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Sostenibilità, ecco cosa chiedono le authority di Bruxelles

Esma, Eba ed Eiopa puntano su un database unico per i dati Esg delle aziende oltre alla massima estensione dell’etichetta Ecolabel per aiutare i piccoli risparmiatori nella scelta dei prodotti sostenibili

di Vitaliano D'Angerio

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(Bloomberg)

Esma, Eba ed Eiopa puntano su un database unico per i dati Esg delle aziende oltre alla massima estensione dell’etichetta Ecolabel per aiutare i piccoli risparmiatori nella scelta dei prodotti sostenibili


2' di lettura

Un unico database europeo con i dati Esg delle aziende, una robusta struttura di regole che consenta l’efficiente gestione dei rischi e, infine, la massima estensione possibile dell’etichetta Ecolabel ai prodotti finanziari. Ecco le indicazioni chiave del documento elaborato dalle tre authority europee (Esma-mercati, Eba-banche, Eiopa-fondi pensione e assicurazioni) e inviato alla Commissione europea per una rinnovata finanza sostenibile.Il documento arriva dopo una serie di consultazioni delle authority chiamate dall’Esecutivo Von der Leyen a declinare in modo operativo le indicazioni degli esperti sulla finanza green.

La banca dati unica

La banca dati unica è una proposta delle associazioni di fondi, bancarie e assicurative recepita a quanto pare dalle autority. Database dei dati non finanziari e Esg accessibile a tutti: una sola piattaforma pubblica dove saranno fruibili i dati di aziende, authority, banche centrali, università. Un sistema che consenta anche la convergenza e la standardizzazione delle informazioni non finanziarie, snodo cruciale per lo sviluppo della finanza sostenibile.

Regole e proporzionalità

Altri elementi importanti sono il sistema di regole (framework) e la proporzionalità delle stesse quando ad applicarle devono essere le piccole aziende. Sul primo punto, la richiesta è esplicita: c’è bisogno di un robusto framework che consenta un efficiente controllo del rischio. D’altronde le tematiche Esg sono nate per questo: migliorare la gestione dei rischi nel lungo periodo. Un esempio? Le authority nella lettera indicano in modo esplicito l’aggancio della parte variabile delle remunerazioni dei manager ai risultati non finanziari.

Infine l’Ecolabel

C’è infine, ma non meno importante, l’etichetta sui prodotti finanziari sostenibili. Sarà l’Ecolabel la chiave di volta per consentire ai piccoli risparmiatori di capire quale prodotto è sostenibile e quale non lo è. Le authority ne chiedono la massima estensione. Lanciato all’inizio come mera facoltà da parte delle società di gestione, forse diventerà un vincolo per i prodotti green o sostenibili e che saranno collocati in Europa.

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