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Sostenibilità, via libera del Parlamento Ue alla tassonomia

Approvato il regolamento dopo l’accordo con i Governi. Tocca ora alla Commissione stabilire i criteri operativi. La rincorsa degli Stati Uniti e le indicazioni della Sec

di Vitaliano D'Angerio

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Approvato il regolamento dopo l’accordo con i Governi. Tocca ora alla Commissione stabilire i criteri operativi. La rincorsa degli Stati Uniti e le indicazioni della Sec


3' di lettura

Semaforo verde definitivo alla tassonomia green. Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato (in seconda lettura) il regolamento sulla classificazione degli investimenti sostenibili. Nel testo vengono stabiliti sei obiettivi ambientali: un’attività potrà dunque avere la patente di sostenibilità se contribuisce ad almeno uno di questi obiettivi senza danneggiare in modo significativo uno degli altri.

I sei obiettivi

Gli obiettivi ambientali sono i seguenti: 1) mitigazione dei cambiamenti climatici: ridurre o evitare le emissioni di gas serra o migliorarne l’assorbimento; 2) adattamento ai cambiamenti climatici: ridurre o prevenire gli effetti negativi del clima attuale o futuro oppure il rischio degli effetti negativi; 3) uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine ; 4) transizione verso un’economia circolare, focalizzata sul riutilizzo e riciclo delle risorse; 5) prevenzione e controllo dell’inquinamento; 6) tutela e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

La strada per evitare le “verniciate di verde”

La tassonomia verde rientra in un più ampio quadro normativo e di investimenti. L’Unione europea si è impegnata a ridurre gradualmente le emissioni di gas a effetto serra. Il Green Deal, iniziativa fulcro dell’Ue per il clima, fissa al 2050 il limite entro il quale l’Europa deve diventare climaticamente neutra.

Per raggiungere questo obiettivo, bisognerà investire in nuove tecnologie. La Commissione europea stima che l’Europa avrà bisogno di circa 260 miliardi di investimenti in più all’anno nei prossimi dieci anni.
Gli investimenti pubblici non saranno però sufficienti a conseguire i piani del Green Deal. Saranno così necessari anche finanziamenti da parte di investitori privati. Per questo occorrono criteri chiari per definire che cosa è sostenibile ed ecologico ed evitare di finanziare progetti greenwashing, cioè progetti che si dichiarano verdi e sostenibili ma che non rispettano davvero l’ambiente.

Il ruolo della Commissione Von der Leyen

Spetta ora alla Commissione Von der Leyen riesaminare i sei obiettivi e definire i criteri per individuare le attività che hanno un impatto negativo significativi: c’è dunque un ultimo passaggio per rendere operativa tutta la normativa. «Questi criteri dovrebbero essere pronti entro la fine del 2020 – si legge nel sito del Parlamento europeo – per i due obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. La scadenza per gli altri obiettivi è fissata per la fine del 2021. Le regole saranno applicate per ogni obiettivo ambientale a partire da un anno dopo la definizione dei criteri tecnici». Per avere quindiun’operatività totale di tutti gli obiettivi ambientali bisognerà aspettare il 2022.

Green, investimenti e il ritardo Usa

La tassonomia degli investimenti sostenibili avrà un grande impatto sul mondo del risparmio gestito e non solo europe. L’Unione infatti è molto avanti rispetto agli altri Paesi e sta indicando i parametri-chiave da utilizzare in tale ambito. Un’avanzata che ha preso in contropiede soprattutto gli Stati Uniti.

La Sec, l’equivalente americano della Consob, a metà maggio ha pubblicato un documento che richiama l’attenzione «sulla pletora di dati Esg» che ha inondato il mercato. L’authority ha sottolineato la gran confusione del settore. Da qui la richiesta di una maggiore trasparenza sui criteri Esg ma anche un tentativo, secondo alcuni osservatori europei, di frenare l’avanzata Ue in un settore sempre più importante nel settore degli investimenti finanziari.

Con la nuova tassonomia Ue, infatti, gli operatori del mercato finanziario che vendono prodotti in Europa, dovranno dichiarare in che modo e in che misura le loro attività contribuiscono ai sei obiettivi ambientali. A dettare le regole finanziarie sarà allora l’Ue, cosa del tutto inconsueta . Vedremo nei prossimi mesi se gli americani riusciranno a colmare il divario green.

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