offerta di contenuti online come la visita alla città, corsi di cucina legati al territorio ecc. «Il neverending tourism può essere una fonte di revenue incrementale che ovviamente non risolve il problema delle destinazioni e delle strutture ricettive ma c’è un mercato potenziale ancora non valorizzato » spiega Eleonora Lorenzini, direttrice dell’Osservatori per l’Innovazione del Turismo del Politecnico di Milano. «Anche la crescente fruizione di contenuti digitali (+40% per il video entertainment nel 2020) è un’occasione da cogliere. L’intento dovrebbe essere quello di andare oltre l’offerta tradizionale per creare un legame forte con la destinazione». Peraltro, con questo approccio, il 42% delle strutture ricettive ha iniziato a offrire ai propri clienti l’acquisto di prodotti enogastronomici o di artigianato, anche tramite un ecommerce (8%), secondo i dati dell’Osservatorio che Lorenzini presenterà il 27 gennaio. La tendenza neverending tourism è stata rafforzata nel 2020 dalla riscoperta - indotta dalle restrizioni antiCovid - di destinazioni vicine che ha sostenuto il mercato delle experience. Nel 2020 a trainare sono state soprattutto le attività all’aperto e diversi player stanno lavorando per supportarne una gestione più professionale e la digitalizzazione soprattutto nelle fasi di prenotazione e acquisto.

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Remote working

Che questa tendenza sia promettente si conferma scrutando la missione delle startup scelte per Bravo Innovation Hub, il nuovo acceleratore di Invitalia per le imprese del turismo e della cultura del Mezzogiorno. Tra loro ci sono realtà come la cooperativa di comunità Identità e Bellezza, con più di 40 pacchetti esperienziali confezionati dal Museo Diffuso dei 5 Sensi sul territorio di Sciacca o The Thinking Clouds, con Genius Loci, piattaforma che permette la customizzazione di app mobile per la promozione dei beni culturali, percorsi turistici ed enogastronomici, borghi e città d’arte. La possibilità sempre più diffusa di lavorare da remoto può dare benefici agli attori del turismo e alle destinazioni: il 39% delle strutture ricettive italiane ha ospitato clienti in remote working. Non a caso Wonder Grottole, all’interno di Bravo, sta lavorando a una piattaforma Anima Living, per la rigenerazione dei territori marginali, attraverso un’interazione tra territori e smart worker.

Sostenibilità

L’emergenza sta accelerando driver di scelta finora poco considerati, come la sostenibilità. «Secondo alcuni studi i viaggiatori faranno scelte più consapevoli in futuro e oltre un turista su due premierà i brand (hotel, compagnie aeree ecc.) che adotteranno politiche di responsabilità sociale» spiega Lorenzini . Tra le strutture ricettive italiane, l’83% ha messo in atto almeno un’azione in relazione alla sostenibilità. E i clienti apprezzano, come mostra la storia della startup Up2You ha lanciato l’anno scorso il servizio «Non disturbare . Sto salvando il pianeta»: i clienti degli alberghi sono invitati a rinunciare al rifacimento e pulizia della camera per una notte, con una riduzione in termini di impatto e l’albergo si impegna a piantare un albero. La piantumazione sia all’estero che in Italia è spesso associata a una componente sociale grazie alla partnership con non profit che offrono lavoro a disoccupati o persone in difficoltà.«Vogliamo mostrare che si può contribuire alla sostenibilità anche con piccole scelte quotidiane - spiega Andrea Zuanetti, ceo di Up2You - Ebbene il 25-30% delle persone ha aderito rinunciando almeno per un giorno al servizio. E per gli alberghi diventa un fattore distintivo sul mercato». Inoltre Up2You ha lanciato un servizio di compensazione della Co2 emessa dai viaggi, che viene acquistato da agenzie e tour operator.

Digitalizzazione

L’ecommerce di viaggi degli italiani nel 2020 segna un -60% assestandosi a 6,2 miliardi. Prevalgono le prenotazioni effettuate da desktop (65% del totale), ma il mobile assume più rilevanza (35%) e registra una decrescita inferiore rispetto al mercato (-39%). Secondo l’Osservatorio del Politecnico sono passate dal 15% del 2019 al 30% del 2020 le strutture ricettive che si sono dotate di soluzioni di pagamento da mobile e dall’ 8% al 31% quelle con possibilità di checkin online o da mobile; ha subito un’impennata l’offerta di assistenza tramite chatbot (14%, era il 2%).

La digitalizzazione inoltre offre un vantaggio competitivo. Come nel caso di Bizaway nata dall’integrazione tra un team di sviluppatori e una agenzia di viaggi specializzata nel comparto business. «Abbiamo via via digitalizzato i servizi. Per esempio abbiamo sostituito le 5 email che in media manda chi vuole prenotare un viaggio d’affari con una sola operazione che consente la prenotazione automatizzata - spiega Luca Carlucci, ceo di Bizaway - Inoltre abbiamo integrato tutti i principali sistemi di pagamenti e la rendicontazione è integrata con il sistema di contabilità aziendale. I nostri consultant si concentrano così sui servizi a valore aggiunto». Un’offerta digitale che nell’anno peggiore per i viaggi ha consentito di raddoppiare la base clienti e di limitare il calo delle prenotazioni al 39 per cento. Nessuno dei 52 dipendenti è stato licenziato e l’azienda ha concluso un aumento di capitale 4,5 milioni di euro.

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