New York

Sotheby’s, i maestri impressionisti e Giacometti sostengono il mercato

Risultati altalenanti e ruolo importante delle garanzie che non evitano però otto invenduti milionari. Record per Tamara de Lempicka

di Giovanni Gasparini


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4' di lettura

La seconda asta serale d'arte impressionista e moderna a New York il 12 novembre da Sotheby's ha evidenziato qualche incertezza del mercato, pur in un contesto sostanzialmente positivo; il ricavo totale di 209 milioni di dollari si colloca entro la stima di 179-255 milioni grazie all'aggiunta delle commissioni, con un numero relativamente contenuto di invenduti, che però risulta importante se rapportato al numero dei lotti garantiti da parte terza e, quindi, entrati in asta di fatto già venduti, pari a ben 17, un terzo del totale, fra cui metà dei primi dieci realizzi e tutti e quattro stimati oltre i dieci milioni di dollari.

La pittura impressionista
A guidare i ricavi tre paesaggi impressionisti di altrettanti grandi nomi, tutti lotti garantiti da parte terza e stimati oltre la soglia dei dieci milioni di dollari. Si tratta di un lavoro londinese di Monet del 1903, dedicato al Ponte di Charing Cross, soggetto favorito per le atmosfere legate al passaggio dei treni a vapore ed oggetto di diverse opere; il lotto non ha faticato a distaccarsi dalla stima bassa e dalla garanzia per finire aggiudicato a 27,6 milioni con le commissioni.

Claude Monet «Charing Cross Bridge»

Non ha suscitato, invece, particolari entusiasmi un paesaggio della Senna che fa da sfondo alla camminata di Richard Gallo e al suo cane, amico del pittore Caillebotte che lo dipinge nel 1884; la stima bassa di 18-25 milioni è stata raggiunta solo grazie alla garanzia, che si è aggiudicata il dipinto per 19,7 milioni, una volta aggiunte le commissioni ridotte.
Scarso interesse anche per un classico dipinto pointillista di Signac del 1907, raffigurante Costantinopoli risplendente nella luce dorata, aggiudicato probabilmente in mani asiatiche alla stima bassa di 14 milioni dopo un solo rilancio, che diventano 16,2 milioni di dollari con le commissioni; non ha favorito il dipinto il fatto che ritornasse sul mercato dopo sette anni e per la terza volta dal 2008, garantendo questa volta un ritorno di fatto negativo o, al meglio, nullo.
Un altro lavoro di Signac, una tela più piccola raffigurante una scena lacustre dominata da monti e barche a vela, ha raccolto, invece, maggior consenso ed è passata di mano oltre la stima alta a 4,5 milioni di $.

Alberto Giacometti «Buste d'homme … au blouson»

Ha superato le stime e sfiorato i dieci milioni di $ un lavoro di van Gogh dell'autunno 1886 ambientato in un parco parigino dai colori spenti, aggiudicato a 9,7 milioni da una stima di 5-7 milioni di $, mentre un nudo di schiena femminile di Degas che partiva dalla stessa stima si è fermato a 6,6 milioni con le commissioni.

Una rara scultura marmorea di Rodin plasmata a forma di cariatide ha superato agilmente la garanzia e la stima di 4-6 milioni per fermarsi a 7,5 milioni con le commissioni. È restato al palo, invece, un lavoro di Toulouse-Lautrec del 1895 stimato 4-6 milioni.

La scultura di Giacometti
Il catalogo presentava ben cinque lavori di Alberto Giacometti, fra cui tre bronzi, un gesso dipinto e un lavoro su carta, tutti offerti senza la protezione di garanzie. Le quattro figurine in gesso del 1950 alte poco oltre 20 cm ed unite alla base non hanno trovato compratori da una stima di 3-4 milioni, ma questa perdita è stata più che compensata dal successo di un busto di 35 cm. rappresentante il fratello Diego, fuso in edizione di sei nel 1953, conteso fino a 14,3 milioni con le commissioni, ben oltre la stima di 6-8 milioni.
Un altro busto d'uomo più grande del fotografo Lotar, fusione postuma del 1973, ha raggiunto la stima alta di 1,8 milioni con le commissioni, mentre si è fermato sotto la stima bassa di 6-8 milioni, a 6,5 milioni con le commissioni, una composizione di quattro figurine su piedistallo in bronzo. In totale i lavori di Giacometti hanno portato quasi 23 milioni di dollari.

René Magritte «La Légende des siècles»

Record per de Lempicka
Il quinto ed ultimo lotto aggiudicato oltre i dieci milioni è una grande tela di Tamara de Lempicka raffigurante una delle sue voluttuose amanti, Rafaela. “La Tunique Rose' del 1927 ha superato di slancio la stima di 6-8 milioni per finire a 13,3 milioni con le commissioni, nuovo record in asta per l'artista parigina di origini polacche.

Tamara de Lempicka «La Tunique rose»

Luci e ombre: Surrealismo e Picasso
L'ottima performance surrealista della sera precedente da Christie's non ha trovato pieno riscontro nel catalogo di Sotheby's: ben due dei cinque Magritte offerti non hanno incontrato compratori da stime di 6-8 milioni per ‘Cosmogonie Elementaire' del 1949 e una guache su carta del 1962-63 stimata 1,5-2 milioni, mentre ha superato le stime una maestosa seduta di pietra raffigurata nella tela ‘La Legende des Siecles' del 1950, che si è fermata a 8,6 milioni dalla stima tra 4-6 milioni di $. Hanno confermato le stime due altri lavori per 2,4 e 1,6 milioni rispettivamente, portando il ricavo totale del maestro belga a 12,6 milioni di $. Discreti risultati per Oscar Dominguez con un dipinto del 1937 che è passato di mano a 2,3 milioni di $.

Paul Signac «La Corne d'Or»

Contrariamente al solito, un solo lavoro di Picasso figura fra i primi dieci realizzi, con una composizione del 1934 “Nus' passata di mano al garante di parte terza appena sotto i dieci milioni di dollari, nonostante la stima di 12-18 milioni. Una natura morta del 1933 è stata aggiudicata a 5,4 milioni con le commissioni, sotto la stima di 5-7 milioni, dopo un solo rilancio, a 4,5 milioni di $, anch'essa nelle mani del garante di parte terza, così come un ritratto femminile della sorella Lola dipinto nel 1901 a Barcellona, aggiudicato a 4,7 milioni da una stima di 4-6 milioni di $.

Pablo Picasso «Nus»

Due altri lotti del catalano ha totalizzato 1,6 e 1,3 milioni rispettivamente, mentre una carta del 1909 è rimasta invenduta da una stima di 1-1,5 milioni di $. La performance di Picasso si salva quindi grazie alle garanzie, portando circa 23 milioni di ricavi, al pari di Giacometti.
Il test del mercato passa ora al periodo successivo del secondo dopoguerra e l'arte contemporanea con tre aste serali entro la settimana.

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