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Sotheby’s, i debiti finanziari mettono in dubbio la continuità aziendale

Il peso eccessivo dei debiti al servizio dell'acquisizione e il relativo costo fanno chiudere in rosso i conti 2019 e fanno presagire un futuro molto incerto

di Maria Adelaide Marchesoni

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Vendita Impressionista e arte Moderna Sotheby's New York maggio 2019 (Foto courtesy Sothebys's)

Il peso eccessivo dei debiti al servizio dell'acquisizione e il relativo costo fanno chiudere in rosso i conti 2019 e fanno presagire un futuro molto incerto


3' di lettura

Sotheby's con la privatizzazione, ovvero il passaggio nell'orbita di Patrick Drahi, non avrebbe più avuto alcun obbligo, al pari delle altre rivali, in primis Christie's , di divulgare informazioni finanziarie che avrebbero potuto turbare il mercato dell'arte. In questi giorni però Sotheby's ha sorpreso il mercato con la pubblicazione, tra i suoi comunicati stampa, dell'inattesa relazione ai risultati dell’esercizio 2019.

La relazione al bilancio 2019, accompagnata da quella dei revisori indipendenti Deloitte , ha scatenato una serie di domande e dubbi in merito al futuro dell'azienda a causa dell'impatto negativo sui conti della pandemia globale Covid-19, ma non solo.
A peggiorare la situazione attuale, già di per sé problematica, concorre il peso eccessivo dei debiti finanziari saliti in modo esagerato nel corso del 2019 nei conti della casa d’aste. Va infatti ricordato che l'acquisizione da parte di BidFair Usa Inc., la società di Patrick Drahi che ha effettuato l'operazione (costata 57 dollari ad azione per un corrispettivo di circa 2,6 miliardi di dollari) è stata in seguito incorporata in Sotheby's. BidFair, per portare a termine l'acquisizione della casa d'asta, ha fatto ricorso in modo elevato alla leva finanziaria, cioè al debito finanziario. A fine 2019 i debiti finanziari a lungo termine superavano il miliardo di dollari (1.059 milioni di dollari rispetto a 639 milioni di dollari del 2018) come riportato nei conti della casa d'asta.
La società di revisione Deloitte nel certificare i bilanci ha svolto un ruolo di supervisore e ha delegato il management di Sotheby's nella valutazione del presupposto di continuità del business. Sotheby's nella relazione alla gestione ha quindi dovuto dichiarare che: “a causa della significativa incertezza associata al pesante impatto negativo che la pandemia Covid-19 ha avuto sulle nostre operazioni e sulla nostra liquidità, non siamo in grado di prevedere o quantificare con certezza l'effetto sulla nostre disponibilità e la nostra capacità di rispettare gli obblighi quando diventano esigibili, o la nostra capacità di mantenere il rispetto dei covenant finanziari ai sensi dei Nuovi Contratti di Finanziamento nei prossimi dodici mesi”. La dichiarazione prosegue sottolineando: “che tali condizioni finanziarie negative sollevano forti dubbi sulla c apacità della Società di continuare ad operare”.

La continuità aziendale
I rischi sul futuro della casa d'asta sono quindi collegati alla capacità di rimborsare via via alle scadenze il debito finanziario e nella situazione attuale, con le aste solo online, difficilmente sarà possibile far fronte alla richiesta delle banche.
Secondo quanto indicato nella relazione nel 2020, tra capitale e interesse, la casa d'aste deve pagare per i debiti Term Loan Facility, 2027 Notes e 2025 Notes, 119 milioni di dollari e nel 2021, tale ammontare si attesta a 85 milioni di dollari. Nel 2019 il costo dell'indebitamento finanziario aveva già evidenziato un notevole incremento (+60% a 61,6 milioni di dollari) rispetto al 2018.

I conti 2019
La gestione si è chiusa con una perdita di 71,2 milioni di dollari (utile per 108,6 milioni di dollari) e un patrimonio netto negativo per 767 milioni di dollari. Il deficit è stato causato dal peso degli oneri finanziari netti, ma anche per effetto di un risultato operativo sceso a 8,5 milioni di dollari, il 95% in meno della gestione 2018. Male anche i principali turnover: - 11% a 3,9 miliardi il volume d'affari delle aste e in calo del 6% le private sale. La diminuzione dei risultati netti delle aste 2019 è parzialmente mitigata dal miglioramento del margine della commissione d'asta, passato dal 16,1% al 17,3%.

I costi operativi
A fronte di un giro d'affari in calo del 4% a 992 milioni di dollari la casa d'aste ha registrato un deciso incremento dei costi operativi saliti del 15% a 983 milioni di dollari. Tra i costi operativi figurano 132 milioni di dollari sostenuti per l'operazione di fusione e comprendono oneri relativi a liquidazioni e risarcimenti per 56,2 milioni di dollari (inclusi 12,1 milioni di dollari per pagamenti accelerati per l'uscita dei management), una commissione di consulenza finanziaria per 37,8 milioni di dollari, e spese di consulenza, legali e di consulenza per 38,1 milioni di dollari.
Il management prevede di dover sostenere oneri di ristrutturazione compresi tra i 13 e i 14 milioni di dollari nel primo trimestre del 2020, attribuibili a costi legati alle cessazioni dei rapporto di lavoro in base al piano di ristrutturazione che dovrebbe essere completato entro il 2020.
I problemi che dovrà ora affrontare Sotheby's sono però di gran lunga superiori a fronte di uno scenario economico molto incerto.

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