Oro e pietre preziose

Sostenibilità, il lusso fa squadra su ambiente e diritti dei lavoratori

di Chiara Beghelli

Etica, natura e lavoro.Un minatore di San Roque, in Colombia, impegnato nella piantumazione di una specie nativa su un terreno sfruttato per l’estrazione: il progetto di riqualificazione del territorio è stato condotto dalla Alliance for Responsible Mining

3' di lettura

Fra le immagini più potenti del Cop26 di Glasgow, l’attesa conferenza sul cambiamento climatico chiusa lo scorso 13 novembre, ci sono le lacrime del presidente Alok Sharma, mentre leggeva il suo discorso finale, dopo lunghi giorni di estenuanti trattative per raggiungere quella che lui stesso ha definito «una fragile vittoria». Se il 2021 non è stato l’anno della svolta alla lotta dal cambiamento climatico, almeno nell’industria del lusso è stato certamente quello che ha registrato una battente sequenza di iniziative dedicate alla sostenibilità. Un termine che non rimanda più a un blocco vago e informe di opinioni, progetti e marketing, ma che è stato finalmente messo a fuoco nella complessità dei suoi temi.

Uno dei più recenti, almeno come collettore di comune impegno, è quello delle attività minerarie artigianali, condotte da comunità distribuite su tutto il pianeta, che si sostengono grazie all’estrazione di metalli e gemme. Su 150 milioni di persone impegnate in questo settore, 20 milioni, la percentuale più alta, si dedica all’estrazione dell’oro, 1,5 milioni a quella dei diamanti. Secondo il Responsible Jewellery Council, l’ong che dal 2005 fornisce certificazioni di sostenibilità nell’industria dei gioielli, i minatori artigianali producono circa il 20% dell’oro mondiale e l’80% delle gemme colorate, ma rappresentano ben il 90% della forza lavoro impegnata nell’estrazione. Vivono in povertà in luoghi spesso remoti, attraversati da traffici illeciti che danno loro sostentamento in cambio di minerali. Il lavoro minorile dilaga, come le condizioni di generale insicurezza.

Loading...

Dopo alcune iniziative importanti ma solitarie negli anni scorsi, l’industria dei gioielli sembra essersi finalmente accorta di queste criticità, e in modo piuttosto sorprendente in questo 2021 ha unito le forze per darle forma e sostegno: in aprile, per esempio, è stata lanciata la Gemstones and Jewelry Community Platform, iniziativa focalizzata proprio sulla sostenibilità dell’approvvigionamento delle materie prime, frutto di cinque anni di lavoro di Lvmh, Chopard, Kering, Richemont, Swarovski e le compagnie minerarie Gemfields e Muzo. La piattaforma tratta 40 criticità del settore delle gemme colorate, legate soprattutto al tema dei diritti umani e della protezione dell’ambiente.

Nello stesso mese, sempre Lvmh con Cartier, capofila del gruppo Richemont, ma stavolta anche con Prada, ha lanciato anche l’Aura Blockchain Consortium, piattaforma di blockchain nata proprio per migliorare la trasparenza di tutta la filiera produttiva, anche dei gioielli (segmento al quale il gruppo milanese ha peraltro annunciato di volersi dedicare). In ottobre, invece, è stata la volta della Watch and Jewellery Initiative 2030 sottoscritta dal Responsible Jewellery Council, Kering e Cartier, un accordo che punta fra gli altri obiettivi proprio a sostenere lo sviluppo delle comunità minerarie e dei loro territori, anche attraverso progetti di formazione sulla circolarità delle risorse. Sempre in ottobre il gruppo De Beers ha annunciato la vendita del primo lotto di diamanti prodotti con il programma GemFair, nato nel 2014 in Sierra Leone e che vuole promuovere la crescita sostenibile delle comunità minerarie locali, anche tramite la fornitura di un tablet con una speciale app e un kit di strumenti per rendere tracciabile ogni gemma.

Concreti miglioramenti ci sono stati: un progetto del Responsible Jewellery Council e della Alliance for Responsible Mining, organizzazione basata in Colombia ma attiva in 11 Paesi, è riuscito a far aumentare del 20% il salario dei minatori della comunità di Asomuselupaz, in Colombia, e in quella di Cecomip, in Perù, ha installato un sistema per eliminare il mercurio del processo di lavorazione dell’oro. C’è ancora molto da fare, le comunità stanno soffrendo instabilità politica e la crisi innescata dal Covid: il ritorno dei talebani in Afghanistan ha messo in pericolo il progetto legato agli smeraldi della valle dello Swat, in Pakistan, che aveva iniziato a sostenere anche il lavoro femminile.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti