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Sostenibilità, l’impegno di Davines passa dalla produzione agli stakeholder

Presentato il Rapporto di Sostenibilità 2019/2020 del gruppo di Parma che l’anno scorso ha ottenuto la ri-certificazione B-Corp ed è diventato una società Benefit

di Marika Gervasio

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Presentato il Rapporto di Sostenibilità 2019/2020 del gruppo di Parma che l’anno scorso ha ottenuto la ri-certificazione B-Corp ed è diventato una società Benefit


5' di lettura

Dal packaging alla produzione fino agli ingredienti e al coinvolgimento di stakeholder e dipendenti: su questi (e altri) fronti si basa l’impegno in materia di etica e sostenibilità del gruppo Davines - realtà italiana con sede a Parma operante nel settore della cosmetica professionaleattraverso i brand Davines (haircare) e Comfort Zone (skincare) - che ha presentato il Rapporto di Sostenibilità 2019/2020. Il documento descrive l'attività dell'azienda attraverso i risultati ottenuti nel 2019 e gli obiettivi prefissati per il 2020 nel campo della sostenibilità ambientale e sociale.

Risultati che arrivano in un anno particolarmente significativo per l’azienda che ha ottenuto la ri-certificazione B-Corp - con un punteggio di 117,4 cresciuto rispetto a quello conseguito in occasione della prima certificazione nel 2016 (99,3) - e ha trasformato la sua forma giuridica in società Benefit, che ribadisce, anche formalmente a livello statutario, la volontà del gruppo di impegnarsi nellagenerazione di un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, al di là del profitto. Il gruppo ha scelto da anni di allineare la propria strategia aziendale ai Sustainable Development Goals (SDG), i 17 obiettivi individuati nel 2015 dai Paesi membri dell’ONU quali linee guida per uno svilupposostenibile del pianeta. Un piano comune da raggiungere entro il 2030 (da cui il nome “Agenda 2030”) attraverso il coinvolgimento di governi, aziende e privati cittadini, chiamati a impegnarsi per ridurre alminimo l’impatto ambientale e promuovere il benessere delle persone e del pianeta.

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Le tre principali aree di impatto su cui è valutata la performance di una B Corp – People, Planet e Community – hanno evidenziato come il gruppo si sia distinto con performance
particolarmente encomiabili in queste aree:

Assegnazione di obiettivi legati alla sostenibilità ai dirigenti
Al 95% dei dirigenti della sede di Parma e dei primi livelli delle filiali aziendali sono stati assegnati obiettivilegati alla sostenibilità. L’intento è quello rendere la sostenibilità una variabile chiave nei processidecisionali.Obiettivi 2020: aumentare la percentuale di collaboratori, tra i quali il 100% dei manager a ogni livello organizzativo presso la sede di Parma, con obiettivi di sostenibilità; e aumentare la percentuale di collaboratori, tra i quali il 100% di manager a ogni livello organizzativopresso la sede di Parma, con riferimenti alla sostenibilità nella propria mission di ruolo

Emissioni di Co2 equivalente: raggiungere “Net zero emissions” entro il 2030
Il gruppo, insieme a oltre 500 B Corp nel mondo, ha assunto l’impegno di raggiungere l’obiettivodi “net zero emissions” (emissioni nette di Co2 eq a zero) entro il 2030. Tale obiettivo può essere raggiuntounicamente mediante una costante mappatura delle emissioni e la loro massima riduzione. Le quantità di Co2 eq che non potranno essere ridotte o azzerate continueranno a essere compensate grazie al progettodi riforestazione e rigenerazione del suolo EthioTrees, esclusivo per Davines e attivo in Etiopia.Sulla base del GHG protocol, standard riconosciuto a livello internazionale, le emissioni aziendali vengono suddivise in tre ambiti: emissioni dirette derivanti da fonti di proprietà o controllate dall'azienda; emissioni indirette derivanti dal consumo di energia elettrica, vapore e calore; altre emissioni indirette che risultano dalle altre attività che avvengono all’esterno dello stabilimento produttivo e degli uffici del gruppo.

Risultati ottenuti: il 100% dei prodotti Davines e Comfort Zone venduti nel 2019 ha un packaging a Co2 eq compensata tutte le sedi del gruppo sono carbon neutral;  -47,7% di emissioni relative alla sede di Parma rispetto al 2018 (risultato ottenuto principalmente grazie all’utilizzo di biometano anziché gas da fonte fossile); 34 tonnellate di Co2 eq risparmiate grazie allo smart working dei collaboratori della sede italiana; calcolo e compensazione delle emissioni di Co2 eq dei principali eventi aziendali; compensazione delle emissioni di Co2 eq del ciclo di vita dei prodotti ai quali è stata applicatal’analisi LCA. Obiettivo del 2020, continuare il percorso di decarbonizzazione avviato da anni dall’azienda e definire una road map per raggiungere l’obiettivo “net zero emission” entro il 2030.

