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Sotto il martello. Red chip, artisti che sfondano le stime

La veloce ascesa di giovani talenti e il rischio della bolla speculativa

di Marilena Pirrelli

3' di lettura

Red chips. Artisti che scottano, giovani e giovanissimi che, dopo aver compiuto i primi passi nel mondo delle mostre e delle gallerie arrivano al collezionismo e vengono catapultati in asta con aggiudicazioni che decuplicano le stime di partenza. La febbre d’asta che sale nelle quotazioni di talenti emergenti la misura il termometro Articker, che monitora settimanalmente la visibilità mediatica degli artisti. Un buon indicatore di chi potrebbe fare le prossime capriole sotto il martello, perché il passo dalla mostra alla recensione favorevole dei grandi giornali al passa parola tra i collezionisti e poi all’asta è sempre più breve per un numero sempre più folto di under 40. Lo rivela artprice nel suo annuale (1 luglio 2021-30 giugno 2022) «Contemporary Art Market Report» (artisti nati dopo il 1945) che quest’anno si concentra anche sugli Ultra Contempoary (nati dal 1982). La leggerissima contrazione dell’1,1% del segmento del contemporaneo in asta pari a 2,7 miliardi di dollari, dovuta alla politica zero Covid in Cina che ha portato al crollo delle vendite del 33% a favore del +20% degli States, non ha frenato la crescita a 39.880 di artisti proposti in asta (erano 34.602 l’anno precedente), di cui 5.300 nuovi entranti – rispetto ai 1.284 dello scorso anno – grazie all’arrivo di nuove case d’asta che hanno battuto 5.100 nuovi record. Il tasso d’invenduto resta stabile al 33% (un lotto su tre resta al palo) nonostante l’accelerazione delle transazioni (+12%).

Il fatturato del contemporaneo è raddoppiato in 10 anni e si è moltiplicato di 30 volte in 20 anni: nel periodo esaminato pesa sul mercato Fine Art per il 17,6%, mentre l’ultracontemporaneo rappresenta solo il 2,7% (era lo 0,5% nel 2002 e l’1,8% nel 2020). Ma la crescita di questo sottosegmento spiega da solo buona parte delle trasformazioni in atto nel mercato dell’arte concentrando tutte le principali tendenze: sugli scudi artiste e artisti africani, street artist e, sebbene in flessione, Nft, con una dinamica ultra-competitiva tra New York, Londra e Hong Kong e l’emergere di nuove capitali come Tokyo e Seoul. A tirare la volata ai giovani, solide accademie alle spalle, mega gallerie e importanti musei. Così è sconcertante la velocità con cui gli artisti under 40 raggiungono quotazioni mozzafiato: operatori e collezionisti scommettono su chi sarà il Basquiat di domani. Se ormai le blue chip come Warhol, Banksy e Condo hanno prezzi stratosferici in asta, negli ultimi 12 mesi i collezionisti hanno speso in totale 419 milioni di dollari (il 15,5% del mercato del contemporanea) per aggiudicarsi opere di under 40. Dal 2000 il numero di queste nuove leve in asta è quintuplicato e il fatturato è 26 volte maggiore! Il giornalista Scott Reyburn ha coniato l’aggettivo red-chips proprio per designare questa nuova generazione che si è imposta in prima linea, tra cui svettano Matthew Wong, Avery Singer, Christina Quarles e Flora Yukhnovich o FEWOCiOUS (il diciannovenne Victor Langlois) con sei scambi e un top lot physical/digital da 2.850.460 dollari. L’evoluzione dei primi cinque risultati d’asta è letteralmente esploso: nel 2000 la classifica era guidata dai soli 732.000 dollari battuti per un’opera di Jean-Michel Basquiat. Oggi, oltre 30 lavori sono valutati tra 3 e 6 milioni di dollari – il top price di Matthew Wong è 5,9 milioni, di Avery Singer 5,2, di Christina Quarles 4,5 e di Flora Yukhnovich 3,6 milioni – importi inconcepibili 20 o anche solo 5 anni fa. Ultimo dettaglio nella top 10 degli under 40 del primo semestre del 2022 sette sono artiste, una vera rivoluzione! Tuttavia raggiungere livelli milionari molto presto nella carriera di un artista è molto pericoloso, il precoce successo potrebbe bruciare nel falò della vanità delle mode e della speculazione. Il fenomeno – già visibile dal 2001 con l’aggiudicazione per 5,6 milioni di dollari per la porcellana «Mickael Jackson e Bubbles» di Jeff Koons (allora 46enne) – è cavalcato dalle case d’asta, Phillips in primis seguita da Sotheby’s e Christie’s, che dedicano aste agli emergenti. Il prossimo sbarco di Phillips in Italia potrebbe, secondo rumors, proporre giovani italiani, quasi del tutto assenti dal mondo delle aste.

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