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Sotheby’s: garanzie diffuse e tre collezioni tengono a galla il mercato

Tre piattaforme a New York, Hong Kong e Londra per battere tre incanti per 363,2 milioni di dollari. Sugli scudi l’arte femminile dell’Espressionismo astratto e del Surrealismo

di Giovanni Gasparini e Marilena Pirrelli

Asta Sotheby’s transcontinentale lunga cinque ore

Tre piattaforme a New York, Hong Kong e Londra per battere tre incanti per 363,2 milioni di dollari. Sugli scudi l’arte femminile dell’Espressionismo astratto e del Surrealismo


6' di lettura

Come in un film, il 29 giugno il mondo era collegato e desiderava partecipare al primo evento globale del mercato dell’arte dopo il Covid. L’asta live organizzata da Sotheby’s su tre piattaforme a New York, Hong Kong e Londra ad un primo sguardo non ha deluso le attese e ha realizzato 363,2 milioni di dollari, rispetto alle stime tra 262,1 e 368,4 milioni, con il 93,2% di lotti venduti. La serie di tre aste, condotte a distanza dal presidente e banditore Oliver Barker a Londra, ha ricevuto offerte dagli specialisti della casa d’asta al telefono e dagli offerenti online. L’asta trasmessa in streaming in tutto il mondo in tempo reale in video ha decretato il successo del “Trittico” di Francis Bacon ispirato all'Oresteia di Eschilo del 1981 venduto per 84,6 milioni di dollari da un museo privato di Oslo, che aveva già tentato di venderlo privatamente per cento milioni. L’opera è stata contesa per lunghi dieci minuti tra un offerente online dalla Cina e un cliente al telefono con Grégoire Billault del dipartimento d’arte contemporanea di New York, che alla fine si è aggiudicato il Trittico per un prezzo oltre la stima massima di 80 milioni di dollari, segnando il terzo risultato d'asta più alto per l'artista. Il Bacon era stato consegnato a Sotheby's prima della pandemia: avrebbe dovuto essere venduto in maggio con una garanzia di 60 milioni di dollari da parte della casa d'asta. «Non avremmo mai immaginato, nemmeno qualche mese fa, che sarebbe stato possibile tenere una serie di vendite di punta a New York con un evento live streaming con offerte telefoniche e online da tutto il mondo» ha commentato Oliver Barker. «Non c’era artista più rivoluzionario di Bacon per inaugurare il nuovo formato d’asta. Il suo Trittico è stato a lungo celebrato in mostre museali e ha lasciato il segno sul mercato, stabilendo un nuovo punto di riferimento per qualsiasi offerta mai lanciata online - 73,1 milioni di dollari - prima di battere il terzo prezzo più alto mai pagato per l'artista all'asta. L’accesa concorrenza su un’opera museale da New York, Londra e Hong Kong rivela un mercato vivace e la possibilità di perseguire una nuova progettualità per il futuro delle aste».

Successo delle artiste da Sotheby's

Successo delle artiste da Sotheby's

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Covid e garanzie
In quella che è stata presentata come la prima asta delle nuova era post-Covid e che speriamo, invece, sia l'ultima di un’evidente situazione d’emergenza, la mancanza dell'aspetto umano in sala e nel processo di convincimento a vendere è stata evidentemente sostituita con l'uso a pioggia di garanzie, praticamente su tutto ciò che valesse la pena comprare. E dove non sono intervenute le garanzie, i risultati sono stati meno che rassicuranti. In ogni caso non si è trattato di un’asta online, ma di una asta dal vivo senza pubblico: un passo indietro rispetto a quanto si faceva già prima. e non avanti come si vorrebbe quasi far credere.
Anche il ricavo totale va contestualizzato: trattandosi delle aste che hanno sostituito di fatto gli appuntamenti di maggio a New York e giugno a Londra, il totale di tutto rispetto di 363 milioni di dollari per le due categorie che coprono XX e XXI secolo è appena oltre la metà di quanto ci si dovrebbe attendere in un anno senza pandemie. Per di più la lentezza del procedimento – le tre vendite consecutive sono state una maratona transcontinentale di oltre cinque ore partita da Hong Kong alle 6,30 del mattino e conclusa a New York poco prima della mezzanotte – ha fatto durare decisamente troppo l’appuntamento. Ma andiamo per gradi.

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Atto Primo: la Collezione Williams
Il collegamento dallo studio televisivo asettico, stile Cape Canaveral, a New York è partito nel miglior dei modi nella notte europea con 18 lotti tutti provenienti dalla collezione di Espressionismo astratto americano della miliardaria americana Ginny Williams, recentemente scomparsa. I 18 lavori, tutti garantiti, di cui la metà da parti terze, rappresentano la punta dell'intero corpo di oltre 450 lavori dispersi in aste successive e 14 lotti sono di artiste ben note. La specializzazione al femminile della collezione ha pagato: ottimi prezzi per Helene Frankenthaler con la composizione solare “Royal Fireworks” del 1975 a 7,9 milioni da una stima di 2-3 milioni, Lee Krasner con un lotto che ha raddoppiato le stime e un secondo che ha faticato a passare di mano sotto la stima bassa e tre lavori di Joan Mitchell per un totale di 22,7 milioni pari a un terzo del realizzo totale di 65,5 milioni di $, oltre le aspettative pre-asta di 52 milioni, guidato da «Straw» dal 1976, venduto per 8,8 milioni (stima 5-7 milioni) e poi da “Garden Party” del 1962 assegnato a un offerente online per 7,9 milioni di dollari, dalla stima tra 4 e 6 milioni. Oltre alla pittura, il catalogo offriva tre opere tridimensionali di Louise Bourgeois, per un totale di 6,8 milioni, di cui due aggiudicate ben oltre le aspettative, mentre la terza ha fatto fatica a trovare una nuova casa sotto la stima bassa. Metà dei lavori hanno superato le stime alte prima dell'aggiunta delle commissioni e le garanzie di parte terza non sono dovute intervenire nella maggior parte dei casi, pur avendo svolto un ruolo essenziale per rassicurare un mercato incerto. Il focus su una area di mercato in grande espansione, quella dell'arte femminile, ha portato buoni frutti, anche grazie alla concentrazione su nomi storicizzati ben noti al mercato.

