ambiente

Sostenibilità, il porto giuliano capofila di un progetto Ue

Collaborazione tra gli scali della sponda adriatica d'Italia e della Croazia

di Marco Morino

Collaborazione tra gli scali della sponda adriatica d'Italia e della Croazia


2' di lettura

Il porto di Trieste di nuovo capofila di un progetto europeo nel settore ambientale: Susport “Sustainable Ports”, recentemente approvato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Croazia. Il progetto ha un budget di circa 7 milioni di euro, di cui 753mila a favore dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, e una durata di 34 mesi. Obiettivo principale di Susport è migliorare la performance ambientale ed efficienza energetica dei porti adriatici coinvolti, realizzando concrete azioni pilota in diversi ambiti quali il rumore, la qualità dell’aria e l’emissione di CO2.

PORTO DI TRIESTE
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Susport è l’unico progetto strategico nell’ambito del trasporto merci marittimo approvato dal Programma e vede coinvolti tutte le Autorità di sistema portuale italiane della sponda adriatica, oltre a Trieste (Venezia, Ravenna, Ancona e Bari, Porto Nogaro), i principali porti croati (Fiume, Zara, Spalato, Ploče, Dubrovnik), enti di ricerca e agenzie di promozione di entrambi i Paesi.

Il porto di Trieste approfondirà gli studi già eseguiti nell’ambito della carbon footprint per il sistema portuale di riferimento che include Monfalcone, sostituirà gli impianti di illuminazione delle aree pubbliche del porto con sistemi a Led e acquisterà un’auto elettrica, in maniera sinergica alle attività che l’ente sta realizzando negli stessi ambiti, grazie ad altri progetti europei.

Con Susport, salgono a 7 i progetti del settore ambientale portati avanti dall’Authority giuliana, un budget complessivo di investimento nel settore ambientale di circa 6,4 milioni di euro, e un finanziamento europeo sul settore di circa 5,6 milioni di euro. «La tutela ambientale diventa sempre più strategica per i porti» dice il presidente dell’Autorità di sistema, Zeno D’Agostino. «È anche grazie ai progetti europei - prosegue D’Agostino - se i porti stanno dando buona prova di collaborazione anche tra Paesi diversi. Insieme si può fare molto di più, scambiando buone pratiche e unificando protocolli. I porti del futuro devono e possono essere green. Questo è ciò che vogliamo portare avanti e questo è quello che ci chiedono i cittadini, i territori e tutti i nostri stakeholders, specie in questo momento storico».

Guardando al totale dei progetti europei portati avanti dal porto di Trieste, il budget complessivo è di 129 milioni di euro, di cui 33 con finanziamento dell’Unione europea. I progetti attualmente in corso sono 21 e coprono svariati settori: oltre ai 7 ambientali, 9 su infrastrutture e Ict, 4 su infrastrutture fisiche (tra cui il progetto Trieste Rail Port sul potenziamento di Campo Marzio), uno nel settore della preservazione del patrimonio culturale. Inoltre la crescita dell’intermodalità con un nuovo servizio attivato nelle scorse settimane verso l’Austria e la riapertura della Transalpina per i treni cargo, rimarcano il ruolo chiave che la ferrovia riveste per il porto di Trieste, specialmente durante l’emergenza Covid.

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