Valutazione dell’impatto del prodotto nel corso dell’intero ciclo di vita: analisi LCA
A partire dal 2018, Davines ha adottato l’analisi LCA (Life Cycle Assessment), metodologia che consente divalutare da un punto di vista quantitativo la sostenibilità dei prodotti in ogni fase del loro ciclo di vita e,conseguentemente, di intraprendere azioni volte a contenerne l'impatto ambientale. Nel 2019 sono state compensate in totale 3.681,82 tonnellate di Co2 eq, pari alle emissioni derivanti dall'intero ciclo di vita (esclusa fase d’uso) dei prodotti Davines A Single Shampoo, Essential Haircare e Mask with Vibrachrom. Davines intende proseguire il percorso intrapreso, aumentando la percentuale dei prodotti oggetto dell’analisi LCA.

Naturalità e biodegradabilità degli ingredienti
Nel 2018 il gruppo ha scelto di mettere a punto un proprio criterio di classificazione degli ingredienti di origine naturale più restrittivo rispetto alla norma ISO 16128, diffusamente adottata. Tale criterio prevede che un ingrediente venga definito “di origine naturale” solo se presenta una strutturamolecolare al 100% di origine naturale (rispetto al 50% previsto dalla norma ISO 16128), senza alcuna componente sintetica. L’azienda ha inoltre aumentato la biodegradabilità delle materie prime contenute nelle formulazioni deiprodotti Davines e Comfort Zone.

L’impegno crescente nella realizzazione di un packaging sostenibile
Il packaging rappresenta la principale sfida che l’industria cosmetica è tenuta ad affrontare per ridurre ilproprio impatto ambientale. Risale al 2011 la prima stesura della “Carta di Ricerca del Packaging”, documento che Davines ha messo a punto per guidare la progettazione degli imballi secondo i principi diriduzione dell’impiego di materie prime, di utilizzo di materiale riciclato, di semplificazione del sistema diimballo e di ottimizzazione della logistica. Le confezioni Davines e Comfort Zone vengono realizzate con l’intento di limitarne al minimo volume e peso e di favorirne il reimpiego o recupero (riciclo incluso), garantendo al contempo sicurezza e igiene. Nel corso del 2019 è proseguita la conversione dei packaging in plastica provenienti da fonti alternative a quelle fossili, iniziata tre anni fa: il 56% sono in plastica riciclata post consumo o bio-based (dal processo di lavorazione dalla canna da zucchero). Il 2020 prosegue in questa direzione: Davines intende infatti aumentare ulteriormente la percentuale delle confezioni di plastica bio-based e riciclata rispetto a quella vergine.

Coinvolgimento degli stakeholder e advocacy virtuosa
L’azienda crede fortemente nell’importanza di promuovere i valori di impatto positivo insiti alconcetto di B Corp presso i propri stakeholder (portatori d’interesse). Sono già cinque i partner, tra fornitorie distributori che hanno scelto di seguire il suo esempio ottenendo la certificazione B Corp tra il 2018 e il 2019. La condivisione di esempi, politiche e strumenti utili all’incremento delle loro performance in termini disostenibilità è stata oggetto del primo incontro rivolto ai fornitori, tenutosi nel 2019.

Partenership pubblico-private per iniziative locali e internazionali
Molteplici sono le iniziative attraverso le quali il gruppo esprime la propria vocazione B Corp in collaborazione con enti e istituzioni locali e internazionali. Davide Bollati, presidente del gruppo, è tra i fondatori di Regeneration 20/30, un progetto che prenderà ilvia nella seconda metà del 2020, finalizzato a creare un’alleanza globale tra organizzazioni governative enon governative, leader spirituali, mondo accademico e settore privato, al fine di avviare dialoghi,condividere idee e intraprendere azioni concrete per supportare lo sviluppo di un'economia rigenerativa. Nel marzo 2020 Davines è diventato partner del World Happiness Report, il rapporto pubblicato da UNSDSN (United Nations Sustainable Development Network Solutions) sotto l’egida del Segretario Generaledelle Nazioni Unite, che misura la percezione e il livello della felicità e del benessere individuali e collettiviin 156 Paesi nel mondo, secondo una serie di indicatori sociali, economici e psicologici. Questa scelta nasce dalla consapevolezza della correlazione esistente tra questa tematica e la costruzione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Il gruppo è inoltre tra i principali promotori del progetto Kilometro Verde Parma, iniziativa che, accanto alla piantumazione di una cintura green lungo gli 11 chilometri di autostrada che lambiscono il territorio parmense, consentirà di creare aree verdi e boschi permanenti a Parma e provincia. L'obiettivo è dare vita a un modello che possa essere replicato su tutto il territorio nazionale.

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