Il catalogo generale di arte del dopoguerra e contemporanea
La gran parte del risultato è dovuto al catalogo principale di 30 lotti misti per un totale di 235 milioni di dollari, di cui oltre un terzo dovuto ai quasi 85 milioni pagati per un Trittico di Francis Bacon.Il lavoro era garantito dalla casa d'aste, mentre altri otto lotti, praticamente tutti quelli di maggior realizzo, erano protetti da garanzia di parte terza, compresa “White Brushstroke” di Roy Lichtenstein, passato per 25,4 milioni compresi i diritti d'asta, tranne la tela astratta di Clyfford Styll del 1947 «PH-144 (1947-Y-No.1)» passata di mano a 28,7 milioni, entro la stima di 25-35 milioni di dollari, parte dei 10 lotti della collezione Anderson che ha ricavato in totale 66,3 milioni di dollari con il 100% di venduto. Fra i risultati degni di nota il nuovo record per un lavoro su carta di Jean-Michel Basquiat, un espressivo volto col tipico ghigno a colori accesi, conteso fino a render inutile la garanzia a 15,2 milioni, da una stima di 9-12 milioni.Ma la sorpresa principale riguarda quella che non può non esser chiamata con il temine che merita: una cinica speculazione a cadavere caldo; si tratta del lavoro di Matthew Wong, giovane artista suicida il cui lavoro del 2018 partiva da una stima di 60-80mila $ ed è stato conteso fino a 1,8 milioni...Purtroppo è ancor vero che morire fa male all'artista, ma tanto bene al suo mercato. Una nota di colore: il catalogo comprendeva anche una maschera lignea provenente dal Gabon, da un'importante collezione dispersa il giorno successivo, e aggiudica per 3,5 milioni, a metà della stima di 2,5-4 milioni, a conferma della tendenza a creare un mercato di ‘capolavori' attraverso diverse epoche e culture.

Viva il Surrealismo Latino, un velo pietoso sul resto
Il terzo catalogo era impropriamente definito di arte impressionista e moderna, mentre avrebbe dovuto mettere l'accento sulla vera star: la collezione di arte surrealista latino-americana denominata Vanguard i cui 10 lavori hanno portato 29 milioni di $, quasi metà del realizzo totale di 63 milioni per 26 lotti (sei quelli ritirati prima dell'asta) con otto invenduti fra cui Chagall (2-3 milioni di stima), una scultura di Giacometti di recente sul mercato (La cage, 2,8-3,5 milioni di $) e un lavoro di Bernard Buffet. Nuovamente la specializzazione della collezione e il forte contributo di cinque artiste hanno pagato, con prezzi record o comunque elevati e milionari per Remedios Varo con «Armonía (Autorretrato sugerente)» aggiudicato a 6.186.800 dollari (da 2-3milioni di stima), Leonor Fini con «Figures on a terrace» passata di mano a 980.000 dollari (stima 400 - 600.000), Frida Kahlo con «Congreso de los pueblos por la paz» – dalla stima tra 400-600mila ha raggiunto i 2.660.000 dollari –, Leonora Carrington con due opere di cui «Tuesday» scambiata a 1.100.000, da 700-900mila, e Alice Rahon con «Los cuatro hijos del arco iris» scambiato a 512.000 dollari (stima 120-180mila). Nuovo record per il decano del settore, Il cubano Wilfredo Lam, a 9,6 milioni. A nostro avviso ben cinque dei sette lavori garantiti da parte terza sono finiti al garante in assenza di altri compratori, fra cui due dei tre Picasso offerti, una tavola di Signac e un lavoro di Magritte, tutti dalle stime milionarie e passati di mano sotto o appena attorno alla stima bassa prima dell'aggiunta delle commissioni. L'unico lotto oltre i 10 milioni rimane però un ritratto femminile di Picasso del 1934 che è passato di mano a oltre 11 milioni.Questo ultimo catalogo ha mostrato in pieno le difficoltà a reperire materiale nuovo e interessante da portare in asta.

Tocca ora alle prossime aste monitorare il mercato: giovedì è la volta di Phillips e per Christie's appuntamento il 10 luglio con la versione dell'asta d'emergenza con un'altra maratona attraverso le linee del fuso orario che da Hong Kong arriverà a New York passando per Parigi e Londra, inaugurando un nuovo formato che fonde i dipartimenti di Moderno e Contemporaneo in una mossa che, sebbene comprensibile da diversi punti di vista, ridurrà il numero degli specialisti rischiando di rivelarsi forse non troppo lungimirante.

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