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Sostenibilità, via obbligata anche in Italia per chi vuole attrarre talenti

Sempre più Millenial e giovani della generazione Z, prima di candidarsi si informano sulle policy di sostenibilità delle imprese e chiedono al datore di lavoro di “fare le cose giuste”

di Lucilla Incorvati

(AFP)

3' di lettura

Una forte integrazione dei criteri di governance, sociale e ambientale (Esg) nelle politiche retributive genera un valore sostenibile a lungo termine per i clienti, gli azionisti e un vantaggio competitivo per l'azienda. E si traduce in un percorso di miglioramento continuo così da rendere le aziende “il posto migliore dove stare” per dipendenti. Una priorità quest'ultima per diventare attrattivi nei confronti di coloro che si candidano ad entrare in un'azienda. Tra i trend di mercato emergenti non ci sono soltanto le imprese che cercano “figure sostenibili”. È in corso anche il fenomeno opposto: sempre più candidati si informano sulle policy di sostenibilità messe in atto dalle imprese e chiedono al datore di lavoro di “fare le cose giuste”. Una recente analisi svolta in Italia da Kilpatrick, leader internazionale nella ricerca e selezione del personale, che ha coinvolto 178 giovani della generazione Z e Millenial.

Obiettivo? Capire quali siano gli aspetti fondamentali che vengono considerati nella scelta di lavoro. Risposta: in pole position, subito dopo la retribuzione e la qualità di vita, entrambe le generazioni hanno indicato l’aspetto della missione e della visione dell’azienda. E' infatti fondamentale per entrambe le generazioni capire quale sia l'impegno concreto e cosa stia facendo l'azienda in cui lavorano, o intendano lavorare, per il pianeta. Nelle percentuali rilevati dal sondaggio la voce “Mission” si aggiudica una solida terza posizione su sei opzioni.

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Il valore della policy aziendale su diversity e inclusione

I giovani vogliono anche capire quali azioni vengano intraprese per la diversity e per l’inclusione. «ll percorso che in questo senso deve essere intrapreso dalle aziende – sottolinea Cristina Spagna, Ceo di Kilpatrick – non è quindi una scelta ma è vitale, e in questo i giovani sono essenziali, perché il mondo che stiamo creando è il loro mondo futuro e dobbiamo coinvolgerli attivamente. L’impegno delle aziende per un futuro sostenibile richiede di investire sui giovani e promuovere la diversità come risorsa e valore aggiunto».

E aggiunge: «Il percorso verso una maggiore sostenibilità crea sicuramente più posti di lavoro, ma richiede anche le giuste competenze e la formazione per padroneggiarli. Lo stesso questionario siamo in procinto di realizzarlo in tutte le nostre sedi internazionali».

Accanto alla mission aziendale, un altro elemento che sia i Millennial sia gli appartenenti all la generazione Z valutano con maggiore interesse, è la cosidetta work life balance. La pandemia, in realtà, ha reso determinante questo aspetto anche per le altre generazioni ma i giovani non sono più disponibili a fare sacrifici e rinunciare al tempo libero

Le aziende in campo

Kilpatrick nell’analisi di questo tema può avvalersi di un osservatorio privilegiato anche grazie alla valutazione di best practices, casi di aziende che si stanno muovendo in Italia e all’estero in questa direzione.

Tra questi ci sono i casi di Enel Green Power, Engineering, Branca International, Webuild, Prysmian e Prometeon. Sono aziende che hanno fatto e stanno facendo molto in termini di sostenibilità, costituita da un insieme di progetti che devono mirare a portare in equilibrio l’intero ecosistema sociale e dove il rispetto della persona, la necessità di ascoltarla per comprenderne i suoi bisogni e le sue necessità sono diventati una priorità così come l'equilibrio tra la sfera personale e quella professionale.

«Anche Kilpatrick adotta un metodo di selezione volto a valorizzare le competenze, la diversity ed individuare candidature allineate agli obiettivi ed ai valori dell’azienda – conclude Spagna –. Fondiamo i nostri valori sull'affidabilità, la meritocrazia, la fiducia, la trasparenza e l'etica. Ad oggi molti consulenti di Kilpatrick dedicano parte del proprio tempo per cercare di fare cultura del lavoro sui giovani supportandoli su temi di orientamento; supportano le istituzioni ad individuare lo skill mismatch per poter intervenire a colmarlo e cercano di avvicinare maggiormente università, istituzioni e aziende che ancora oggi parlano lingue troppo diverse».

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