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Sostenibilità, Volksbank: il 70% del portafoglio in fondi Esg entro il 2023

L’istituto ha messo a punto un sistema premiale per le imprese e i progetti che investono sulla transizione. Finanziamenti in crescita dell’1,2%

di Paolo Paronetto

Territorio. Le attività finanziarie si sono attestate a 21,6 miliardi (+10,1% su anno)

4' di lettura

Un 2021 in decisa crescita, un 2022 che conferma i trend positivi nonostante il contesto globale non certo facile e una prospettiva di sviluppo strategico che punta sulle caratteristiche peculiari di banca di prossimità. È l’identikit di Volksbank, la Banca Popolare dell’Alto Adige, che si inserisce nel quadro di un piano strategico che punta forte sulla sostenibilità come criterio essenziale dell’attività creditizia.

«Noi vediamo la transizione Esg come il principale driver con impatto sul mondo bancario in questo decennio – conferma il direttore generale Alberto Naef -. Ed è anche il principale contributo imprenditoriale e sociale che oggi una banca può dare». Il tema, sottolinea, si articola almeno in tre aspetti, quello corporate, vale a dire della banca come azienda, quello creditizio («Riteniamo che il credito buono dell’oggi e del domani sia il credito Esg. Gli investimenti migliori per le imprese, quelli che consentiranno loro di fare soldi e quindi di ripagare i nostri prestiti, sono quelli in ambito Esg») e quello relativo agli investimenti, per cui Volksbank ha fissato l’obiettivo di arrivare a fine piano nel 2023 con il 70% del portafoglio investito in fondi Esg. Per quanto riguarda in particolare i finanziamenti alle imprese, l’istituto ha messo a punto internamente un nuovo “Esg Tool” ad hoc, che assegna un punteggio sintetico alla sostenibilità delle imprese e dei progetti a partire da 20 categorie specifiche e che deve essere compilato per ogni richiesta superiore ai 500mila euro. «Il punteggio va da 0 a 100 e oggi la soglia minima per ottenere il prestito è di 30 – spiega Naef -, ma l’obiettivo per i prossimi anni è di far salire via via questo livello». L’impegno dell’istituto sul fronte della sostenibilità è certificato da una serie di riconoscimenti, che sono anche un volano per ulteriori progressi. Volksbank ha ricevuto infatti il sigillo “Leader della Sostenibilità 2022” del Sole 24 Ore ed è stata la prima banca regionale a livello globale a ricevere la valutazione Esg di S&P Global Ratings, nonché la prima banca italiana a renderla pubblica: il “voto” ottenuto è di 66 punti su 100, «in linea con il punteggio medio a livello mondiale». Attestati che si aggiungono ai risultati ottenuti in termini di bilancio: il 2021 si è chiuso con un utile netto di oltre 70 milioni (dai 16 del 2020) e con il ritorno al dividendo (0,6 euro per azione). Le attività finanziarie della clientela si sono attestate a 21,6 miliardi, in aumento del +10,1% su base annua, con raccolta bancaria diretta in crescita del 13% a 9,2 miliardi. I finanziamenti alla clientela sono pari a 7,5 miliardi (+1,2%), con crediti deteriorati netti per 205,9 milioni, in calo del 5,4% rispetto al 2020. Per quanto riguarda il 2022, chiarisce poi Naef, «ovviamente è un momento molto volatile», ma «per quanto riguarda la banca non vediamo problemi di breve periodo perché il nostro andamento è regolare, siamo anche un pochino sopra il budget». Merito anche della tenuta del tessuto economico del Nord Est, che ha superato la crisi sanitaria e ora cerca di resistere alla tempesta geopolitica innescata dall’invasione russa dell'Ucraina: «Sicuramente c’è stato un momento di riflessione tra le imprese, però adesso vediamo una buona ripresa degli investimenti – commenta Naef -. È chiaro che lo scenario tassi e i temi della guerra e dell’inflazione hanno portato un po’ di congelamento delle attività, ma adesso vediamo un buon recupero. In questo momento mi sembra di poter dire che il sistema Paese si è riadattato». Volksbank può contare su una rete di circa 160 sportelli in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, con oltre 13 miliardi di attivi e 22 miliardi di masse intermediate. Ed è pronta anche ad affrontare il rialzo dei tassi Bce: «Nel breve termine prevarrà il beneficio sui ricavi, nel secondo semestre registreremo il reset del pricing – precisa Naef -. Poi è chiaro che nel medio-lungo periodo questo aiuto sul margine di interesse delle banche diventa un costo per imprese e privati che potrebbe appesantire qualche bilancio». Tuttavia, continua, «la sensazione al momento è che non ci siano cambiamenti sostanziali nelle rate e che quindi non ci sarà un impatto rilevante», però è anche vero, ammette, che «la volatilità è elevatissima, l’Euribor si muove con oscillazioni mai viste». Volksbank resta comunque concentrata sugli obiettivi del piano “Sustainable 2023”, che è focalizzato sulla crescita organica e al momento non prevede operazioni di consolidamento. «Il nostro obiettivo strategico – illustra Naef - è di guadagnare quote di mercato con la prossimità», usando la vicinanza col territorio come vantaggio competitivo in un momento in cui la razionalizzazione delle reti delle grandi banche lascia spazi scoperti. «Dopo la trasformazione in Spa l’istituto ha vissuto qualche anno un po’ turbolento – ricorda -. Ora dobbiamo dimostrare che la banca ha ritrovato capacità organica di generare reddito, che il 2021 non è stato un’eccezione e che quindi il business model è sostenibile e la governance lo riesce a gestire». «Questo è fondamentale – aggiunge - perché se uno poi vuole andare a comprare qualcosa deve avere un modello vincente da proporre all’altra realtà». «Poi vedremo che opportunità ci sono» anche in ottica M&A, concede: «Il nostro focus resta il Nord Est, siamo e restiamo banca del territorio e il Triveneto è l’ambito nel quale vogliamo operare. Non faremo voli pindarici – conclude - vedremo che opportunità ci sono in quest’ambito, anche se a voler essere onesto non mi pare ce ne siano tante».

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