finanza responsabile

Sostenibilità, le Pmi italiane devono comunicare di più

È quanto emerso oggi a Milano dalla ricerca “Sostenibilità: una valutazione su misura per le Pmi” realizzata da Equita, investment bank italiana, e Altis (Università Cattolica). Inviato questionario a 36 aziende quotate con capitalizzazione compresa tra 250 milioni e 4 miliardi di euro. Il ruolo delle agenzie di rating Esg e gli standard delle large cap

di Vitaliano D'Angerio


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(Adobe Stock)

2' di lettura

Le piccole e medie imprese italiane quotate devono comunicare di più sui temi della sostenibilità. Allo stesso tempo le agenzie di rating devono tarare gli standard Esg sulle caratteristiche delle Pmi italiane. È quanto emerso oggi a Milano dalla ricerca “Sostenibilità: una valutazione su misura per le Pmi” realizzata da Equita, investment bank italiana e Altis, l’Alta scuola impresa e società dell’università Cattolica. L’indagine è stata condotta attraverso un questionario sottoposto a 36 società con capitalizzazione compresa tra 250 milioni e 4 miliardi di euro.

La ricerca Equita-Altis

Dallo studio sono emerse una serie di criticità nel processo di valutazione Esg (ambiente, sociale e governance) per le Pmi: dalla difficoltà di interazione con le agenzie di rating, i cui giudizi vengono spesso percepiti dalle aziende come non coerenti con quanto fatto in termini di sostenibilità; alle difficoltà delle stesse Pmi che talvolta non presidiano adeguatamente il processo di valutazione e non dispongono di policy formali e pubbliche, le uniche prese in considerazione dalle grandi agenzie di rating. «Se l’azienda ha una determinata policy ambientale – ha spiegato Alfonso Del Giudice, professore di finanza azienda alla Cattolica e responsabile del progetto – deve renderla pubblica sul proprio sito web . In caso contrario, per l’agenzia di rating che non trova l’informazione il voto su quel determinato tema è pari a zero».

Social Premium

I risultati della ricerca congiunta hanno consentito di stimare il gap di rating legato alla mancata formalizzazione dei presidi Esg da parte delle Pmi e di ipotizzare un “social premium” aggiuntivo da incorporare nel processo di valutazione Esg per valorizzare gli aspetti più sociali delle Pmi, in particolare il grande contributo che esse apportano alla comunità nella quale sono inserite. Migliorando la comunicazione sulle policy e valorizzando le attività legate al fattore S, è stato calcolato un incremento del punteggio dell’11% in media per il rating Esg.

31 trilioni di dollari

Il network internazionale Gsia ha calcolato che gli investimenti in finanza sostenibile ammontano a 31 trilioni di dollari. E le Pmi italiane devono attrezzarsi per intercettarne una parte. «Siamo sempre più convinti che il tema della sostenibilità sia di fondamentale importanza nell’ambito finanziario», ha dichiarato Andrea Vismara, amministratore delegato di Equita. All’evento di oggi in Cattolica hanno partecipato tra gli altri il commissario Consob, Paolo Ciocca e la presidente di Enel Patrizia Grieco.

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